Parola d’ordine di Laura

23 maggio 2009
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disordine

Lauratani è una barter attivissima, questo è il suo post dove ci consiglia il “decluttering”:

Parola d’ordine: Fare ordine

Per fare ordine, è importante non chiedersi se un oggetto serve, ma se ci dà sensazioni positive.E l’estate è la stagione giusta per fare pulizia e per mettere in atto il decluttering.

Cos’è il decluttering?

Il decluttering (dal termine inglese «clutter», disordine) è una tecnica inventata dagli anglosassoni per fare piazza pulita delle cose inutili e vivere meglio.

Se ci pensi:cosa te ne fai di quel bel vestitino ma fuori moda e…fuori taglia? Il decluttering ci insegna a eliminare il superfluo e recuperare l’essenziale.

Ma che cosa si nasconde dietro l’ansia dell’accumulo a tutti i costi?
A livello psicologico, non buttare via nulla significa non volersi separare dal passato.

Bisogna però distinguere tra l’oggetto tenuto come ricordo, ma che rappresenta una situazione ormai interiorizzata, e quello che invece conserviamo perché ci permette di non chiudere con una parte di passato che non abbiamo ancora risolto.

Ciò che per alcuni è superfluo per altri può essere importante.
Prima di buttare un oggetto, quindi, prendiamoci il tempo necessario per valutare quanto conta per noi:
Se un vecchio regalo suscita ancora gioia e affetto, teniamolo.
Liberiamoci invece senza esitazioni di una cosa che ci lega a una persona che non ci è mai piaciuta, anche se è costosa.
La domanda giusta da porsi è: Potrà mai servirmi? Mi fa stare bene? Se la risposta è NO, allora FUORI!
Una volta deciso di liberarsene non lasciare a lungo gli oggetti in casa.

Le cose vanno lasciate andare con amore.
Per questo, anziché buttarle, possiamo offrirle a chi ne potrebbe avere bisogno.

Per esempio, puoi contattare il centro Caritas più vicino a casa tua, www.caritas.it. o fare baratti come faccio io su Zerorelativo.

Laura

Grazie Laura…buoni baratti!

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Commenti

  1. Pilar scrive:

    Brava Laura hai riassunto in poche parole i sentimenti che ci spingono a tenere cose che non usiamo/useremo mai. Io per esempio conservavo (ma mi sto liberando) di abiti di taglia inferiore con la speranza di dimagrire col risultato che mi deprimevo ogni volta che li guardavo. Oggi mi dico, se dimagrisco mi cerchero’ altri abiti quando sara’ il momento e conservo solo pochissimi capi a cui sono affezionata.

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  2. lauratani scrive:

    aggiungo:
    potremmo anche ricevere oggetti che ci deludono, ma teniamo per noi la soddisfazione che i nostri oggetti sono piaciuti a chi li ha ricevuti

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  3. Nicca scrive:

    Sììììì! E’ proprio ciò che sento, e che mi ha spinto in passato e mi spinge tutt’ora a “riciclare” tutto ciò di cui io non sento più il bisogno, anche se conservo alcuni “feticci” che mi ricordano le persone care e altri che testimoniano passaggi importanti della mia vita. Ma ci sono veramente tantissime cose che non uso da tempo immemorabile e di cui perlopiù mi sono pure scordata!
    E se invece qualcuno ne avesse bisogno? O se semplicemente li desiderasse? Quella che è stata una sorpresa iniziale, man mano sta diventando sempre di più una “buona abitudine” quotidiana!

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