Friday 12 March 2010

Siamo geniali :)

11 febbraio 2008 di zerorelativo · 2 Postille 

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Il Resto del Carlino Pesaro di ieri ha dedicato a ZR un bell’articolo scritto da Francesca Pedini.

Grazie!

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IL PORTALE ZERORELATIVO IDEATO DA PAOLO SEVERI

Genio di un barista: ecco il sito-baratto

Le transazioni avvengono senza denaro “per una bici ho ricevuto cinque mutande”

di Francesca Pedini

Un’idea geniale, che ha valicato ben presto i confini comunali, coinvolgendo un numero straordinario di persone. E’ venuta a Paolo Severi, giovane intraprendente barista pesarese, che nel 2006 ha realizzato “ZeroRelativo” la prima community italiana di scambio e baratto competamente gratuita. Collegandosi al sito (www.ZeroRelativo.it) è possibile mettersi in contatto con chiunque voglia scambiare oggetti di cui vuole liberarsi: un frigo per una bici e perfino un libro per cinque paia di mutande nuove. La “rivoluzione” è che ZeroRelativo è gratis, non fa guadagnare denaro nè all’autore nè agli utenti, se non l’oggetto di scambio. Cosi, se si ha un mobile ho una bici che non si utilizza più, lo si può inserire nella pagina degli annunci e barattarlo. Il regolamento è rigido: non si accettano inserzioni con prezzi. Fino ad oggi il sito ha avuto 80.000 contatti con 1100 iscritti provenienti da tutta Italia e una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. “Il sito – racconta Paolo Severi – si propone di ridare stima agli oggetti inutilizzati. Vuole “allenare” ad un consumo critico e “sdoganare” una forma di commercio che può essere concretamente applicata alla vita quotidiana”. Come è nata l’idea? “Ha preso forma da una serie di eventi: L’interesse per il web, uno scambio avvenuto e l’utopia di trattative dove il denaro fosse marginale. La molla è scattata dopo un divano venduto online a 1 euro. Aveva un valore irrisorio, era “fuori moda” ma in buono stato, e piuttosto che buttarlo, l’avrei scambiato anche con un libro. In quel sito non era previsto, ed ecco che ho deciso di farlo io. Internet, per la sua facilità di interazione e contatto con milioni di persone, è l’unico mezzo dove lo scambio può avvenire con rapidità. Il limite del baratto è la piccola comunità di riferimento, in rete questo può essere facilmente superato”. Questo sito internet ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici e media nazionali. Ne hanno parlato giornali a tematica ambientale e no profit, come Vita,Carta,La nuova ecologia, ma anche quelli più generalisti come Glamour,Gioia,Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, con un servizio all’interno del programma “Pixel – Tecnologia Sostenibile” definendoci “Il paradiso dello scambio e del baratto”. Poi Radio Rai 3 e la Radio online di Microsoft” C’è qualcuno che ha cercato di barare e sfruttare l’idea? “Finora non è mai accaduto proprio perchè ZeroRelativo non fa business, ma offre un servizio ad elevato valore aggiunto ed educativo. (Tutto si riutilizza, tutto si scambia, niente si butta) Naturalmente devo ringraziare del successo molti amici tra cui Valeria, Massimiliano, Luigi e Lorenzo, per la loro collaborazione e il loro supporto.

ZERORELATIVO

Ora parte una sezione dedicata ai bambini

Nel sito di ZeroRelativo si può scambiare tutto quello che può essere trattato in un sito di e-commerce, con l’unica differenza che qui il denaro non è il mezzo di pagamento della trattativa. Sono stati scambiati televisori, libri, pezzi di arredo e di computer, cd, prodotti erboristici. Addirittura, – racconta l’ideatore Paolo Severi che ha vissuto l’esperienza in prima persona – con un libro ho avuto 5 paia di mutande. Ovviamente nuove e inscatolate. Sono stati donati oggetti come telefoni, cuffie, modem, divani, accessori d’abbigliamento o per il computer. Sono state anche offerte prestazioni lavorative, come la signora che barattava la sua esperienza di cuoca per un alloggio a Parigi”. Da qualche tempo l’offerta è stata ampliata aprendo una sezione particolare dedicata alle cose per bambini. “Si – conferma Severi – ora per i “baby consumatori” c’è uno spazio dove i genitori possono scambiare o ricercare tutto quello che riguarda l’infanzia”. Chi paga le spese di spedizione? “Sono a proprio carico, ma si può anche scambiare l’oggetto di persona”.

Lo staff di ZR

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Commenti

  1. Barbara scrive:

    Bel servizio, tutto meritato, risponde alle domande dei “fans” di ZR curiosi di conoscere Paolo e il sito stesso come me.
    Secondo me è stata un’idea davvero geniale ;-) perchè rimetti in circolo le cose che non usi più ma che comunque hanno un valore.
    Certo, ma c’è anche e-bay, voi direte, ma li è tutto troppo complicato… registrazioni, aste, modi di pagamento… non sai mai se ti aggiudicherai tu l’oggetto o meno, e rischi di portarlo ad un prezzo troppo alto per il suo valore, poi devi pagare, ed hai un tot di tempo per farlo, e devi pagare il sito… no no, viva il vecchio baratto, così semplice ed immediato!!!
    E bravo Paolo!!!

  2. lollis scrive:

    madò quant’è brutto Paolo :)

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