Le origini dell’essenzialità
1 luglio 2010
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C’è chi le scelte solo le pensa e c’è chi anche le fa. Valeria, conosciuta come barter danzonelvento sicuramente appartiene alla seconda categoria. Trasferitasi ormai da tre anni con il compagno nelle campagna bolognese, sta pienamento vivendo un cambiamento che comporta uno stile di vita essenziale.
Capace di assaporare l’aspetto romantico di questa sua scelta, allo stesso tempo è in grado di affrontare in maniera risolutiva gli elementi oggettivamente critici del vivere rinunciando (sempre che si possa parlare di rinunce) a certi “privilegi”. Riscaldamento a legna, una neve che isola ancor di più se possibile dai servizi del centro e una casa che il trascorrere del tempo non ha lasciato priva di segni.
Però una scelta che è ripagata, quando le finalità sono quelle di rendersi autosufficienti dal lato alimentare, lavorare più da casa e naturalmente essere più indipendenti per non essere vittime del consumismo. Con Valeria si potrebbe scrivere un libro di racconti, dal momento che emoziona quando descrive situazioni semplici di una vita normale. Lo fa con parole sue pregne di poesia, come quando mi parla di quando ha accompagnato dei bimbi “di città” a dare da mangiare alle volpi nel bosco.
Su ZeroRelativo ha fatto un anno da barter, o per meglio dire da super barter, dal momento che ha fatto quasi da centro di smistamento nella sua “stanza degli orrori” – come la definisce lei – concentrando la raccolta di arrivi ed invii di oggetti che arrivavano da altri barter. E’ stato un anno molto intenso, dove ha avuto modo di affezionarsi a tantissime persone, per il solo piacere di dare.Ora sta un po’ riflettendo su ZR, ha una visione un po’ diversa sulla gestione del baratto online. Valeria sarebbe più per per la consapevolezza generalizzata di tutti i partecipanti più che per i numeri – “… essere in diecimila e non essere in diecimila consapevoli non è proprio la mia visione” mi dice.
Però speriamo che mantenga la sua presenza su ZR, visto che un ragù alla bolognese come il suo o i liquori fatti da lei e che offre come merce di baratto, sono per così dire introvabili. Intanto le auguriamo di continuare con tutto il suo entusiasmo e la sua semplicità questo suo splendido cammino.
Interviste ai barter curate da ILBETTA




allora, visto che sono gia da 15 anni in campagna vi vorrei volentieri anche io dire la mia…
!)Povero Siddharta? ma per favore, egoismo dei genitori?l’unico egoismo dei genitori e del resto della societa’ e’ quello che priva i bambini di giocare liberi e li costringe a bersi pubblicita’ pornografia e violenza davanti alla tv(italiana)
i bambini che crescono in campagna sono sanissimi forti e belli.a differenza di quei poveri tesori che sono costretti nelle camere a gas che sono le citta’.
2) purtroppo non e’ neanche vero che la natura non ha mai ucciso nessuno,il fatto pero’e’ che la stirpe umana e’ nata e cresciuta tra le cose e i problemi della natura, non nell’inquinamento e i veleni aggiunti per lucro nel cibo da manipolatori fraudolenti
3)solo i posteri potranno dire definitivamente, ma a mio parere questa nostra societa’ occidentale e’ altamente fragile e dal futuro segnato da tare organizzative e filosofiche che non lasciano scampo, e’ solo questione di tempo.
quella attuale non e’ una crisi che passera’(questo e’ cio’ che la Matrix vuole far credere)noi avremmo potuto creare un paradiso sulla terra unendo le conoscenze tecnologiche ad una politica generale volta non al profitto e alla crescita infinita(sic!)ma alla solidarieta’ e alla consapevolezza.Vivere in campagna significa, per chi prova ad usare consapevolezza, non cadere nella chimera di questo falso progresso ma vivere la vita in maniera piu’ vicina a come la razza umana l’ha sempre vissuta.
4)Per vivere in campagna, entrando nell’ottica di limitare i propri consumi(mantenuti in piedi grazie ad una rapina violenta e continuata nei confronti della grande parte dell’umanita’ povera) non e’ impossibile, ci sono tantissimi poderi abbandonati.
certamente non si puo’ vivre incampagna e diventare ricchi nel portafogli, qui si apprezza un’altro tipo di ricchezza.
auguri a tutti coloro che sognano di vivere in campagna!
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temporale risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:09
Condivido pienamente Hermes,anche i miei nonni materni erano dei contadini in un piccolissimo paese nel beneventano,……….io invece come dice Lorenzo (Jovanotti)sono un fiore cresciuto sul cemento……..
Saluti!
Anny
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:50
è vero anna,ma tu fai la differenza comunque;)))
ciascuno fa quello che può e tu fai tanto anche se non vivi in campagna;)
un abbraccio
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:48
ciao hermes,daccordissimo con te relativamente alla società ecc…io la dico più semplice..
la crisi non passerà.no!ma benvenga,scusate,magari serve a farci ragionare sulle cose importanti e a renderci meno superbi.
noi qui abbiamo acquistato con mutuo:errore,anche questo ti rende dipendente dai rigiri sociali…se fosse oggi la decisione sarebbe un campo coltivabile e una roulotte.
sai cosa mi manca?…nulla!solo poter aver materiale adeguato per far star al meglio le bestiole.se vedi mia lista desideri ti rendi conto che in fondo la “nostra storia di baratto” sta per finire,non troverò mai qui quel che cerco.ma di cose da dare ce ne sono ancora.meglio donare che riempirsi la casa di altre cose “inutili”
parto dal presupposto che ho troppo(ed è vero-negli anni precedenti ho speso anche per gingilli inutili)
la natura:fa il suo corso…uccide e c.è sempre un perchè…cerca di mantenere,con grande difficoltà,gli equilibri.
la natura è la mia “dea sacra”..michele dice che sono animista;))
io non son nulla…seguo solo il mio istinto il più possibile.
sto imparando tanto da questa esperienza che dura da soli 3 anni…porta a riflettere continuamente su cosa è veramente importante e utile…il resto non conta più nulla.
sappiamo che non possiamo fare la GRANDE differenza,ma partiamo da noi nel nostro piccolo…incompresi;) giudicati;) io son la matta di famiglia..sempre la solita…si!sempre la solita!e ne vado fiera…non cerco più di entrare a spiegare a chi è cieco e sordo…ma altri osservano ed apprezzano…si sa mai che la pazzia sia contagiosa….;)))
ciao grazie dell.intervento
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veganpower risponde:
agosto 17th, 2010 alle 10:45
ciao Valeria,
condivido la tua definizione di libertà
e condivido la tua scelta di vita, io mi ritrovo oggi (dopo anni in cui potevo solo sognarla…) a poter fare una scelta simile alla tua, solo che invece del freddo della campagna dovrò affrontare il freddo della montagna 
spero vada tutto bene… credo che tutto dipenda dall’entusiasmo con cui ci si butta nei progetti
Condivido anche la tua visione del baratto, mi sono appena iscritta a ZR e la sensazione dopo una prima occhiata è che non tutte le persone che popolano il sito abbiano la stessa sensibilità a riguardo…. spero comunque col tempo di trovare belle persone con cui fare scambi interessanti
a presto.
Monica
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E’ il mio più grande rimpianto non poter vivere in campagna come facevano i miei avi!
Il lavoro e le alzatacce non mi spaventano (lo faccio sempre di alzarmi la mattina alle 4e30 per andare al lavoro!) purtroppo il lavoro mio e di mio marito è in città e soldi per poter comprare una casa in campagna o mettere su un attività ecologica o zoologica non li abbiamo.
La mia passione? I ciuchini!
L’unico mio neo è che sono freddolosa, ma per il resto …niente mi spaventa!
Ho avuto la fortuna di poter approfittare di mia zia che anni fa viveva in campagna con tanti animali…non mi fanno paura neanche le vipere o i bellicosi tacchini!:D
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Povero per nulla,è un bambino che cresce nel verde della natura,mangia bio,è in compagnia di animali,………crescerà libero dalla teconologia,…insomma sarà forse un UOMO LIBERO.
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lorella risponde:
luglio 5th, 2010 alle 10:18
sarà forse un uomo libero, ma lo deciderà da solo nei tempi e nelle modalità. Quello che mi lascia perplessa non è il fatto che Siddartha viva in campagna ci mancherebbe altro, per quello è più che fortunato!! il mio povero era riferito al nome cosi “ingombrante” che porta (e non faccio fatica a pensare preso in giro da altri bambini). io credo che riflettere in qualche modo in un bambino (che è un altro individuo) l’ego e “gli ideali” dei genitori (come se chiamassi mio figlio Benito) è sempre sbagliato e attribuendo un nome del genere è mettergli un marchio…gli “ideali” dei genitori dovrebbero stare fuori dalla crescita di un figlio—altra cosa è l’educazione
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:17
ciao lorella,condivido.
spesso i genitori proiettano proprie speranze frustrazioni ed aspettative sui figli.
certamente il nome è stato dato in “buona fede” e,forse,nell.ignoranza generale(e poi i bambini non san chi sia) pesserà inosservato.
dal mio punto di vista comunque non è paragonabile a benito:questo non corrisponde certo ad ideali positivi…siddartha,condivisibile o meno,credo comunque rappresenti qualcosa di positivo.
ciao
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lorella risponde:
luglio 5th, 2010 alle 13:40
passare inosservato “siddartha” come nome di battesimo? forse in india
però non penso che la questione sia la positività o negatività dell’ideale (che è del tutto arbitrario) ma “l’ideale” in se in quanto lui è un ALTRO individuo ed il nome richiama “l’ideale” che hanno i genitori non il bambino. Non è il nome di battesimo che fa l’individuo per questo trovo molto egoista (al di la dell’altruismo e della libertà di pensiero che i genitori vanteranno) attribuire nomi di questa ingombranza e invadenza a bambini che non possono scegliere
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:22
la libertà primariamente è interiore…un lungo cammino che ciascuno può perseguire,ma è difficile.
libertà è non dipendere dal nostro ego e dai giudizi degli altri,detta proprio in minimi termini;)
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Salve,
credo che si possa morire di più nelle città superinquinate a respirare miscele aberranti piuttosto che tra le erbacce.La natura non ha mai fatto male a nessuno!
Certo i problemi sono tanti,il freddo d’inverno (anche se ultimamente l’inverno è quasi inesistente a parte qualche caso isolato e per un brevissimo periodo),la mancanza di comfort,…….però è uno dei tanti modi per fuggire dalla società,un salto nel passato………..
Ammiro moltissimo le persone che son riuscite a mollare tutto e rifugiarsi in campagna o montagna,cercando di ricreare quelle atmosfere del passato,illuminazione a lume di candela,l’acqua da attingere al pozzo fuori dalla casa,agricoltura biologica senza l’uso di pesticidi di sintesi,……….ho contattato tempo addietro una coppia che vive in questa maniera,loro sono Jessica e Fabrizio,hanno creato una comunità agricola nelle Marche,vivono senza luce,gas,acqua non in casa,coltivano la terra,hanno degli alveari,……vivono di baratto puro,del miele in cambio di qualche vestito,cerali in cambio del sale,……….hanno avuto da poco un bimbo che si chiama Siddharta,loro sono solo un esempio di decrescita felice,…..ce ne sono parecchi comunque in Italia,….
Mai criticare chi sceglie la vita rurale,è una scelta di vita,pienamente apprezzata da me,non inquinano la Terra,anzi ci danno da mangiare,…..ed è perciò che sono degli eroi!
Saluti
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lorella risponde:
luglio 4th, 2010 alle 13:24
siddharta, per quanto mi sforzi di essere aperta… povero bimbo!
Vittima dell’ego dei genitori. Non mi piacciono mai le scelte estreme
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 5th, 2010 alle 11:19
ciao anna,bhe noi luce e gas(bombola per cucinare) li abbiamo.già è,ti assicuro,molto difficile così benchè nei nostri progetti ci sia quello di produrre energia solare o eolica da soli…ma,sai,ci voglion sempre dindin da investire…certe cose non si barattano;)
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Toglietemi tutto, ma non il riscaldamento.
Sicuramente in molti diranno beata te! Ma io penso che tu abbia un’energia che ti riscalda da dentro e che conpensa ogni “confort” possibile.
Non sto scherzando.
Io, malaticcia, pallida e abulica penso che morirei tra le erbacce.
Per questo devi restare in ZR, per dare a quelle come me un pizzico di energia!
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danzonelvento valeria risponde:
luglio 3rd, 2010 alle 19:39
ciao cara,malaticcia e poche energie pure io ma tengo duro!
non rieco a rinunciare a questo progetto nel quale crediamo e che pure ci piace..
però per i nostri compleanni ci regaliamo una stufa che scaldi…finalmente!
questi inverni pensavo che prima o poi mi avrebbero trovata stecchita(congelata)-qui il massimo che si ottiene son 16gradi…ma il fisico poi si abitua..è far pipì la notte in inverno il problema;)))))
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proprio oggi ho finito di leggere un libro che si chiama Igiene dell’assassino (penso il primo di amelie nothomb) che parla di unos crittore premio nobel che si lamenta che chi legge in modo “carnivoro” i suoi libri non esiste, eppure faceva numeri. La “consapevolezza” è un lusso di pochi.
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