6 miliardi di euro nel cassetto

24 maggio 2010
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cellulari buttati 6 miliardi di euro di tecnologia inutilizzata è la somma dei prodotti dimenticati nelle case degli italiani secondo un’indagine commissionata da eBay e nel 53% dei casi sono oggetti ancora funzionanti. La statistica dice che solo il 7% del campione intervistato li rivende mentre il 41% li conserva “perché possono sempre servire”.  Poi c’è un 38% che li butta ed un 22% disperso in qualche angolo della nostra casa.

Diccian è una barter di zerorelativo e qualche tempo fa aveva condiviso con noi un suo pensiero che vi invitiamo ad integrare con il vostro punto di vista:
Riuscire a risparmiare è un obiettivo principale anche nelle aziende: meno spese, più profitti. Riuscire a riciclare è un’esigenza di tutti: meno rifiuti in giro da smaltire, meno inquinamento; meno spese per materiali che puoi avere gratis da chi li butta, più profitti. Riuscire a vedere in un oggetto di scarto come si può utilizzare in modo nuovo è opera di creatività e di ingegno, e richiede a volte un certo sapere. Anche questa è una dote che può essere monetariamente sfruttata: esistono i brevetti, no? Vorrei che la gente si rendesse conto che chi ricicla, chi baratta, chi si ispira alla sobrietà è esattamente come i manager d’azienda: uno che sa come sfruttare al massimo le risorse e “farle rendere”.
Allora perchè non considerarlo una persona intelligente e di successo?

Beh noi le consideriamo già come tali, e sappiamo bene che l’attenzione e la cura verso l’impiego di tutte le risorse disponibili (anche umane) è quello che in questo momento crea la differenza nell’economia di qualsiasi tipo di ente pubblico o azienda, ma anche nella piccola economia “domestica” di ognuno di noi, che magari ci permette di arrivare con più tranquillità a fine mese.

Ergo la piccola regola di ZR:
Il cellulare si cambia quando si rompe non quando ci si rompe :)

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Commenti

  1. Diccian scrive:

    Hahahaha è vero, non vi ho più scritto in proposito ma pensavo che il mio pensiero fosse già ben espresso così e non sapevo come svilupparlo meglio… Infatti me lo vedo pubblicato tal quale XD

    E già vedo commenti orientati nel senso che più mi incuriosisce e mi intriga: perché la gente considera un poveraccio chi non spende o chi non ha cose costose? Chi l’ha detto che per essere in gamba devo vivere nel lusso? Posso avere molti oggetti costosi ed essere una persona che non vale nulla (o che non ha valori etici ma solo oggetti di valore), oppure essere un professionista molto bravo, avere grande cultura ed un innato buon senso ma non ostentare ricchezza.
    Ah, “la gente”… e chi canta fuori dal coro lo considerano stonato ed invece magari è il solista :D

    Ma tornando alla tecnologia abbandonata: credo che semplicemente si ignori come smaltirla. Molti si rifiutano di buttare un oggetto ancora utilizzabile, soprattutto se costoso (grazie al cielo esiste ancora questa resistenza). Capisco che un computer dalla memoria ridotta e dal processore lento finisca per diventare inservibile anche se tecnicamente funzionante, memoria piena e programmi che non fanno il loro dovere rendono necessario cambiare o almeno ammodernare qualche componente. Ma poi di quello vecchio che si fa? Funziona, perché buttarlo? Lo rivendo! Ma chi mai pagherebbe per un oggetto inservibile anche se in perfette condizioni? E quindi il vecchio PC giace in cantina… E poi, anche se volessi buttarlo, dove lo butto? Con la plastica o con le lattine? Mica posso metterlo nel sacco nero condominiale, è difficile anche disfarsene!

    Sembra di no, ma piano piano credo che si stia diffondendo la mentalità del riciclo. Perché le risorse non sono illimitate, e nell’esperienza della gente comincia a farsi strada l’idea che anche i rifiuti comincino ad essere troppi. E che non abbiamo più così tanti soldi per comprare, e che l’auto elettrica forse sarebbe più economica di quella a benzina. Qualche forma alternativa la gente comincia a cercarla. Il riciclo, il baratto, la sobrietà nei consumi sono alcune. Un’altra è l’autoproduzione: per esempio, sempre più gente si coltiva erbe aromatiche, verdura e frutta sul balcone insieme ai fiori. O ancora la creatività, che permette di ottenere quel che volevi usando cose che non pensavi (e che hai già o costano molto meno o sono a minor impatto ambientale). E aggiustare gli oggetti rotti invece di buttarli. Certo che finché aggiustare una cosa è impossibile o ti costa quasi come comprane una nuova, non vale la pena… E poi immagino ci siano altri modi, voi quali avete scoperto?

    Il riciclo sta diventando trendy. Le aziende si vantano di usare materiali riciclati e le ditte di abbigliamento ed accessori lanciano linee eco-chic, e qua e là compaiono a volte campagne promozionali tipo “portaci il tuo usato da riciclare, ti facciamo uno sconto”. Speriamo che questa tendenza prenda piede!

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  2. danzonelvento valeria scrive:

    buongiorno,aggiungerei che tale impegno di “sobrietà” non cambia solo l.economia della piccola “azienda famiglia” bensì può dare un imput sull.economia di tutto il paese.
    fare la differenza nelle piccole cose crea grandi cambiamenti.
    sono le nostre piccole “rivoluzioni” individuali che,anche coinvolgendo altri vicino a noi,magari dando solo l.esempio,fanno riflettere(mi auguro) e riflettono i nostri desideri di cambiamento più globale.
    inoltre il fatto di rinunciare al consumismo rende meno ricattabili,dipendenti e più consapevoli.
    dirsi “non mi serve nulla”,se non l.indispensabile,non ci toglie niente se non il superfluo ed il conformarsi,anzi,ci da un plusvalore:ci rende liberi sia mentalmente,sia economicamente sia a livello pratico in genere.
    so che questo può creare problemi nei rapporti con gli altri,non siamo nella norma sociale,ma io,sinceramente e presuntuosamente ne vado fiera.
    grazie dello spunto di riflessione
    ciao

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  3. luca.marigo scrive:

    è anche la mia regola, ai più il tel serve appunto per telefonare e mandare qualche messaggio. mi viene in mente un libro di Frédéric Beigbeder che dice “La gente felice non consuma”. Voi siete felici? :)

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