Il valore personale del baratto
16 luglio 2008
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Chi baratta stima il valore degli oggetti con criteri personali, diversi da quelli omogeneizzanti del mercato.
Se, per esempio, uno volesse vendere la sua auto usata, probabilmente ne guarderebbe le quotazioni su Quattroruote. Il mercato ti dice una cifra media per le macchine con quegli accessori e quei chilometri, ma non ti dice davvero quanto vale la tua macchina in particolare o quanto vale per te o quanto per un possibile acquirente.
Quando un barter vuole scambiare un suo oggetto per un altro, generalmente cede qualcosa che non gli serve o a cui non tiene per ottenere qualcosa che desidera di più. E’ più difficile decidere un prezzo, in questo caso, e ci vuole più tempo per contrattare. Il mercato ha il vantaggio di semplificare la transazione, ma il baratto riesce meglio ad adattarsi ai particolari. In breve, soddisfa di più.
Lo staff di ZeroRelativo vi augura: buoni baratti!




ehi, grazie per aver rimesso in luce un articolo che, non essendo ancora su ZR,non avevo ancora letto..e la tua speciale visione mi ha stimolato..poetica e concreta allo stesso tempo..
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Scusate se rispolvero questo annuncio, ma, secondo me, un po’ lo merita.
Il concetto che mi piace di più del baratto è proprio quello dello “zero relativo”. Un ago della bilancia che oscilla per effetto dei sentimenti che ci legano a degli oggetti o per effetto delle necessità del momento o dell’ingombro a casa, ecc…
A volte accatastiamo oggetti utilissimi per il periodo in cui viviamo, ma le nostre abitudini cambiano e con loro anche gli oggetti che ci circondano.
Dando per scontato l’universo bambini, penso alle mollette per capelli accumulate perchè si rompevano sempre o le perdevi… e ora che hai i capelli corti sono rispuntate tutte. Oppure che dire dei super maglioni belli, tecnici, colorati che usavi quando andavi sempre in montagna e ora è tanto se fai una gita una volta all’anno? E le cravatte per tutti i giorni passati in ufficio prima di aprire un agriturismo? Bene, ora è il momento di cercare gli attrezzi del contadino!
Ecco, io la vivo un po’ così.
Grazie ZR
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