Uozzap in Italy?

7 marzo 2009
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what's up di marzo parla del baratto e di zerorelativo

What’s Up di Marzo parla del baratto e dell’esperienza di zerorelativo,
riportando una nostra intervista qui di seguito:

[...] Insomma, di tutto e di più, anche la prima community italiana del baratto on line: Zerorelativo. Sul portale www.zerorelativo.it i barter (la definizione degli utenti che barattano), una volta iscritti, possono effettuare scambi o prestiti di oggetti, utensili e prestazioni professionali. È bandita la circolazione di monete, assegni, carte di credito, del denaro insomma. Incuriositi siamo andati a trovare il responsabile e ideatore della community Zerorelativo, Paolo Severi.

Nell’antichità gli oggetti avevano un valore sacro, tanto che in Egitto venivano seppelliti assieme al sarcofago del Faraone. Nel Secolo dell’usa e getta il baratto può permettere ai giovani di dare un valore più alto a ciò che si possiede?
Il baratto è un’azione ad alto valore educativo. E attraverso di esso si è “costretti” a valutare l’oggetto sotto altri punti di vista, a trovarne i pregi che ancora possiede, a rigirarselo fra le mani per capire come questo oggetto può diventare moneta per fare altri scambi. Il baratto è un gesto ludico. e zerorelativo punta ad educare promuovendo forme economiche alternative che mettono al centro dell’operazione persone che, come recita il nostro motto “io non ho bisogno di denaro”, cercano alternative al consumismo sfrenato.

Da bambini ci dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Perché allora in community come quella di Zerorelativo che permettono di scambiare e barattare oggetti tutti si fidano reciprocamente? Cosa spinge alla condivisione?
Gli utenti di zerorelativo fanno parte di una community evoluta che avvicina chi ha già seguito un certo percorso. Le relazioni nascono barattando, esattamente come avviene con le figurine per i bambini. Questo richiede una trattativa e argomentazioni alternative, magari più difficoltose rispetto ad una compravendita, ma che creano un legame forte e che unisce.

Il nome della vostra community Zerorelativo indica l’assenza per gli oggetti barattati di un valore attribuito dal mercato. Sì può affermare che la community abbia successo perché rappresenta un argine al bombardamento pubblicitario che dà valore di mercato anche alla cosa più frivola?
Il mercato attribuisce dei valori che non sono i nostri, deve vendere e produrre sempre di più, una follia spacciata per virtù. La pubblicità in generale, non fa altro che spingerci in questa direzione, che è chiaramente quella più redditizia per alcuni. Viviamo nei miraggi di risparmi e offerte, nell’abuso di “gratis” e “tasso zero” che in realtà non esistono. Nessuno, noi compresi, ne è esente, ma chi si avvicina alla nostra community e ha la volontà di portare a termine i suoi baratti, alimenta un sistema e una consapevolezza che lo aiutano a difendersi.

Lo staff di zerorelativo

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