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	<title>Mondo ZR &#187; Consumo Critico</title>
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	<description>Barter, news sul baratto off e online &#38; società risparmiose</description>
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		<title>Un &#8220;pensiero&#8221; poco pensato</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 08:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Car* barter,

siete pront* a NON fare l&#8217;abbuffata di regali dell&#8217;ultima ora e dare spazio a tutta la vostra creatività per riciclare, autoprodurre, barattare un presente che non sarà il solito oggetto tanto per fare un &#8220;pensiero&#8221; poco pensato?

Buone Feste dallo staff di ZR


Puoi leggere anche:Il baratto in 140 caratteri Promuovi il tuo evento con ZeronimoCos&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><a title="io sono e penso di Pretty Hate Machiиe☂, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/size-queen/3493306993/"><img class="alignleft" src="http://farm4.staticflickr.com/3391/3493306993_585b8931ac.jpg" alt="io sono e penso" width="153" height="153" /></a></h5>
<h4><span style="font-family: arial, sans-serif; line-height: 18px;">Car* barter,</span></h4>
<h4><span style="font-family: arial, sans-serif; line-height: 18px;"><br />
<span style="font-weight: normal;">siete pront* a </span>NON<span style="font-weight: normal;"> fare l&#8217;abbuffata di regali dell&#8217;ultima ora e dare spazio a tutta la vostra creatività per </span>riciclare, autoprodurre, barattare<span style="font-weight: normal;"> un presente che non sarà il solito oggetto tanto per fare un &#8220;pensiero&#8221; poco pensato?</span><br />
</span><br />
Buone Feste dallo staff di ZR</h4>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Andrea scambia i suoi libri con i barter</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 09:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo Critico]]></category>
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		<description><![CDATA[  
Andrea Bizzocchi nel 2004 decide di cambiare vita, e da allora si occupa di stili di vita e agricoltura sostenibile perché vuole lasciare un mondo migliore alle sue due figlie ed alle generazioni che verrano. Nel suo ultimo libro &#8220;Non prendeteci per il Pil&#8221; racconta come ritrovare la libertà perduta e in questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Non prendeteci per il pil" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non-prendeteci-per-il-pil.php"><img class="alignleft" src="/blog/wp-content/uploads/2011/nonprendeteciperilpil.jpg" alt="" width="208" height="354" /></a> <strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.andreabizzocchi.it/"><strong>Andrea Bizzocchi</strong></a> nel 2004 decide di cambiare vita, e da allora si occupa di stili di vita e agricoltura sostenibile perché vuole lasciare un mondo migliore alle sue due figlie ed alle generazioni che verrano. Nel suo ultimo libro &#8220;Non prendeteci per il Pil&#8221; racconta come ritrovare la libertà perduta e in questa intervista ci racconta il suo percorso. Quando gli abbiamo proposto il <strong><a title="Andrea e il baratto dei suoi libri" href="http://www.andreabizzocchi.it/baratto/">baratto</a> dei suoi libri con i barter </strong>ha accettato entusiasta&#8230; come fare? Leggi l&#8217;intervista.</p>
<p><strong>Andrea, dicci qualcosa di te.<br />
</strong> Bhe&#8217; , questa è una domanda a cui in realtà preferirei non rispondere perché non mi piace troppo parlare di me. Comunque credo di essere una normalissima persona come tutti che cerca di vivere il più coerentemente possibile con gli ideali in cui credo. Credo nella consapevolezza di vivere la vita come fosse un sogno. Vivere con spirito di avventura e meraviglia per il quotidiano. Ultimamente credo anche molto nella leggerezza e nel sorriso. <strong>Cambiare il mondo con il sorriso sulle labbra (non che mi riesca sempre ma ci provo) è molto meglio che tentare di cambiarlo arrabbiati</strong>. La rabbia genera rabbia, l&#8217;amore genera amore.</p>
<p><strong>Perchè, ad un certo punto, decidere di diventare scrittore, cambiando vita? </strong><br />
Devo dirti che  non ho deciso di diventare scrittore e tra l&#8217;altro non mi definisco affatto uno scrittore. Comunque una decina di anni fa sono entrato in crisi con questo sistema consumista e idiota che ci avvelena l&#8217;esistenza, che sfrutta popolazioni e risorse del Terzo Mondo e che alla fine non ci rende nemmeno felici ma l&#8217;esatto opposto. Da lì ho inziato un cammino di semplicità volontaria (o decrescita volontaria se si preferisce). Lo scrivere è accaduto lungo la strada ma come ti dicevo non mi considero uno scrittore e questo per due motivi. Il primo è che uno scrittore vero è un&#8217;altra cosa rispetto a me. Io scrivo ogni tanto e non ho idea se scriverò domani. Magari non scriverò più. I miei libri sono poi più di un &#8220;raccontatore&#8221; che di uno scrittore. Il secondo motivo è che secondo me <strong>definirsi per quello che si fa per vivere è estremamente limitativo</strong>. Non  definisce la nostra persona, la limita piuttosto. Perchè definisci per quello che facciamo per vivere. A Parte il fatto che poi io faccio anche altre cose, l&#8217;orto, raccolgo le olive, faccio un po&#8217; quello che mi capita. E poi se sei uno scrittore, o qualunque altra cosa, questo significa che sei anche schiavo dell&#8217;essere scrittore. Io sono un marito, un padre, un amico, un innamorato della vita, del sole, delle nuvole, della pioggia, della natura e tante altre cose&#8230; perché dovrei definirmi uno scrittore? L&#8217;anno scorso ho conosciuto un francese che gira il mondo con un camper sgangherato. Ha un bigliettino da visita che dice semplicemente &#8220;essere umano&#8221;. Secondo me non serve altro per definirsi. Anzi meglio ancora sarebbe non definirsi per niente.</p>
<p><strong>Qual è il filo conduttore dei tuoi libri? </strong><br />
Direi certamente un connubio, un&#8217;armonia che spero possibile tra il vivere una vita consapevole e sostenibile e un sano desiderio di avventura per la vita. Non fraintendermi, quando dico avventura per la vita non significa viaggi e cose del genere. Significa alzarsi al mattino e ringraziare, significa mangiare e avere la gratitudine nel cuore, significa andare a dormire con la serenità di aver vissuto bene quel giorno che non tornerà e non con l&#8217;angoscia di averlo sprecato. E poi quasi sempre nei miei scritti c&#8217;è un tentativo di far prendere coscienza dell&#8217;importanza della Natura per le nostre vite, non solo da un punto di vista pratico ma anche psicologico. L&#8217;uomo non può stare bene in un ambiente malato, non solo perché l&#8217;uomo vive in quell&#8217;ambiente, ma piuttosto perché l&#8217;uomo &#8220;è&#8221; quell&#8217;ambiente. Fino a che non capiremo che <strong>noi e la Natura siamo la stessa cosa</strong> non risolveremo mai i cosiddetti problemi ambientali. I problemi ambientali non sono affatto ambientali. Sono problemi umani. C&#8217;è una grande differenza. Quando anni fa uscì il mio libro &#8220;Ritorno al passato&#8221; sul petrolio e sull&#8217;energia, tutti a farmi domande sul problema energetico e io tentavo di spiegare che noi non abbiamo un problema energetico ma piuttosto un problema &#8220;umano&#8221;, che genera un problema di stili di vita non sostenibili, che generano a loro volta un problema energetico (e anche ambientale ovviamente). Non sono i pannelli sul tetto (e meno ancora quelli nei campi) che ci salveranno. L&#8217;unica strada è cambiare il modo in cui vediamo la vita, quindi cambiare noi stessi, quindi cambieranno le nostre azioni. Alla fine <strong>il problema cosiddetto ambientale si risolverà da sé e senza neppure troppa fatica</strong>.</p>
<p><strong>Come ti piacerebbe vedere il mondo fra 20 anni?</strong><br />
Troppo in là per i mie gusti. Credo molto nell&#8217; &#8220;<strong>hic et nunc</strong>&#8220;. Ci credo completamente. Per me c&#8217;è solo la consapevolezza di vivere questo istante. Sono vivo in questo istante e tanto mi basta. Comunque sono fermamente convinto che sia già in essere un grande risveglio che se vuoi possiamo chiamare spirituale e che nonostante tutto mi fa essere fiducioso. E poi per ottenere le cose che vogliamo bisogna anzitutto crederci.</p>
<p><strong>Cosa credi che ognuno di noi debba e possa fare per cambiare &#8220;il suo pezzo di mondo&#8221;?</strong><br />
Partire da dentro di sè. Alzarsi la mattina e guardarsi nello specchio, da solo e senza distrazioni. Se hai moglie e figli metti la sveglia mezz&#8217;ora prima e chiuditi in bagno da solo. Poi domandati cosa vuoi dalla tua giornata: essere più gentile, sorridere di più, consumare di meno. poi cercad i metterlo in pratica comsapevolmente. fai i programmi per il giorno non di sei mesi così puoi vedere i risultati all&#8217;istante ed esserne gratificato subito. Quando fai queste cose il mondo lo stai già cambiando. Scrissi questa cosa nel mio primo libro. <strong>Tutte le nostre azioni cambiano il mondo</strong>, in un verso o nell&#8217;altro, e se hai questa consapevolezza vedi tutto quello che fai diversamente. Non si può lottare contro la guerra e poi essere in guerra con la moglie, al lavoro, in macchina quando hai davanti uno che va piano. Un discepolo del monaco vietnamita Thich Nat Hanh gli chiese una volta che cosa si poteva fare per portare la pace nel mondo e lui rispose: &#8220;E nella tua famiglia come va? C&#8217;è abbastanza pace?&#8221;. Capisci, bisogna guardarsi dentro e cambiare noi stessi <strong>perchè il &#8220;fuori&#8221; non è altro che un riflesso del &#8220;dentro&#8221;</strong>. E&#8217; un processo lungo, difficile e anche doloroso ma non ho dubbi che questo sia l&#8217;unico vero modo per diventare un vero essere umano e contestualmente cambiare il &#8220;nostro pezzo di mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Conosci il baratto? Cosa ne pensi?</strong><br />
Il baratto lo conosco e lo pratico il più possibile tanto che anche i miei libri sono disponibili a baratto (<em>ndr per barattare i libri di Andrea scrivi a <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;">bizzo14@libero.it</span></span></em>). E&#8217; una delle cose più sensate per ridurre il consumo che sta avvelenando il pianeta ed è anche un modo per ricreare relazioni e rapporti più umani. Il baratto è un ottimo veicolo per la decrescita e, visti i tempi che stiamo vivendo, voglio che tutti sappiano che i &#8220;clubes de trueques&#8221; (i club del baratto) sono quelli che hanno tenuto a galla gli argetini nella loro crisi del 2001-2002. Servirà anche a noi.</p>
<p><strong><a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_andrea-bizzocchi.php">Tutti i libri di Andrea Bizzocchi</a></strong></p>
<p>Grazie!</p>
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		<title>Il mondo si cambia con piccoli gesti quotidiani</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 13:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Non è un problema solo di ZR, ma delle tante (alcune bellissime) realtà presenti sul web con scopi divulgativi, di creazione di cultura, di condivisione di valori.
Tutte unite da un comune denominatore: lavorare duramente ogni giorno per non far morire un progetto in cui si crede e verso cui molte persone, nel tempo, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="42-15727472 di Alba3, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/97799040@N00/735393945/"><img class="alignleft" src="http://farm2.static.flickr.com/1082/735393945_e282e86ecb.jpg" alt="42-15727472" width="209" height="216" /></a> <strong>Non è un problema solo di ZR</strong>, ma delle tante (alcune bellissime) realtà presenti sul web con <span style="text-decoration: underline;">scopi divulgativi, di creazione di cultura, di condivisione di valori</span>.</p>
<p>Tutte unite da un comune denominatore: <span style="text-decoration: underline;">lavorare duramente ogni giorno per non far morire un progetto</span> in cui si crede e verso cui molte persone, nel tempo, si sono coinvolte, anche a livello affettivo. Questo, ad esempio, è il caso di Wikipedia, a cui ZR ha voluto dare il proprio piccolo sostegno. Non abbiamo soldi nemmeno per noi, ma non possiamo non aiutarci a vicenda. Del resto, il mondo (magari il nostro piccolo mondo) si cambia anche con <span style="text-decoration: underline;">piccoli gesti quotidiani, ma carichi di significato</span>&#8230;</p>
<p><em>Gentile Associazione Zerorelativo,</em></p>
<p><em> anche se con ritardo voglio dirti grazie per aver fatto una donazione a Wikimedia Italia in occasione della raccolta fondi annuale di Wikipedia.<br />
Ogni anno la campagna di auto-finanziamento della Wikimedia Foundation si pone obiettivi più ambiziosi e ogni volta ci chiediamo se ce la faremo.<br />
<span style="text-decoration: underline;"> Ce l&#8217;abbiamo fatta, anche grazie a te!</span><br />
Mai come quest&#8217;anno tante persone hanno fatto una donazione &#8211; anche di pochi euro &#8211; a Wikipedia e ai suoi progetti fratelli dimostrandoci quanto il lavoro di tantissimi volontari, anche anonimi, sia utile, apprezzato e consultato in Italia e nel mondo.<br />
I soldi che hai donato usufruendo delle agevolazioni fiscali in Italia (ricorda di consegnare la ricevuta al commercialista, se desideri poi donare il 5&#215;1000 il codice fiscale dell&#8217;associazione è 94039910156) sono usati per sostenere i progetti della Wikimedia Foundation e la cultura libera.<br />
È con orgoglio che ti annuncio che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cR0g5ACaC-g" target="_blank">è stata pubblicata la terza Wikiguida</a>: il tema di questa volta è &#8220;Wikisource, la biblioteca libera&#8221;. La Wikiguida è stata realizzata da professionisti che ci aiutano a spiegare come contribuire al grande obiettivo del movimento Wikimedia: cultura libera e accessibile gratuitamente per tutti.<br />
Altri progetti stanno prendendo forma, se vuoi essere informato <a href="http://www.wikimedia.it/index.php/Pagina_principale" target="_blank">visita il nostro sito</a> o iscriviti alla Newsletter [Notizie] inviando un messaggio a segreteria@wikimedia.it .<br />
Il Presidente di Wikimedia Italia<br />
Elfrida Brioschi</em></p>
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		<title>Custodire la vera natura del sito</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 17:37:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo una richiesta di aiuto di Furetta, certamente utile per tutti i barter di ZR:
&#8220;Mi serve un aiuto per custodire la vera natura del sito: scrivo anche in questa sezione quello che ho scritto in un altro annuncio di segnalazione. Staff ma come mai non chiarite con un annuncio più chiaro che è vietato dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="/blog/wp-content/uploads/2011/falsi.jpg" alt="falsari" width="300" />Pubblichiamo una richiesta di aiuto di Furetta, certamente utile per tutti i barter di ZR:</p>
<p><em>&#8220;Mi serve un aiuto per <strong>custodire la vera natura del sito</strong>: scrivo anche in questa sezione quello che ho scritto in un altro annuncio di segnalazione. </em><em>Staff ma come mai non chiarite con un annuncio più chiaro che è vietato dalle regole del sito barattare copie contraffatte, repliche ed imitazioni? </em><em>Questa situazione sta rendendo un po&#8217; più difficoltoso il baratto per me e alcune ragazze del sito che la pensano come me: non si sa mai se un articolo è originale o un falso. </em><em>Grazie&#8221;</em></p>
<p>Lo staff rimuove quotidianamente e sistematicamente annunci non idonei ed ha sempre espresso in modo molto chiaro il suo pensiero &#8220;relativo&#8221; a questo tema. Le <a href="/condizioni.php" target="_self">Condizioni</a> del servizio (la n.8), <a href="/descrizione-annuncio.php" target="_self">L&#8217;annuncio efficace</a> (SI e NO), <a href="/baratto-sicuro.php" target="_self">Il baratto sicuro</a> (Controlla l&#8217;annuncio), oltre che le nostre risposte sulla pagina di aiuto o post <a href="http://www.zerorelativo.it/blog/2010/07/12/picasso-diceva-che-i-mediocri-imitano" target="_self">come questo</a> esprimono chiaramente l&#8217;idea dello staff in merito alle contraffazioni.</p>
<p>Non tanto per gli aspetti legati al <a title="Contraffazione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contraffazione" target="_blank">reato penale</a> che si commette (su cui non siamo noi a dover intervenire), ma in particolare per le motivazioni etiche legate alla mission di questo progetto. Ricordiamo ai barter che il nostro compito è quello di fornire indicazioni, suggerimenti e inviti (cioè &#8220;comunicare&#8221;) affinchè venga arginata questa <strong>cattiva e dannosa abitudine</strong> e ricordiamo a tutti gli utenti che è assai improbabile che vengano inseriti annunci di baratto di marche e &#8220;griffe&#8221; prestigiose (intese come originali).</p>
<p>Questi oggetti costano centinaia o migliaia di euro e sono venduti in negozi regolarmente autorizzati. E&#8217; anche importante evidenziare che un prodotto originale è un prodotto di qualità facilmente identificabile (con garanzie, certificazioni, scontrini di acquisto&#8230; e prezzi!) pertanto riteniamo che sia impossibile da parte del proprietario non essere a conoscenza dell&#8217;originalità. Nel dubbio vi suggeriamo di partire sempre dal presupposto che <strong>NON</strong> lo sia (in particolare le due/tre firme maggiormente contraffatte)</p>
<p>Proprio perchè i barter hanno a cuore i principi su cui si fonda questo sito (Consumo critico e intelligente) li invitiamo a <strong>non contrattare</strong> con chi inserisce questo tipo di inserzioni e a segnalarcele tempestivamente attraverso lo &#8220;Scorretto?&#8221; (presente su ogni annuncio) o, eventualmente, a fare molta molta attenzione addottando buon senso e gli opportuni accorgimenti. Un lavoro di community insomma&#8230;</p>
<p>E&#8217; altrettanto importante sottolineare che per lo staff <strong>quello che conta</strong> <strong>è alimentare e generare buone abitudini di consumo che si creano a seguito della propria autodeterminazione</strong>, e non inserire veti da regime. Ci teniamo a specificare ulteriormente che ogni utente è responsabile dei propri annunci e lo staff non esiterà a fornire le informazioni previste dalle vigenti leggi nell&#8217;eventualità ci venissero richieste dalle autorità competenti in materia.</p>
<p>Saluti dallo staff</p>
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		<title>I bambini &#8220;che contano&#8221; ce l&#8217;hanno</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:55:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Lì per lì pensavo facesse riferimento alle capacità di apprendimento del figlio. Quel “che contano” l’avevo innocentemente legato al saper contare. Come età c’eravamo. Sei, sette anni massimo. Da inizio della scuola dell’obbligo. Una cosa stonava però. Mentre la mamma esclamava quella frase, posava sulla testa dell’erede un cappellino con una vistosa scritta al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="/blog/wp-content/uploads/2010/02/fashion-victim.jpg" alt="fashion victim" hspace="5" width="189" height="300" /> Lì per lì pensavo facesse riferimento alle capacità di apprendimento del figlio. Quel “<em>che contano</em>” l’avevo innocentemente legato al saper contare. Come età c’eravamo. Sei, sette anni massimo. Da inizio della scuola dell’obbligo. Una cosa stonava però. Mentre la mamma esclamava quella frase, posava sulla testa dell’erede un cappellino con una vistosa scritta al centro. In questo gesto d’amore, si poteva notare l’orgoglio della madre. Appariva come l’incoronamento di un giovane imperatore con la corona d&#8217;alloro.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro. Siamo a Roma in via Condotti. Comunque potremmo essere in qualunque altro centro cittadino con una percentuale elevata di attività commerciali. Una madre entra in un negozio di abbigliamento under 12. Accompagna o per meglio dire trascina il suo bambino. All’interno del negozio, nel più completo disinteresse del bimbo, la madre guarda, curiosa, chiede informazioni, in un evidente stato d’ispirazione d’acquisto. Individuato l’oggetto del desiderio, ne fa dono al figlio esternando verbalmente il successo raggiunto</p>
<p>“<em>dai provalo caro, che la mamma te lo vuole comprare, lo sai che i bambini <strong>che contano</strong> ce l’hanno</em>”.</p>
<p>Tutto questo mentre il figlio si dimena per andarsene, perché non gliene può fregar di meno. Tralasciamo il tema <a title="Definizione di Fashion Victim" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fashion_victim" target="_blank"><em>fashion victim</em></a> in ambito giovanile. Nel pieno tentativo di giustificare il senso di realizzazione della giovane mamma, ho la strana sensazione che i bambini che contano hanno mamme diverse da questa. Cosa ne pensate?</p>
<p>Testimonianza d&#8217;acquisto a cura de <a href="http://www.ilbettaonair.it/"><strong>ILBETTA</strong></a></p>
<p>Immagine | <a href="http://quimamme.leiweb.it/e-di-moda/baby-vip/gallery-2010/baby-fashion-victim-20335061443.shtml" target="_blank">quimamme</a></p>
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		<title>L&#8217;acqua non si baratta</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 14:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito alle massiccie campagne di comunicazione sull&#8217;Acqua di questo periodo abbiamo contattato i nostri amici del Centro Studi Ambientali di Torino per chiedergli un parere. Sono emerse considerazioni interessanti che invitiamo i barter a leggere, fatene buon uso e ricordate che l&#8217;acqua non si baratta, per nessun motivo:
Acqua di Casa mia
Interessante la querelle nata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="/blog/wp-content/uploads/2010/02/acqua-1.jpg" alt="l'acqua non si baratta" hspace="5" width="332" height="207" /><em>In seguito alle massiccie campagne di comunicazione sull&#8217;Acqua di questo periodo abbiamo contattato <a title="Il precedente post curato dal Centro Studi Ambientali" href="http://www.zerorelativo.it/blog/2010/04/01/cara-acqua-t-v-b-ti-voglio-bere/" target="_self">i nostri amici</a> del Centro Studi Ambientali di Torino per chiedergli un parere. Sono emerse considerazioni interessanti che invitiamo i barter a leggere, fatene buon uso e ricordate che l&#8217;acqua non si baratta, per nessun motivo</em>:</p>
<p><strong>Acqua di Casa mia</strong></p>
<p>Interessante la querelle nata dal lancio della campagna Coop “Acqua di casa mia” con la prontissima contro-campagna di Mineracque a favore dell’acqua imbottigliata. Interessante perché evidenzia un problema annoso per l’Italia e sul quale non si riesce mai a fare chiarezza sino in fondo. Dove sta la verità in questo scontro titanico tra Coop e Mineracque? Azzardo a dire: da nessuna delle due parti.</p>
<p>Vediamo i due approcci nel dettaglio.<br />
1. LA Coop propone di bere l’acqua del rubinetto o, come dice la simpaticissima e intelligente Luciana Littizzetto nello spot, di bere acqua imbottigliata da fonti vicine. Insomma, una campagna per far bere entrambe le acque! L’inghippo sta nel fatto che la Coop, per bere acqua del rubinetto metterà in evidenza sui suoi scaffali sistemi di “filtrazione” per l’acqua del rubinetto. In particolare una caraffa filtrante a marchio Coop. Sorge una domanda: le tecnologie di trattamento presenti nelle caraffe filtranti sono previste dal DL 443/90 che regola le tipologie di tecnologie filtranti in Italia per l’acqua ad uso umano? Al consumatore attento e ai dirigenti Coop l’ardua sentenza. Occorre dare, e non sembra essere presente nella campagna comunicativa, una maggiore informazione a riguardo al consumatore Coop.</p>
<p>2. Mineracque rilancia alla campagna con le solite affermazioni di quanto è migliore l’acqua imbottigliata rispetto a quella del rubinetto, ecc. ecc. La Coop promuove la fonte più vicina come scelta dell’acqua imbottigliata. Allora di cosa si preoccupa Mineracque? Forse le pressioni maggiori vengono dai grandi marchi più venduti in Italia, dato che la Coop non fa altro che promuovere i suoi presso i punti vendita più vicini alle proprie fonti. Insomma per la Coop si tratta di una vera e propria campagna commerciale, piena di ottimi spunti di riflessione, ma pur sempre commerciale. Vanno senz’altro riconosciuti alla Coop i molti sforzi negli anni per il rispetto dell’ambiente… ma, come spesso accade, la povera acqua del rubinetto rimane sullo sfondo. Eppure sta diventando veramente l’oro blu del futuro in quanto dietro vi gira un mercato a tanti tanti zeri. Insomma la querelle è un falso problema che sta semplicemente promuovendo i due contendenti.</p>
<p>Da anni, come Centro Studi Ambientali di Torino, portiamo avanti la campagna T.V.B. Ti Voglio Bere per l’uso consapevole dell’acqua. Voler bene all’acqua del rubinetto con due obiettivi precisi: ridurre gli sprechi d’acqua potabile e bere l’acqua del rubinetto (www.tvb-tivogliobere.it). Il progetto, partito dalle scuole superiori della Regione Piemonte interessa oggi altri target: pubbliche amministrazioni, locali pubblici, strutture ricettive e le famiglie … insomma tutti i soggetti che consumano tanta acqua potabile. T.V.B. Ti Voglio Bere, oltre a dare precise informazioni sull’acqua del rubinetto versus acqua imbottigliata, suggerisce, laddove serve, anche l’utilizzo di tecnologie appropriate per il risparmio idrico e la valorizzazione dell’acqua del rubinetto. In questo campo il consumatore deve stare molto attento nello scegliere la tecnologia più idonea perché di proposte in giro ce ne sono tante e spesso molto costose.</p>
<p>Un terzo delle famiglie italiane non beve acqua del rubinetto per motivi di “sfiducia” relativa alla sua qualità. Questo è dovuto alla carenza di informazione da parte degli enti pubblici dai quali le famiglie sfiduciate si aspetterebbero di averle. Al contrario, molte famiglie italiane bevono acqua imbottigliata per “abitudine” o condizionate dalla “pubblicità”, che rappresenta un’alta percentuale del costo di una bottiglia d’acqua, alla pari del trasporto.</p>
<p>Dunque il tutto si riduce a un problema culturale che potrebbe essere capovolto se gestori degli acquedotti e Amministrazioni locali investissero anche molto meno del milione di euro per una campagna di comunicazione come ha fatto la Coop. Ma per un gestore vale la pena farlo? Dal punto di vista del bilancio economico sicuramente NO. Perché? Anche se una famiglia media di tre persone bevesse, come dovrebbe fare, sei litri di acqua del rubinetto al giorno, spenderebbe una cifra irrisoria. Se la stessa famiglia beve acqua imbottigliata, per il bilancio del gestore dunque non cambierebbe assolutamente nulla. Dal punto di vista del bilancio sociale sicuramente SI. Perché? Perché dimostrerebbe di essere attento alle tasche della sua clientela e promuoverebbe il proprio lavoro che costa veramente tanto ai contribuenti. Per non parlare delle questioni ambientali indotte: rifiuti, CO2 ecc. Per le Pubbliche Amministrazioni converrebbe sempre per dare un servizio ai propri cittadini e dimostrare di essere politicamente attente alla salvaguardia di una risorsa locale come l’acqua che risulta essere sempre più scarsa per l’utilizzo in campo domestico.</p>
<p>Se l’acqua non è gradevole al gusto, e purtroppo in alcune zone d’Italia la questione si pone, la legge italiana prevede l’uso di tecnologie per migliorarne le caratteristiche organolettiche e il profilo sanitario. In questo caso devono essere i gestori dell’acqua a convincersi che l’uso di queste tecnologie non deprime il loro lavoro ma lo valorizza. Si ricorda che un gestore ha responsabilità sulla qualità dell’acqua sino al contatore, da quel punto in avanti la responsabilità passa al privato. Allora beviamo l’acqua del rubinetto sempre… se non la troviamo gradevole di gusto usiamo tecnologie appropriate facendoci consigliare da chi è attento eticamente al problema. L’acqua imbottigliata? Solo se necessario. E le persone che adorano le bollicine possono acquistare i gasatori, magari quelli proposti dalla Coop. In conclusione, per la querelle Coop-Mineracque possiamo mettere una X sulla schedina. Chi ha perso la partita? Il consumatore sempre più inconsapevole.</p>
<p>Domenico Filippone<br />
Centro Studi Ambientali di Torino<br />
<a title="Centro Studi Ambientali di Torino" href="http://www.studiambientali.to.it" target="_blank">www.studiambientali.to.it</a><br />
<a href="http://www.tvb-tivogliobere.it" target="_blank">www.tvb-tivogliobere.it</a></p>
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		<title>L&#8217; aggregatore un po&#8217; speciale dei barter</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 17:58:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da poco è online un nuovo progetto ZR che è zerorelativo.ORG (quello a cui siete &#8220;abituati&#8221; è .it) Si tratta di un&#8217;aggregatore un po&#8217; speciale perchè i protagonisti sono i barter di zerorelativo che hanno già un blog e che vogliono costruire insieme a noi un magazine di notizie che, come gli oggetti che barattiamo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da poco è online un nuovo progetto ZR che è <strong><a title="Aggregatore di blog dei barter" href="http://zerorelativo.org">zerorelativo.ORG</a></strong> (quello a cui siete &#8220;abituati&#8221; è .it) Si tratta di <strong>un&#8217;aggregatore un po&#8217; speciale</strong> perchè i protagonisti sono i barter di zerorelativo che hanno già un blog e che vogliono costruire insieme a noi un magazine di notizie che, come gli oggetti che barattiamo, si possono <strong>toccare con mano</strong>.  Insieme parleremo di tutti i temi che ci/vi stanno a cuore, da ambiente a consumo critico e consapevole da temi più educativi a golosità fino ad arrivare all&#8217;orto e ai papà.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Aggregatore di blog dei barter" href="http://www.zerorelativo.org" target="_self"><img class="aligncenter" src="/blog/wp-content/uploads/2010/02/org.png" alt="" width="551" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Insomma ci piaceva l’idea di creare un contenitore di <strong>post dei <a title="Chi sono i barter?" href="http://www.zerorelativo.it/il-baratto.php" target="_self">barter</a></strong>,  un raccoglitore di notizie che vuole dare visibilità e  ancor più voce alle notizie vicine vicine vicine&#8230;<strong> Se hai un blog</strong> e stai già postando le tue <strong>passioni</strong> (soprattutto) o il tuo <strong> lavoro</strong>, <strong>se informi e racconti</strong> il tuo punto di vista, se segnali buone  pratiche con competenza e cognizione di causa unisciti a noi.</p>
<p style="text-align: center;">Questi sono i barter che già partecipano:<br />
<span style="color: #000000;"><a title="Rossy barter di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/rossy">Rossy</a>, <a title="Tzunami barter di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/tzunami">Tzunami</a>, <a title="il.cerchiomagico barter di ZR" href="http://www.zerorelativo.it/il.cerchiomagico" target="_self">Il.cerchiomagico</a>, <a title="Laurence barter di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/laurence">Laurence</a>, <a href="http://www.zerorelativo.it/mattymaina">mattymaina</a>, <a title="silel barter di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/silel">silel</a>, <a title="acharia barter di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/acharia" target="_self">acharia</a></span><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">, <a title="escodicasa barter di ZR" href="http://www.zerorelativo.it/escodicasa">escodicasa</a> </span></span>che aspetti?</p>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"> </span></span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"> </span></span></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Scrivici &#8211; info@zerorelativo.it -</span><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>Fa&#8217; la cosa giusta anche quest&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 12:46:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Anche quest&#8217;anno zerorelativo sarà presente con il suo stand a Fa&#8217; la cosa giusta, la fiera del consumo critico e stili di vita sostenibili a Milano dal 12 al 14 marzo. Sarà la nostra quarta presenza in fiera (la prima a Trento) ed è sempre occasione gradita per conoscerci a quattr&#8217;occhi e per scambiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Fa' la cosa giusta" src="/blog/wp-content/uploads/2010/02/Immagine-4.png" alt="Fa' la cosa giusta" hspace="5" width="229" height="255" align="left" /> Anche quest&#8217;anno zerorelativo sarà presente con il suo stand a <strong>Fa&#8217; la cosa giusta</strong>, la fiera del consumo critico e stili di vita sostenibili a <strong>Milano dal 12 al 14 marzo</strong>. Sarà la nostra <a title="Facce da baratto a Milano " href="http://www.zerorelativo.it/blog/2009/03/16/facce-da-baratto-a-milano/">quarta presenza</a> in fiera (la prima a <a title="Zerorelativo a Fa' la cosa giusta a Trento " href="http://www.zerorelativo.it/blog/2007/10/29/zerorelativo-a-trento/" target="_self">Trento</a>) ed è sempre occasione gradita per conoscerci a quattr&#8217;occhi e per scambiare due chiacchiere con i barter e visitatori.</p>
<p>Per i barter che quei giorni concluderanno i loro baratti li invitiamo a darsi appuntamento al nostro stand, ci teniamo proprio <img src='http://www.zerorelativo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
A proposito, a <strong>breve inseriremo i biglietti di ingresso in fiera</strong> da barattare, affilate le proposte&#8230;</p>
<p>Lo scorso anno abbiamo ricevuto <a title="Gli scambi di zerorelativo" href="http://www.zerorelativo.it/zerorelativo" target="_self">torte di carota e pane fatto in casa</a> (molto utili per la nostra sussistenza in fiera, oh gli orari sono lunghi e faticosi&#8230;) e quest&#8217;anno? Vediamo un po&#8217;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">Fa&#8217; la cosa giusta-Padiglioni 1 e 2-FieraMilanoCity-12.13.14 Marzo-Orari: Ven.09-21-Sab.09-23-Dom.10-19</p>
<p style="text-align: center;">Lo staff</p>
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		<title>Siamo troppo grandi per giocare seriamente?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:01:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Vivi ZR in modo attivo! Inserisci gli annunci degli oggetti che hai e che vuoi scambiare, ed inizia a offrirli tenendo sempre in considerazione cosa cerca l&#8217;altro barter nella sua lista dei desideri.
E un bel &#8220;gioco&#8221; immaginare di essere nella piazza della tua città dove ci sono bancarelle piene di cose che possono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Siamo troppo grandi per giocare seriamente?" src="/blog/wp-content/uploads/2010/02/788400443_7630282d76.jpg" alt="Siamo troppo grandi per giocare seriamente?" hspace="5" width="390" height="363" align="left" /> <strong>Vivi ZR in modo attivo!</strong> Inserisci gli annunci degli oggetti che hai e che vuoi scambiare, ed inizia a offrirli tenendo sempre in considerazione cosa cerca l&#8217;altro barter nella sua lista dei desideri.</p>
<p><strong>E un bel &#8220;gioco&#8221; immaginare</strong> di essere nella piazza della tua città dove ci sono bancarelle piene di cose che possono essere solo scambiate senza fare uso di denaro, i bambini si divertono un sacco e vengono stimolati ad utilizzare altri &#8220;strumenti&#8221; di trattativa ed offrire cose proprie o insolite. E noi lo facciamo virtualmente, ma <strong>che poi non è cosi virtuale</strong>, se pensiamo a quello che succede ai barter che si incontrano e diventano amici o si spediscono gli oggetti. Sembra faticoso?</p>
<p><strong>Beh per i barter no</strong>, perchè non solo riusano, ma consumano in modo intelligente ed &#8220;emancipato&#8221;. Si allenano a fare un piccolo &#8220;gioco&#8221; che da valore agli oggetti che spesso ci girano per le mani (o ci giravano) ma che sono ancora in perfetta forma.</p>
<p>Quindi, la domanda sorge spontanea in attesa della tua risposta qui sotto, <strong>siamo troppo grandi per giocare seriamente?</strong> <img src='http://www.zerorelativo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagine | <a title="Siamo troppo grandi per giocare seriamente?" href="http://www.flickr.com/photos/34454445@N00/788400443/" target="_blank">Flickr (Marvos82) </a></p>
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		<title>Il barter fa un&#8217;attività di consumo critico</title>
		<link>http://www.zerorelativo.it/blog/2009/11/17/il-baratto-e-unattivita-di-consumo-critico/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:08:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[associazione consumatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando baratti compi un&#8217;attività che sensibilizza verso un consumo più critico e consapevole, e per questo all&#8217;interno del nostro nuovo blog (il bollettino) vogliamo dare spazio a consigli per i barter utili in tutte quelle attività di &#8220;consumo&#8221; quotidiane.
Con la collaborazione di Consumatori Associati, un&#8217;associazione a tutela dei consumatori, inauguriamo la rubrica di consumo critico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Born to buy" src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Immagine-7.png" alt="Born to buy" hspace="5" width="300" height="313" align="left" />Quando baratti compi un&#8217;attività che sensibilizza verso un <strong>consumo più critico e consapevole</strong>, e per questo all&#8217;interno del nostro nuovo blog (il bollettino) vogliamo dare spazio a consigli per i barter utili in tutte quelle attività di &#8220;consumo&#8221; quotidiane.</p>
<p>Con la collaborazione di <a title="Consumatori Associati è un'associazione che si occupa di tutela dei consumatori" href="http://www.consumatoriassociati.it/index.asp" target="_blank">Consumatori Associati</a>, un&#8217;associazione a tutela dei consumatori, inauguriamo la rubrica di <a title="I barter e il consumo critico" href="http://www.zerorelativo.it/blog/category/tutti-i-post/consumi/" target="_self">consumo critico</a>, augurandoci che possa essere utile a tutti i barter in vista di nuovi acquisti. Iniziamo con i contratti di fornitura di energia elettrica.</p>
<p><em><strong>I contratti di fornitura elettrica<br />
</strong>di Consumatori Associati</em><strong></strong></p>
<p>Un aspetto che ci preme segnalare, visti i numerosi casi di utenti che si sono rivolti alla nostra Associazione, è quello che riguarda il contratto di fornitura elettrica.<br />
Infatti, dal 2009 è nata la società Enel Energia s.p.a. che costituisce una “costola” della più conosciuta Enel Servizio Elettrico s.p.a. (più nota semplicemente come “Enel”). La differenza tra le due società consiste nei prezzi che “Enel Energia” applica – maggiori rispetto a quelli cui siamo abituati in quanto si tratta di una società che opera nel mercato libero.</p>
<p>Vogliamo porre l’attenzione sulla questione, considerato anche che l’Antitrust ha multato per 1,1 milioni di euro l’Enel Energia per “pratiche commerciali scorrette” nel passaggio di clienti domestici dal mercato vincolato a quello libero e “nell’acquisizione di clienti sul mercato del gas”, mediante l’attivazione di forniture di energia elettrica e/o di gas non richieste” e, ancora, per aver “ostacolato l’esercizio del diritto di ripensamento”.</p>
<p>In altri termini, Enel Energia (che, si badi bene, ha lo stesso identico logo di Enel Servizi) ha proceduto all’acquisizione dei clienti di Enel Servizi (la società da cui siamo abituati da sempre a ricevere la erogazione del servizio di energia elettrica), spesso all’insaputa degli stessi. È utile, pertanto, prima di sottoscrivere qualsiasi contratto verificare attentamente con quale delle due società si sta firmando il modulo di adesione e, soprattutto, occorre controllare attentamente le proprie bollette dell’energia affinché si possa capire se la fatturazione è emessa da Enel Servizio Elettrico s.p.a. (quella che comunemente siamo abituati a chiamare Enel) o da Enel Servizi s.p.a. (che opera nel mercato libero e con la quale potremmo anche non aver mai sottoscritto alcun contratto).</p>
<p>Lo staff</p>
<p>Via | <a title="Consumatori Associati è un'associazione che si occupa di tutela dei consumatori" href="http://www.consumatoriassociati.it/index.asp" target="_blank">Consumatori Associati</a><br />
Immagine | <a title="Immagine tratta dal Libro Born to Buy" href="http://www.newdream.org/kids/borntobuy.php" target="_blank">Born to Buy</a></p>
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