Una giornata speciale

6 maggio 2009
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zerorelativo a ballarò barter a ballarò

Ieri è andata in onda su Ballarò una nostra piccola intervista (pubblicheremo presto il video), registrata qualche giorno fa.
Raccontiamo la giornata trascorsa attraverso le parole di Stefano, un barter di ZR:

Sabato 2 Maggio. Sono al parco del Museo del Balì di Saltara con la mia fidanzata a godermi la bella e soleggiata giornata, ma non solo…anche per studiare. Verso mezzogiorno mi arriva una telefonata. Numero sconosciuto. Rispondo e mi ritrovo a parlare con Paolo, l’ideatore del primo sito italiano, in ordine cronologico, d’importanza e di popolarità, di baratto online, Zerorelativo, al quale sono iscritto da poco più di due mesi. Dopo l’attimo iniziale di stupore arriva la proposta: “Verresti domani con me a Bologna? Una giornalista mi vuole intervistare per un servizio che andrà in onda a Ballarò molto probabilmente già martedì prossimo e io ho pensato di coinvolgere anche qualche barter, che abbia già concluso qualche scambio, per portare la propria esperienza. Pensaci, ti richiamo dopo”.

Mentalmente rifiutai, accampando quante più scuse possibili, tutte assolutamente vere: non mi piace apparire, non voglio finire in televisione, non sarei a mio agio, non saprei cosa dire e poi, soprattutto, ho concluso soltanto uno scambio! Riflettendo a mente lucida con la mia ragazza (a proposito, grazie Alessia…) alla fine decisi di accettare ma, so che non ci crederete, non perché cambiai idea per quanto riguarda l’apparire e il finire in televisione, soltanto perché valutai molto più interessante la possibilità di conoscere Paolo e altri barter e per non perdere un’occasione di confronto, sia con essi, sia con la novità che mi si presentava davanti.
Domenica mattina partii a bordo della macchina di Paolo, insieme a lui e alla sua ragazza, Valeria. Durante il viaggio, mi informai di che cosa si trattasse esattamente la faccenda e venni a sapere che la giornalista aveva intenzione di presentare il boom del “fenomeno baratto” come soluzione alternativa alla crisi, come metodo anticrisi. Non ci piaceva molto questa sorta di strumentalizzazione che probabilmente ne sarebbe risultata, ma ci proponemmo di rispondere con la massima trasparenza possibile. Secondo noi la scelta del baratto non è percepita dai barter come antidoto alla crisi, ma crediamo sia una scelta precedente o a prescindere dalla crisi.

Arrivati all’hotel dove avrebbe avuto luogo l’intervista, mentre Paolo iniziava a rispondere alle domande della giornalista, io e Valeria conoscemmo Anna (la barter paia21) e iniziammo a discutere di temi riguardanti il sito e il baratto, arrivando però anche a considerazioni di carattere generale sulla nostra società basata sul modello del consumismo, che ci sta proprio stretto. La parte dell’intervista che riguardava me e Anna era composta di due sole domande a testa (logico…eravamo di supporto all’intervista vera e propria di Paolo!): 1) cosa hai scambiato? e 2) quello del baratto può essere un fenomeno collegabile alla crisi che ci sta investendo? (Come non detto…)
Concludo osservando che nelle mie riflessioni post-intervista (una volta tornato a casa) sono arrivato a capire che, veramente, il bello di questa nuova esperienza per me è stato il fatto di conoscere altra gente che la pensa in modo simile al mio e quindi realizzare che non sono “solo” (constatazione che tornerà utile soprattutto nei momenti, assai rari, di sconforto, in cui mi sento, appunto, solo ed incompreso dalla gente che mi sta attorno) e non il fatto di essere intervistato e apparire in tv, anche perché, in fin dei conti, quello è stato veramente lo spezzone più breve e meno significante della mezza giornata che ho passato con i miei nuovi amici.

Stefano

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Commenti

  1. paia21 scrive:

    A parte che non mi chiamo Anna ma Paola :)
    Noi abbiamo provato a spiegare alla giornalista che per noi lo scambio è una cosa utile al di là della crisi, ma lei ci ha zittiti in modo piuttosto sbrigativo. Voleva che le dicessimo quello che voleva sentire, e l’intervista è stata montata di conseguenza.
    Sono d’accordissimo con lauratani (baci laura!!)

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  2. lauratani scrive:

    solo una cosa voglio dire:
    io non baratto per crisi ma per dare ad altri cose che a me non servono più, conoscere persone anche solo virtualmente, divertirmi a contrattare, liberare casa da oggetti ancora in buono stato ma che occupano spazio.
    del resto il riciclo è il mio stile di pensiero, anche a livello creativo

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  3. Nicca scrive:

    Ciao, anche io sono stata contattata da Paolo per partecipare al servizio, ma ero un pò fuori mano… Ieri sera ho visto il programma e sono rimasta un pò perplessa fin dall’inizio (per chi non l’ha visto il tema era “Pubblico e privato” e, anche loro!, hanno cominciato a disquisire della telenovelas di S. e V. :-( ((). Mi son chiesta come ci potesse rientrare il baratto e Zerorelativo. E finalmente ecco il servizio, mentre si cerca di capire che cosa sia veramente importante per le Persone. Certo in neanche 5 minuti mostrare tutte le sfaccettature che stanno dietro al baratto era impossibile, e posso dire, d’accordo con Stefano, che io, Nicca, ho una visuale un pò allargata rispetto a quella mostrata, ma… l’esperienza insegna che, anche se siamo qui a condividere quest’esperienza, siamo in tanti sotto questo cielo e ognuno la vive a modo suo! Si dice “che si parli di me, nel bene e nel male, purchè se ne parli”…era per quello che ieri sera non son più riuscita ad accedere al sito????

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  4. Ste scrive:

    Ciao a tutti! Sono l’autore della riflessione qui sopra. Volevo precisare una cosa: dopo aver visto la puntata di Ballarò di ieri sera, mi sono un pò indignato (come mi capita assai spesso quando guardo la tv). Alla seconda domanda (quella sul collegamento crisi/baratto) io ho risposto, in tutta franchezza, che secondo me questo nesso non è così chiaro, che in fin dei conti il motivo principale per cui si baratta non è legato alla crisi, specificando che io, ad esempio, intendo il baratto come critica al modello del consumismo (al quale spero di non adagiarmi mai!). Ora: se rispondi come vogliono loro tutta Italia può ascoltare la tua risposta, altrimenti col cavolo che ti lasciano parlare…io questa cosa non la accetto, infatti non ho nemmeno provato a collegare il mio concetto di baratto con quello della crisi (come mi era stato espressamente e, devo dire gentilmente, richiesto precedentemente) semplicemente perchè per me, per la mia esperienza, questi due concetti non sono collegabili. Se la rinuncia alla sincerità è il prezzo da pagare per parlare in tv io non intendo pagarlo!
    Ps: con ciò non intendo dire che Paolo o Anna si siano “venduti” alla giornalista, modificando le loro risposte (dico soltanto che IO non l’ho voluto fare, non ho voluto nemmeno provarci, andando incontro alle loro richieste) e non intendo mettere in dubbio l’effettiva efficacia dell’intervista come mezzo per far conoscere la nostra realtà, anche se un pochettino strumentalizzata

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