Baratto religioso: una chiesa in cambio di tolleranza
12 maggio 2008
Questo post è stato letto 1363 volte e ha 0 commenti, lo discutiamo?

L’arcivescovo di Colonia ha chiesto al primo ministro turco di poter riconsacrare la chiesa dedicata a S. Paolo, nella città di Tarso, suo luogo di nascita. In cambio offre il suo aiuto per migliorare i rapporti tra cattolici e musulmani in Germania. La chiesa in questione era stata usata come deposito militare ed e’ ora un museo.
La proposta e’ stata formulata dopo che Papa Benedetto XVI ha proclamato il 2008 “Anno di San Paolo”, cosa che spingerà moltissimi pellegrini nei luoghi in cui Paolo ha vissuto, compresa la città di Tarso.
Le reazioni sono state abbastanza disparate: dai cattolici che rifiutano di porre condizioni al loro agire (se la tolleranza e’ un valore giusto da perseguire, allora non dobbiamo chiedere nulla in cambio), fino a chi sostiene la legittimità dello scambio, sia in ottica diplomatica che di sostegno ai cristiani in Turchia.
Il problema, in questo caso, e’ che si barattano beni e servizi tra gruppi di persone molto lontani: i Turchi che vivono in Germania magari non sentiranno la mancanza del museo di Tarso come gli abitanti della città, mentre i cittadini di Tarso non conoscono l’esclusione sociale dei musulmani in Germania. Sarebbe stato meglio se la proposta di baratto fosse partita dai cristiani di Tarso, prospettando magari le ricadute turistico-economiche della riconsacrazione della chiesa.
Il Turkish daily News tratta l’argomento con neutralità, invitando i propri lettori a valutare i pro e i contro del baratto.
Foto | mamjodh



