martedì 1 aprile 2008

Educazione Sostenibile

1 aprile 2008
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Il mensile .eco - educazione sostenibile ha pubblicato nel numero di marzo un articolo dove racconto l’esperienza di come nasce ZeroRelativo e quali sono stati gli eventi che hanno portato allo sviluppo di questo importante progetto. Ricordo che il 11, 12, 13 aprile saremo alla fiera del consumo critico “Fà la cosa giusta” a Milano e se per caso fossi da quelle parti ti aspettiamo per “scambiare” 2 chiacchiere a 4 occhi :) A presto!

Baratto online su ZeroRelativo
ZeroRelativo è il portale che mette in comunicazione chi vuole scambiare e barattare i propri oggetti o servizi. E’ nato da un mio progetto, che si è sviluppato e ha preso forma da una serie di eventi: l’ idea di un portale internet, uno scambio avvenuto, l’utopia di trattative dove il denaro fosse marginale, l’idea di fare un sito “usabile” e semplice.

La molla è scattata dopo un divano “venduto” online a un euro. Il valore economico di quell’oggetto era irrisorio e se al posto di quell ‘euro mi avessero proposto un libro o un cd avrei sicuramente accettato.
L’ ha “comprato” una coppia di Bologna che si è fatta 150 Km per ritirare un divano che, per loro, aveva un valore molto più alto della cifra simbolica che ho ricevuto. E che hanno dato “in pasto” ai bambini nella loro stanza dei giochi.
Mi sono sempre piaciute le transazioni on line e mi ha sempre affascinato l’idea di poter scambiare cose che non mi servono con altre cose. Un po’ come scambiare figurine da piccoli, con la stessa leggerezza e con lo stesso grado di soddisfazione.
Internet è l’unico mezzo che permette di utilizzare il sistema del baratto nelle transazioni quotidiane. In rete il concetto di piccola comunità non esiste e puoi potenzialmente metterti in contatto con milioni di persone, velocemente, che potrebbero offrirti quello che ti serve al posto del tuo, mettiamo, inutilizzato divano.

ZeroRelativo é un progetto ad alto valore educativo.
Chi ci utilizza compie un’ azione concreta che denota sensibilità verso uno stile di vita più attento.

Ci sono gli “effetti” speciali, cose che ti lasciano basito e ammirato come, per esempio, il proiettore di immagini nato nel campo della pasticceria. E la cosa più bella sono proprio gli oggetti ai quali non pensi, che restano per anni imboscati nelle cassettiere, nell’ultimo vano di una cassapanca o in soffitta.
Su ZR diventano plausibili e importanti, riprendono vita e valore, si ritagliano un posto nel mondo, e ti rendi conto che si tratta della maggior parte delle cose che hai visto e che ti hanno circondato, che ti hanno accompagnato e magari di colpo sono scomparse.
Quegli oggetti sono il nostro piccolo capitale. E hanno un valore.
Uno zero in euro non significa che il valore sia “zero” in senso assoluto.
Da quando siamo nati abbiamo avuto 80.000 contatti.
Gli iscritti, ad oggi, sono 1100 provenienti da tutta Italia, una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. Il baratto è online.
ZR ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici nazionali, da quelli legati a tematiche ambientali e no profit, come Vita, Carta e La Nuova Ecologia a quelli più generalisti Glamour, Gioia, Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, che ci ha dedicato un servizio all’interno del programma “Pixel Teconologia Sostenibile”, che ci ha definito “Il paradiso dello scambio e del baratto”. Poi la radio, Radio Rai3 con un mio intervento, in diretta, sul tema “Economia della Felicità” e la radio online di Microsoft, in una recensione ha definito ZeroRelativo il primo sito di baratto telematico.
Non ultimo anche l’aspetto economico. ZeroRelativo fino ad ora è stato totalmente autofinanziato, non ci sono fastidiosi banner di contorno e non si pagano, ne si pagheranno mai, le inserzioni. Questa è la migliore garanzia della serietà e dell’unicità di ZeroRelativo.
La domanda ricorrente è “Voi cosa ci guadagnate?”
Per il momento la nostra soddisfazione è aver creato un progetto importante, ironicamente potrei rispondere che neppure Google, quando è nato, sapeva quale sarebbe stata la sua fonte di reddito. Ora, l’eventuale supporto di enti, privati o webmaster sarà benvenuto.

Paolo Severi e ZR

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