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	<title>il blog di zr &#187; scambio</title>
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	<description>Barter, news sul baratto off e online &#38; società risparmiose</description>
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		<title>Diecimila iscritti</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
grazie!
lo staff

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2002 aligncenter" title="10,000" src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/10000.gif" alt="10,000" width="600" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">grazie!<br />
lo staff</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2012 aligncenter" title="10.000 iscritti" src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-3.png" alt="10.000 iscritti" width="187" height="161" /></p>
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		<title>Educazione Sostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 09:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il mensile .eco - educazione sostenibile ha pubblicato nel numero di marzo un articolo dove racconto l&#8217;esperienza di come nasce ZeroRelativo e quali sono stati gli eventi che hanno portato allo sviluppo di questo importante progetto.  Ricordo che il 11, 12, 13 aprile saremo alla fiera del consumo critico &#8220;Fà la cosa giusta&#8221; a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/mar08_cop.jpg" alt="educazione sostenibile, .eco, baratto online, scambio oggetti, consumo critico" /></div>
<div align="left">Il mensile<b> <a href="http://www.educazionesostenibile.it/portale/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=724&amp;Itemid=54" title="baratto, scambio oggetti, barter, swapping, kindergarten" target="_blank">.eco </a></b><a href="http://www.educazionesostenibile.it/portale/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=724&amp;Itemid=54" title="baratto, scambio oggetti, barter, swapping, kindergarten" target="_blank">- educazione sostenibile</a> ha pubblicato nel numero di marzo un articolo dove racconto l&#8217;esperienza di come nasce <a href="http://www.zerorelativo.it" title="baratto, scambio oggetti, barter, swapping, kindergarten" target="_blank">ZeroRelativo</a> e quali sono stati gli eventi che hanno portato allo sviluppo di questo importante progetto.  Ricordo che il 11, 12, 13 aprile saremo alla fiera del consumo critico &#8220;<a href="http://falacosagiusta.org/milano/dove_quando.php" title="baratto, scambio oggetti, barter, swapping, kindergarten" target="_blank">Fà la cosa giusta</a>&#8221; a Milano e se per caso fossi da quelle parti ti aspettiamo per &#8220;scambiare&#8221; 2 chiacchiere a 4 occhi <img src='http://www.zerorelativo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  A presto!</div>
<p><span id="more-302"></span></p>
<div align="center"><b>Baratto online su ZeroRelativo</b></div>
<div align="left"> ZeroRelativo è il portale che mette in comunicazione chi vuole scambiare e barattare i propri oggetti o servizi. E’ nato da un mio progetto, che si è sviluppato e ha preso forma da una serie di eventi: l&#8217; idea di un portale internet, uno scambio avvenuto, l&#8217;utopia di trattative dove il denaro fosse marginale, l&#8217;idea di fare un sito “usabile” e semplice.</div>
<p>La molla è scattata dopo un divano “venduto” online a un euro. Il valore economico di quell&#8217;oggetto era irrisorio e se al posto di quell &#8216;euro mi avessero proposto un libro o un cd avrei sicuramente accettato.<br />
L&#8217; ha &#8220;comprato&#8221; una coppia di Bologna che si è fatta 150 Km per ritirare un divano che, per loro, aveva un valore molto più alto della cifra simbolica che ho ricevuto. E che hanno dato “in pasto” ai bambini nella loro stanza dei giochi.<br />
Mi sono sempre piaciute le transazioni on line e mi ha sempre affascinato l&#8217;idea di poter scambiare cose che non mi servono con altre cose. Un po’ come scambiare figurine da piccoli, con la stessa leggerezza e con lo stesso grado di soddisfazione.<br />
Internet è l&#8217;unico mezzo che permette di utilizzare il sistema del baratto nelle transazioni quotidiane. In rete il concetto di piccola comunità non esiste e puoi potenzialmente metterti in contatto con milioni di persone, velocemente, che potrebbero offrirti quello che ti serve al posto del tuo, mettiamo, inutilizzato divano.</p>
<p>ZeroRelativo é un progetto ad alto valore educativo.<br />
Chi ci utilizza compie un&#8217; <b>azione concreta</b> che denota sensibilità verso uno stile di vita più attento.</p>
<p>Ci sono gli “effetti” speciali, cose che ti lasciano basito e ammirato come, per esempio, il proiettore di immagini nato nel campo della pasticceria. E la cosa più bella sono proprio gli oggetti ai quali non pensi, che restano per anni imboscati nelle cassettiere, nell’ultimo vano di una cassapanca o in soffitta.<br />
Su ZR diventano plausibili e importanti, riprendono vita e valore, si ritagliano un posto nel mondo, e ti rendi conto che si tratta della maggior parte delle cose che hai visto e che ti hanno circondato, che ti hanno accompagnato e magari di colpo sono scomparse.<br />
Quegli oggetti sono il nostro piccolo capitale. E hanno un valore.<br />
Uno zero in euro non significa che il valore sia &#8220;zero&#8221; in senso assoluto.<br />
Da quando siamo nati abbiamo avuto 80.000 contatti.<br />
Gli iscritti, ad oggi, sono 1100 provenienti da tutta Italia, una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. Il baratto è online.<br />
ZR ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici nazionali, da quelli legati a tematiche ambientali e no profit, come Vita, Carta e La Nuova Ecologia a quelli più generalisti Glamour, Gioia, Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, che ci ha dedicato un servizio all&#8217;interno del programma &#8220;Pixel Teconologia Sostenibile&#8221;, che ci ha definito &#8220;Il paradiso dello scambio e del baratto&#8221;. Poi la radio, Radio Rai3 con un mio intervento, in diretta, sul tema &#8220;Economia della Felicità&#8221; e la radio online di Microsoft, in una recensione ha definito ZeroRelativo il primo sito di baratto telematico.<br />
Non ultimo anche l&#8217;aspetto economico. ZeroRelativo fino ad ora è stato totalmente autofinanziato, non ci sono fastidiosi banner di contorno e non si pagano, ne si pagheranno mai, le inserzioni. Questa è la migliore garanzia della serietà e dell&#8217;unicità di ZeroRelativo.<br />
La domanda ricorrente è “Voi cosa ci guadagnate?”<br />
Per il momento la nostra soddisfazione è aver creato un progetto importante, ironicamente potrei rispondere che neppure Google, quando è nato, sapeva quale sarebbe stata la sua fonte di reddito. Ora, l’eventuale supporto di enti, privati o webmaster sarà benvenuto.</p>
<p>Paolo Severi e <a href="http://www.zerorelativo.it" title="baratto, scambio oggetti, barter, swapping, kindergarten" target="_blank"><b>ZR</b></a></p>
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		<title>Kg di cultura da barattare</title>
		<link>http://www.zerorelativo.it/blog/2008/03/11/kg-di-cultura-da-barattare/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 18:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Baratto & dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[
Hai qualche libro di cui vuoi disfarti?
Bene, qualcuno barattalo su ZR, gli altri, se passi per Piacenza,
puoi scambiarli alla biblioteca comunale con altri libri per l&#8217;equivalente del peso.
Buona lettura a tutti i barter piacentini!
Articolo tratto da Libertà.it 
L&#8217;iniziativa in biblioteca, aperta a tutti,  valida per i testi usati
Baratto cultura contro il carovita
Partito alla Passerini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/03/libri.jpg" alt="baratto libri, scambio oggetti, swapping, kindergarten, annunci gratis, barter" width="355" height="266" /></p>
<p align="center"><strong>Hai qualche libro di cui vuoi disfarti?</strong><br />
Bene, qualcuno barattalo su <a title="baratto, scambio oggetti, swapping, annunci gratis, kindergarten, barter" href="http://www.zerorelativo.it/" target="_blank">ZR</a>, gli altri, se passi per <a title="piacenza, baratto, scambio oggetti, annunci gratis, kindergarten, swapping" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piacenza" target="_blank">Piacenza</a>,<br />
puoi scambiarli alla biblioteca comunale con altri libri per l&#8217;equivalente del peso.<br />
Buona lettura a tutti i <a title="barter, baratto, scambio, swapping, kindergarten, annunci gratis" href="http://www.ZeroRelativo.it/infobaratto.html" target="_blank">barter</a> piacentini!</p>
<p align="left"><span id="more-288"></span>Articolo tratto da <a title="baratto, scambio oggetti, swapping, annunci gratis, kindergarten, barter" href="http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=803115010&amp;H=" target="_blank">Libertà.it </a></p>
<p align="left">L&#8217;iniziativa in biblioteca, aperta a tutti,  valida per i testi usati<strong></strong></p>
<p align="left"><strong>Baratto cultura contro il carovita</strong></p>
<div class="QUC00">Partito alla Passerini Pesalibro, scambi fino a sabato 15 marzo</div>
<p><span class="COR01">La prima ad arrivare una signora elegante. Il suo fardello di saggezza porta un giallo, un romanzo d&#8217;appendice, un testo comico ed un trattato di astrofisica. Alla bilancia, sette chili tondi tondi. Parte l&#8217;operazione baratto: quel peso sarà corrisposto da altri volumi, altre storie, altri racconti. Perchè la lettura, in fondo, non ha limitazioni. In questo caso, a contare non è solo l&#8217;arguzia intellettuale; c&#8217;è anche la fisicità. Grammi per grammi. Sprazzi di letteratura commisurati con le leggi di Galileo. E&#8217; partita ieri, infatti, &#8220;Pesalibro&#8221;, la manifestazione di libero scambio di testi usati aperta a tutti alla biblioteca comunale Passerini Landi, in collaborazione con Urp-Informagiovani del Comune e l&#8217;Auser. Nel 2002 &#8211; sottolinea Rosella Parma, pedagogista e responsabile Funzione culturale dell&#8217;ente &#8211; l&#8217;iniziativa ebbe un ottimo successo di pubblico, che speriamo di ripetere. E&#8217; un modo per far leggere le persone, oltre a diffondere la conoscenza delle possibilità e dei servizi che la biblioteca offre. Questo dimostra &#8211; continua Parma &#8211; anche l&#8217;ottimo lavoro creativo dei bibliotecari, sempre alla ricerca di nuove modalità e forme diverse comunicative per attrarre gli utenti alla lettura. E sui tavoli del pian terreno, in dolce attesa di voraci lettori, c&#8217;è ogni sfumatura letteraria. Si passa dall&#8217;intramontabile Danielle Steel a Canne al vento della Deledda, da Tom Jones ai Buddenbrook, dalle liriche del Carducci ai toni mefistofelici e sgradevoli di Angel Heart dell&#8217;eroico William Hjortsberg. Ci sono perfino gli albi di Tex Willer ed un&#8217;ordinata collezione, in rilegatura rossa, dei capolavori realisti dell&#8217;Ottocento. Lo ammetto &#8211; dice un ragazzo con una borsa piena zeppa di tomi &#8211; sono qui per disfarmi di qualche testo che altrimenti sarebbe rimasto in cantina ad ammuffire. Però, la possibilità di avere altre da cose da leggere davvero interessante.<br />
&#8220;Pesalibro&#8221; dura una settimana, e domani l&#8217;apertura sarà dalle 9 alle 17, fino a giovedi, mentre dalle 9 alle 18  l&#8217;orario stabilito di venerdi: dalle 9 alle 2 di pomeriggio, poi, saranno le porte aperte per l&#8217;ultimo giorno, sabato. Sono oggetto di scambio libri e periodici usati di ogni tipo, eccezion fatta per i libri scolastici, i libri osceni, la manualistica obsoleta, i libri in pessime condizioni, le riviste ed i quotidiani, e tutto ciò che verrà rifiutato ad insindacabile giudizio della biblioteca. Per ogni carico consegnato c&#8217;è uno scontrino, non nominale, per il ritiro di un peso equivalente.</span></p>
<p align="center"><a title="baratto, scambio oggetti, swapping, annunci gratis, kindergarten, barter" href="http://www.zerorelativo.it/" target="_blank"><strong>Lo staff di ZR</strong></a></p>
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		<title>Baratto a Baratti!</title>
		<link>http://www.zerorelativo.it/blog/2008/02/25/baratto-a-baratti-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discorsi da bar]]></category>
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		<description><![CDATA[
Noi ci portiamo il lavoro anche in vacanza  
Ecco quale sarà la nostra prossima metà estiva.
BARATTI!
L&#8217;unica  città costruita sul mare dagli Etruschi,
proprio a ridosso del golfo omonimo, in provincia di Livorno
Barattiamo a Baratti?


Testo tratto da Terra degli Etruschi
Immagine del Golfo di Baratti



Baratti è un&#8217;antica città toscana, l&#8217;unica  costruita sul mare dagli Etruschi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/golfo_di_baratti_inverno1.jpg" alt="golfo di baratti, baratto, scambi, scambio, swapping, kindergarten" width="350" height="264" /></div>
<div style="text-align:center;">Noi ci portiamo il lavoro anche in vacanza <img src='http://www.zerorelativo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </div>
<div style="text-align:center;"><strong>Ecco quale sarà la nostra prossima metà estiva</strong>.</div>
<div style="text-align:center;"><strong><a title="baratti,baratto,scambio,scambi,swapping,kindergarten" href="http://informazioni.terradeglietruschi.it/baratti-golfo.html" target="_blank">BARATTI</a></strong>!</div>
<div style="text-align:center;">L&#8217;unica  città costruita sul mare dagli <a title="etruschi, baratti, baratto, scambio, scambi, swapping, kindergarten" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etruschi" target="_blank">Etruschi</a>,</div>
<div style="text-align:center;">proprio a ridosso del golfo omonimo, in provincia di <a title="baratti, baratto, scambio, vacanze, baratto toscana, golfo di baratti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Livorno" target="_blank">Livorno</a></div>
<div style="text-align:center;"><strong>Barattiamo a Baratti</strong>?</div>
<p><span id="more-272"></span></p>
<div style="text-align:center;">
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">Testo tratto da <a title="golfo di baratti, baratto online, scambio oggetti, swapping, kindergarten" href="http://informazioni.terradeglietruschi.it/baratti-golfo.html" target="_blank">Terra degli Etruschi</a></p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">Immagine del Golfo di Baratti</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify"><strong>Baratti</strong> è un&#8217;antica città toscana, l&#8217;unica  costruita sul mare dagli Etruschi, proprio a ridosso del <strong>golfo</strong> omonimo.  L&#8217;insediamento nel <strong>golfo</strong> era sorto per favorire la lavorazione del ferro che proveniva  dall&#8217;Isola d&#8217;Elba.<br />
La Rocca di <strong>Baratti</strong>, costruita nella prima metà del XV° secolo, e le mura medioevali, costruite per difendersi dagli attacchi dei pirati sono testimonianze ancora</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">vive del passato.</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">Dalla sommità della Rocca, affacciata sul <strong>golfo</strong>, il panorama è stupendo,  ed è quì che i visitatori di <strong>Baratti</strong> si concedono volentieri una pausa,  prima di continuare l&#8217;escursione per il <strong>golfo</strong>.</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">Quello di <strong>Baratti</strong> è uno dei più bei golfi  della regione.<br />
Formato da un leggero arco di sabbia, è ciò che resta di un ampio cordone di dune sabbiose, un tempo chiaramente molto più ampio, che è stato colmato nei secoli dai depositi marini. In estate è preso d&#8217;assalto dai turisti, come testimoniano i numerosi parcheggi presenti. Nell&#8217;ampia caletta si è insediata in modo suggestivo la vecchia pineta che, per quanto di piccole dimensioni, offre un colpo d&#8217;occhio gradevole.</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;" align="justify">Nel <strong>Golfo</strong> di <strong>Baratti</strong>, conosciuto per la bellezza del suo mare e della spiaggia, ancora si possono trovare i &#8220;rosticci&#8221;, residui della fusione del ferro d&#8217;epoca etrusca e romana.</p>
<p align="left">Una strada panoramica percorre per l&#8217;intera  lunghezza il <strong>golfo</strong> di <strong>baratti</strong> e in alcuni tratti è separata da quest&#8217;ultima da  una bella e fitta pineta.</p>
<p align="left">Adiacente al <strong>golfo</strong> si trova il parco  archeologico di <strong>Baratti</strong>. Situato fra le pendici del promontorio di Piombino ed  il <strong>golfo</strong> di <strong>Baratti</strong>, il parco si estende per circa 80 ettari. Comprende una parte significativa dell’antica città etrusca con le sue necropoli, le cave per materiale da costruzione ed i quartieri industriali di lavorazione del ferro. <strong>Baratti</strong>, unica città etrusca ad affacciarsi sul mare, era uno dei più importanti  centri commerciali del mondo antico.</p>
<p align="center"><a title="baratto online, scambio oggetti, barattare, scambiare, permuta online, swapping, kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">Lo staff di ZR </a></p>
</div>
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		<title>ZeroRelativo su Radio 2</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 09:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ieri, nel corso della trasmissione &#8220;Colonne d&#8217;Ercole&#8221; di Radio 2 Rai,
c&#8217;è stata una nostra intervista con i simpatici conduttori del programma,
che nonostante l&#8217;emozione c&#8217;hanno messo subito a nostro agio
a suon di battute sullo scambio di mogli e DJ da rottamare.
Ringraziamo Radio 2 e i gentilissimi autori che ci hanno contattato.
Hai sentito l&#8217;intervista?

(Vuoi il nostro bannerino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/immagine-2.png" alt="Intervista zero relativo,colonne d’ercole,baratto online" width="318" height="158" /></p>
<p align="center">Ieri, nel corso della trasmissione &#8220;<a title="intervista paolo severi,radio 2 rai,colonne d'ercole,baratto online,scambio oggetti,kindergarten" href="http://www.radio.rai.it/radio2/lecolonnedercole/" target="_blank">Colonne d&#8217;Ercole</a>&#8221; di Radio 2 Rai,<br />
c&#8217;è stata una <a title="baratto online,scambio oggetti,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">nostra</a> intervista con i simpatici conduttori del programma,<br />
che nonostante l&#8217;emozione c&#8217;hanno messo subito a nostro agio<br />
a suon di battute sullo <a title="scambio online,scambio oggetti,definizione scambio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scambio" target="_blank">scambio</a> di mogli e DJ da rottamare.<br />
Ringraziamo Radio 2 e i gentilissimi autori che ci hanno contattato.</p>
<p align="center">Hai sentito l&#8217;intervista?</p>
<p align="center"><a title="baratto online,scambio oggetti,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/zerobannernero.gif" alt="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping online,kindergarten" /></a></p>
<p align="center">(<a title="banner ZR,scambio oggetti,baratto online,annunci gratis,scambio online,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" target="_blank">Vuoi il nostro bannerino per il tuo sito/blog?</a>)</p>
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		<title>La voce di Alice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 10:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Eh, perchè a casa ci sono un sacco di cose inutili che riempiono solo spazio.
Così come a casa degli altri. Inutili per loro, utili per me&#8221;
Lo afferma Alice, barter di ZR e scrittrice, che avendo provato &#8220;sul campo&#8221; l&#8217;esperienza del baratto online
ci scrive la sua esperienza, pubblicata anche su traspi.net.
Tu che ne pensi? Sei d&#8217;accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/traspi.png" alt="magazine online, alice suella, baratto online, scambio oggetti, annunci gratis, traspi.net" width="357" height="254" /></div>
<p align="center"><em>&#8220;Eh, perchè a casa ci sono un sacco di cose inutili che riempiono solo spazio.<br />
Così come a casa degli altri. Inutili per loro, utili per me</em>&#8221;</p>
<p align="center">Lo afferma Alice, <a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it/infobaratto.html" target="_blank">barter di ZR</a> e <a title="barter online,baratto on line,scambio oggetti,scambio on line,swapping,kindergarten" href="http://zerorelativo.wordpress.com/2008/01/04/loro-in-bocca/" target="_blank">scrittrice</a>, che avendo provato &#8220;sul campo&#8221; l&#8217;esperienza del <a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><strong>baratto online</strong></a><br />
ci scrive la sua esperienza, pubblicata anche su <a title="magazine online,baratto on line,scambio oggetti,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.traspi.net/traspihomepage.asp?IDCategoria=1" target="_blank">traspi.net</a>.</p>
<p align="center">Tu che ne pensi? Sei d&#8217;accordo con Alice?</p>
<p align="center"><a title="barter online,baratto on line,scambio oggetti,scambio on line,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/zerobaratta11.gif" alt="banner ZR,baratto online,annunci gratis,scambio oggetti,swapping,kindergarten" /></a></p>
<p align="center">(<a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" target="_blank">vuoi il bannerino di ZR?</a>)</p>
<p><span id="more-257"></span>di Alice Suella</p>
<p>Se ne parla così tanto. E&#8217; l&#8217;unico modo per resistere, per sopravvivere a noi stessi, per non vedere la razza umana scomparire, sommersa dalla sua stessa stupidità. Stupidità che si tramuta in sporcizia, in spazzatura, in scarti che stanno diventando sempre meno controllabili. La soluzione ovviamente c&#8217;è: perseguire la decrescita economica, cominciare a costruirsi le cose da sé, ricorrere sempre meno al circuito economico. Uscire, con azioni quotidiane ricorrenti, da quel sistema che basa ogni valore sul soldo, dando un prezzo alle cose senza conoscerne la consistenza. La soluzione, per quanto sembri sciocco dirla con questi termini, è ricominciare a fare il pane in casa, a cucire i vestiti e non a buttarli, dopo il minimo strappo. Riciclare, certo, ma soprattutto riutilizzare. Da questo presupposto nasce la splendida iniziativa del sito <a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><strong>www.zerorelativo.it</strong></a>, un luogo dove il baratto torna alla luce, insieme a una buona dose di fiducia umana. E&#8217; su questi pilastri, infatti, che si basa l&#8217;iniziativa. E&#8217; tutto molto semplice: chi non ha in casa qualche oggetto che non usa più, cd che non ascolta, qualche regalo davvero indesiderato, abiti nuovi – magari frutto di qualche acquisto poco oculato – libri doppi e via discorrendo? Guardando bene, negli angoli della vostra dimora, troverete innumerevoli oggetti inutili per voi ma&#8230; utilissimi per qualcun altro! Magari, quel maglione con la renna che vi ha regalato la nonna e che non avete MAI messo perchè odiate, può piacere tantissimo a qualche collezionista di  oggetti vintage. O, semplicemente, ha gusti diversi dai vostri. Così, invece di buttarlo, scattategli una foto, inseritela nel sito, create una piccola descrizione a aspettate. In trenta giorni riceverete numerose offerte, di oggetti che avete richiesto voi o di altre cose che non vi venivano in mente.<br />
All&#8217;inizio ero un po&#8217; scettica. La fiducia umana: si dice che esiste, ma nessuno riesce quasi mai a scovarla. Così ero diffidente: ma se io spedisco l&#8217;oggetto e poi non ricevo niente in cambio? Ho iniziato con un cd che proprio non mi interessava. Era talmente pieno di polvere, erano secoli che volevo buttarlo.<br />
Ho inserito l&#8217;annuncio, senza nemmeno una foto perchè non ho la macchina digitale. Ho aspettato.<br />
Che dire? Se sono qui a scriverne è perchè è andata benissimo! Un cd per un libro che cercavo da tempo, di Ray Bradbury. Così ho iniziato a rispondere a vari annunci, a inserirne di nuovi. Eh, perchè a casa ci sono un sacco di cose inutili che riempiono solo spazio. Così come a casa degli altri. Inutili per loro, utili per me.<br />
Sembra niente, invece è molto. Ricordiamoci che il mare è fatto di tante gocce e che queste gocce, insieme, formano l&#8217;immensità.<br />
Viviamo in una società che spinge al consumo, all&#8217;usa e gettà. Questa logica ci sta schiacciando. Il mondo, presto, imploderà. Anche perchè, è da ricordare, questo tipo di economia serve a pochi per soggiogare molti eppure questi pochi sono riusciti a inculcare alle persone normali, che non traggono alcun guadagno da questo continuo spendere nel nulla, che questo è il nuovo status sybol: il danaro, l&#8217;acquistare. Fare il pane da sé è da vecchi. Barattare qualcosa è da primitivi.<br />
Contenti voi, contenti tutti. Intanto io continuo a conoscere persone – perchè barattando si compie anche questo gesto rivoluzionario: si socializza – e a diminuire la spazzatura di casa. Almeno la mia parte l&#8217;avrò fatta.<br />
Chi si ama, mi segua.</p>
<p align="center"><a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">Lo staff di ZR </a></p>
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		<title>Siamo geniali :)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 08:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il Resto del Carlino Pesaro di ieri ha dedicato a ZR un bell&#8217;articolo scritto da Francesca Pedini.
Grazie!


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IL PORTALE ZERORELATIVO IDEATO DA PAOLO SEVERI
Genio di un barista: ecco il sito-baratto
Le transazioni avvengono senza denaro &#8220;per una bici ho ricevuto cinque mutande&#8221;
di Francesca Pedini
Un&#8217;idea geniale, che ha valicato ben presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/dscf0223.jpg" alt="il resto del carlino pesaro,baratto online,sito baratto,scambio oggetti,permuta online,kindergarten,barter online" width="370" height="261" /></p>
<p align="center"><a title="baratto online,scambio oggetti,annunci gratis,scambio online,swapping on line,kindergarten,permuta online" href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/pesaro/2008/02/10/64045-genio_barista_ecco_sito_baratto.shtml" target="_blank"><strong>Il Resto del Carlino</strong> Pesaro</a> di ieri ha dedicato a <a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping on line,permuta on line,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">ZR</a> un bell&#8217;articolo scritto da Francesca Pedini.</p>
<p align="center">Grazie!</p>
<div style="text-align:center;"><a title="scambio oggetti,annunci gratis,swapping online,baratto online,kindergarten,riduzione riuso recupero oggetti" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/zerobaratta.gif" alt="baratto online,scambio oggetti,swapping online,kindergarten,annunci gratis,riduzione riuso riutilizzo oggetti" /></a></div>
<div style="text-align:center;">
<h5>(<a title="baratto online,scambio oggetti,baratta,io non ho bisogno di denaro,banner zero relativo,annunci gratis" href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" target="_blank">Vuoi il bannerino per il tuo sito/blog?</a>)</h5>
</div>
<p align="center"><span id="more-251"></span> <img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/carlino.jpg" alt="resto del carlino pesaro,baratto online,sito baratto,no denaro,scambio oggetti,scambio online,kindergarten,swapping online" width="370" height="145" /></p>
<p align="center">IL PORTALE <a title="annunci gratis,scambio oggetti,scambio online,baratto online,kindergarten,swapping online" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">ZERORELATIVO</a> IDEATO DA PAOLO SEVERI</p>
<p align="center"><strong>Genio di un barista: ecco il sito-baratto</strong></p>
<p align="center">Le transazioni avvengono senza denaro &#8220;per una bici ho ricevuto cinque mutande&#8221;</p>
<p>di Francesca Pedini</p>
<p>Un&#8217;idea geniale, che ha valicato ben presto i confini comunali, coinvolgendo un numero straordinario di persone. E&#8217; venuta a Paolo Severi, giovane intraprendente barista pesarese, che nel 2006 ha realizzato &#8220;ZeroRelativo&#8221; la prima community italiana di scambio e baratto competamente gratuita. Collegandosi al sito (<a title="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping on line,permuta on line,kindergarten" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">www.ZeroRelativo.it</a>) è possibile mettersi in contatto con chiunque voglia scambiare oggetti di cui vuole liberarsi: un frigo per una bici e perfino un libro per cinque paia di mutande nuove. La &#8220;rivoluzione&#8221; è che ZeroRelativo è gratis, non fa guadagnare denaro nè all&#8217;autore nè agli utenti, se non l&#8217;oggetto di scambio. Cosi, se si ha un mobile ho una bici che non si utilizza più, lo si può inserire nella pagina degli annunci e barattarlo. Il regolamento è rigido: non si accettano inserzioni con prezzi. Fino ad oggi il sito ha avuto 80.000 contatti con 1100 iscritti provenienti da tutta Italia e una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. &#8220;Il sito &#8211; racconta Paolo Severi &#8211; si propone di ridare stima agli oggetti inutilizzati. Vuole &#8220;allenare&#8221; ad un consumo critico e &#8220;sdoganare&#8221; una forma di commercio che può essere concretamente applicata alla vita quotidiana&#8221;. Come è nata l&#8217;idea? &#8220;Ha preso forma da una serie di eventi: L&#8217;interesse per il web, uno scambio avvenuto e l&#8217;utopia di trattative dove il denaro fosse marginale. La molla è scattata dopo un divano venduto online a 1 euro. Aveva un valore irrisorio, era &#8220;fuori moda&#8221; ma in buono stato, e piuttosto che buttarlo, l&#8217;avrei scambiato anche con un libro. In quel sito non era previsto, ed ecco che ho deciso di farlo io. Internet, per la sua facilità di interazione e contatto con milioni di persone, è l&#8217;unico mezzo dove lo scambio può avvenire con rapidità. Il limite del baratto è la piccola comunità di riferimento, in rete questo può essere facilmente superato&#8221;. Questo sito internet ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici e media nazionali. Ne hanno parlato giornali a tematica ambientale e no profit, come Vita,Carta,La nuova ecologia, ma anche quelli più generalisti come Glamour,Gioia,Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, con un servizio all&#8217;interno del programma &#8220;Pixel &#8211; Tecnologia Sostenibile&#8221; definendoci &#8220;Il paradiso dello scambio e del baratto&#8221;. Poi Radio Rai 3 e la Radio online di Microsoft&#8221; C&#8217;è qualcuno che ha cercato di barare e sfruttare l&#8217;idea? &#8220;Finora non è mai accaduto proprio perchè ZeroRelativo non fa business, ma offre un servizio ad elevato valore aggiunto ed educativo. (Tutto si riutilizza, tutto si scambia, niente si butta) Naturalmente devo ringraziare del successo molti amici tra cui Valeria, Massimiliano, Luigi e Lorenzo, per la loro collaborazione e il loro supporto.</p>
<p>ZERORELATIVO</p>
<p>Ora parte una sezione <a title="annunci gratis,scambio oggetti,scambio online,baratto online,kindergarten,swapping online" href="http://www.zerorelativo.it/bambini.asp" target="_blank">dedicata ai bambini</a></p>
<p>Nel sito di <a title="annunci gratis,scambio oggetti,scambio online,baratto online,kindergarten,swapping online" href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank">ZeroRelativo</a> si può scambiare tutto quello che può essere trattato in un sito di e-commerce, con l&#8217;unica differenza che qui il denaro non è il mezzo di pagamento della trattativa. Sono stati scambiati televisori, libri, pezzi di arredo e di computer, cd, prodotti erboristici. Addirittura, &#8211; racconta l&#8217;ideatore Paolo Severi che ha vissuto l&#8217;esperienza in prima persona &#8211; con un libro ho avuto 5 paia di mutande. Ovviamente nuove e inscatolate. Sono stati donati oggetti come telefoni, cuffie, modem, divani, accessori d&#8217;abbigliamento o per il computer. Sono state anche offerte prestazioni lavorative, come la signora che barattava la sua esperienza di cuoca per un alloggio a Parigi&#8221;. Da qualche tempo l&#8217;offerta è stata ampliata aprendo una sezione particolare dedicata alle cose per bambini. &#8220;Si  &#8211; conferma Severi &#8211; ora per i &#8220;baby consumatori&#8221; c&#8217;è uno spazio dove i genitori possono scambiare o ricercare tutto quello che riguarda l&#8217;infanzia&#8221;. Chi paga le spese di spedizione? &#8220;Sono a proprio carico, ma si può anche scambiare l&#8217;oggetto di persona&#8221;.</p>
<p align="center"><a title="annunci gratis,scambio oggetti,scambio online,baratto online,kindergarten,swapping online" href="http://www.zerorelativo.it/chi-siamo.php">Lo staff di ZR </a></p>
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		<title>Le Grand Don</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 06:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;

Le Grand Don (il grande dono) è una manifestazione a carattere sociale e culturale, organizzata per la prima volta a Parigi nel 2003 e poi diffusasi in varie città d&#8217;Europa.

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Le Grand Don (il grande dono) «est un don collectif effectué par des inconnus à d&#8217;autres inconnus»,è un dono collettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center">&nbsp;</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/il-grande-dono-parigi.jpg" alt="il grande dono,baratto online,scambio oggetti gratis online" /></div>
<p align="center"><i><b>Le Grand Don</b></i> (il grande dono) è una manifestazione a carattere sociale e culturale, organizzata per la prima volta a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi" title="Parigi">Parigi</a> nel 2003 e poi diffusasi in varie città d&#8217;Europa.</p>
<p align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" target="_blank"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/zerobannerpiccolo.jpg" alt="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping online,kindergarten,annunci gratis" /></a></p>
<p align="center">(<a href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" title="banner ZR,scambio oggetti,baratto online,annunci gratis,scambio online,swapping,kindergarten" target="_blank">Vuoi il bannerino per il tuo sito/blog?</a>)</p>
<p><span id="more-204"></span><i>Le Grand Don</i> (il grande <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dono" target="_blank" title="Dono,baratto online,regalo,scambio oggetti gratis">dono</a>) «est un don collectif effectué par des inconnus à d&#8217;autres inconnus»,è un dono collettivo effettuato da sconosciuti ad altri sconosciuti. La manifestazione si svolge solitamente in un luogo cittadino, precedentemente stabilito, dove si raccolgono gli oggetti che verranno donati. L&#8217;evento non è in alcun modo pilotato e si svolge liberamente: ogni partecipante può donare un proprio oggetto agli altri passanti, o ricevere un regalo da qualcuno, senza essere obbligato a ricambiare. La manifestazione si conclude quando tutti (o quasi) gli oggetti hanno trovato un nuovo proprietario. Ciò che rimane può essere lasciato per chi passerà più tardi da quel luogo. Non ci sono limitazioni nella tipologia degli oggetti che possono essere donati: libri, dischi, fotografie, indumenti, soprammobili, gioielli, giocattoli, ecc. ma, chiaramente, si suppone che debbano essere oggetti trasportabili a mano dai passanti.<br />
Lo scopo principale del <i>grand don</i> è quello di valorizzare l&#8217;atto del donare senza secondi fini. I partecipanti al <i>grand don</i> possono infatti sperimentare liberamente sia la gioia di regalare un proprio oggetto, sia quella di ricevere un dono da altre persone. In ciò vi è certamente una sottile critica (più o meno esplicita) al modello societario ed <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia" target="_blank" title="Economia,baratto online,scambio oggetti">economico</a> attuale, in cui ogni oggetto deve possedere un valore monetario stabilito. Per contro, nel <i>grand don</i> ogni oggetto perde questo valore economico e viene considerato soltanto in base al valore affettivo di chi lo possedeva e lo dona, nonché alla sensazione di piacere di chi lo riceve.<br />
Dal punto di vista antropologico, tra i riferimenti teorici alla base del <i>grand don</i>, ci sono gli studi del francese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Mauss" target="_blank" title="Marcel Mauss,scambio oggetti,baratto online gratis">Marcel Mauss</a> sul dono in vari tipi di società. Ma, mentre Mauss tende a sottolineare una sorta di obbligo sociale a ricambiare un dono ricevuto (spesso per soddisfare lo spirito magico degli oggetti), nel <i>grand don</i> si cerca di incoraggiare la completa libertà di azione e la non necessaria reciprocità: non si è in alcun modo obbligati a ricambiare un dono ricevuto. Ciò che comunque rimane costante è l&#8217;aspetto sociale del dono, visto come momento di riunione e di socializzazione, addirittura di festa. In particolare durante il <i>grand don</i> si stimola un rapporto di collaborazione, cordialità e amicizia tra sconosciuti, anche qui con sottili intenti critici verso la società dell&#8217;individualismo imperante.<br />
<i>Le Grand Don</i> non è (o non dovrebbe essere) né una manifestazione politica, né uno spettacolo di strada, né un atto di carità, né un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baratto" target="_blank" title="Baratto online,scambio oggetti,swapping">baratto</a>, né un mercatino, né tantomeno un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Happening" target="_blank" title="Happening">happening</a> artisti. (Info e immagine tratte da <a href="http://it.wikipedia.org/" title="baratto gratis online,scambio oggetti" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
<p>Questo è il sito ufficiale de &#8220;<a href="http://granddon.free.fr/" title="il grande dono,baratto gratis online,scambio oggetti" target="_blank">Le grand don</a>&#8221; parigino.</p>
<p align="center"> <a href="http://www.zerorelativo.it" title="scambio oggetti,baratto gratis online,swapping kindergarten" target="_blank">Lo staff di ZR</a></p>
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		<title>Di cosa ha bisogno?</title>
		<link>http://www.zerorelativo.it/blog/2008/01/31/di-cosa-ha-bisogno/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 11:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Di nuovo Doppler di cui abbiamo parlato due post più sotto, che si destreggia col direttore del supermercato per convincerlo a barattare la sua carne di alce col latte, eh si&#8230;veramente un abile &#8220;venditore&#8221;  

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 [...] Il direttore del supermercato ICA è perplesso. E come un libro aperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/01/154_doppler2.jpg" alt="Baratto online,doppler baratto,iperborea zerorelativo" /></p>
<p align="center">Di nuovo <font color="#0000ff"><a href="http://zerorelativo.wordpress.com/2008/01/17/baratto-dalla-teoria-alla-pratica/" title="baratto gratis online,doppler erlend loe,barattare gratis,scambio oggetti online gratis" target="_blank">Doppler</a></font> di cui abbiamo parlato due post più sotto, che si destreggia col direttore del supermercato per convincerlo a <a href="http://www.webwards.net/barattare-una-graffetta-rossa-con-una-casa-499.html" title="barattare gratis online,graffetta rossa con una casa,scambio oggetti online,swapping gratis" target="_blank">barattare</a> la sua carne di alce col latte, eh si&#8230;veramente un abile &#8220;venditore&#8221; <img src='http://www.zerorelativo.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="banner ZR,scambio oggetti,baratto online,annunci gratis,scambio online,swapping,kindergarten" target="_blank"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/zerobannernero.gif" alt="baratto online,scambio oggetti,scambio online,annunci gratis,swapping online,kindergarten" /></a></p>
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<p><span id="more-199"></span> [...] Il direttore del supermercato <a href="http://www.ica.se/FrontServlet?s=ica&amp;state=start&amp;event=load_content" title="supermercato ica svezia norvegia,baratto gratis online,scambio oggetti gratis online,swapping,kindergarten" target="_blank">ICA</a> è perplesso. E come un libro aperto per me. Trasuda dubbi da tutti i pori. Aiuti un povero cacciatore-raccoglitore, gli dico, però vedo che lo trova strano. Siamo nel magazzino e lui cerca di apparire imperturbabile, ma nonostante tutti i corsi pratici di sorriso e quelli teorici riguardo al principio che il cliente ha sempre ragione, irradia incredulità. Quello che gli chiedo sconfina ovviamente da tutte le regole e le procedure. Gli offro carne d&#8217;alce in cambio di latte e di una manciata di altri prodotti del suo ricco assortimento, e la cosa lo ripugna.</p>
<p>So benissimo che la maggior parte della gente rituene che i nostri tempi si siano ormai lasciati alle spalle questa forma di economia, dico, ma comunque io sono qui, la mia carne è buona, e come forma di economia la trovo ottima, dico. Si baratta.  Si fanno cose gli uni per gli altri. Sono convinto che stia per tornare in uso, dico. Sta tornando e se lei accetta la mia proposta potrà poi gloriarsi di essere stato un precursore. Sarà un <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/parole/parola_singola.php?id=795&amp;ctg_id=58" title="Trend setter online,baratto gratis online,barattare scambiare oggetti online,swapping style" target="_blank"><font color="#0000ff"><i>trend-setter</i></font>,</a> perchè è chiaro che il <b>baratto</b> tornerà. Tra dieci anni non ci sarà altro che il baratto. E&#8217; evidente, dico. Perchè cosi come non può continuare. Non va. Può aprire praticamente qualsiasi giornale o rivista e vedrà che oggi come oggi sono poche le persone sane di mente che dubitano che bisogna cambiare il nostro modello di consumo, se vogliamo tirare avanti ancora per qualche decennio. Ma vedo che anche lei sta valutando la cosa. Ci sta pensando.  Noto che non ha detto di no. [...]</p>
<p>[...]Si guarda intorno per assicurarsi che nessuno dei suoi dipendenti sia abbastanza vicino da potersi imprimere nella memoria quello che sta per dire. Di cosa ha bisogno? Mi chiede. [...]</p>
<p><i>Estratto da &#8220;DOPPLER vita con l&#8217;alce&#8221; di <a href="http://www.iperborea.it/web/index.htm" title="scrittori norvegesi,barattare gratis online,scambio oggetti online" target="_blank">Erlend Loe</a> ed. <a href="http://www.iperborea.it/web/index.htm" title="casa editrice iperborea,libri baratto online,scambio oggetti gratis,barattare gratis" target="_blank">Iperborea</a></i></p>
<p align="center"> <a href="http://www.zerorelativo.it" title="baratto gratis online,scambio oggetti gratis,barattare gratis online,swapping online,kindergarten," target="_blank">Lo staff di ZR </a></p>
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		<title>Una mucca per dieci pecore</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 10:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerorelativo</dc:creator>
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Il commercio su ZR avviene tramite il baratto, o il dono.
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E se la multa per eccesso di velocità la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://www.zerorelativo.it/blog/wp-content/uploads/2008/01/baratto.jpg" style="margin:0;padding:0;" alt="baratto moneta,baratto online gratis,scambio oggetti,barattare online,scambio permuta web" /></div>
<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;">Il commercio su <font color="#000080"><b><a href="http://www.zerorelativo.it/" title="scambio oggetti gratis online,baratto gratis online,barter online,kindergarten zero relativo" target="_blank">ZR</a></b></font> avviene tramite il <b><font color="#000080"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baratto" title="baratto gratis online,scambio oggetti,kindergarten zero relativo,scambio gratis online" target="_blank">baratto</a></font></b>, o il <b><font color="#000080"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dono" title="baratto gratis online,regali gratis,barattare scambiare online,scambio oggetti zero relativo" target="_blank">dono</a></font></b>.</p>
<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;">Su <font color="#000080"><a href="http://www.lamoneta.it/" title="baratto online gratis,storia del baratto,scambio oggetti nuovi usati" target="_blank">questo sito</a></font> ci sono <a href="http://manuali.lamoneta.it/MANUALI.html" target="_blank" title="manuali baratto online,storia moneta e scambi commerciali,baratto gratis online,scambio oggetti gratis online">manuali</a> sulle origini della moneta e degli scambi commerciali e, fra <b>baratti silenziosi</b>, <b>mucche scambiate per pecore</b> e<b>pene inflitte in valori monetari con equivalenza in bestiame</b>, abbiamo soddisfattole nostre curiosità da “<font color="#000080"><a href="http://www.zerorelativo.it/infobaratto.html" title="barter online,swapping online,baratto gratis online" target="_blank"><b>barter</b></a></font>“.</p>
<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;">E se la multa per eccesso di velocità la pagassimo con 8 galline? <img src="http://zerorelativo.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" style="clear:none !important;float:none !important;border-style:none !important;margin:0 !important;padding:0 !important;" class="wp-smiley" alt=")" /></p>
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<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;">(<a href="http://www.zerorelativo.it/linkaci.asp" title="banner ZR,scambio oggetti,baratto online,annunci gratis,scambio online,swapping,kindergarten" target="_blank">Vuoi il bannerino per il tuo sito/blog?</a>)</p>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;"><span id="more-198"></span> Autore: Daniele Alberti &#8211; Novembre 2006 Testo e immagine tratto dal sito <a href="http://www.lamoneta.it" title="annunci baratto gratis,scambio oggetti nuovi usati" target="_blank">www.lamoneta.it</a></p>
<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;"><span style="font-size:32px;font-weight:bold;margin:0;padding:0;" class="Apple-style-span"><i>Il baratto </i><br />
</span>
</p>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Fin dai tempi più antichi il commercio si basava sul baratto, la possibilità di scambiare merci tra loro. Tale sistema richiedeva un’abile capacità di negoziazione unita alla non comune capacità di riuscire a valutare il rapporto di valore tra generi differenti. La cosa risultava abbastanza semplice quando le parti interessate appartenevano alla stessa classe economica. Esempio: contadini che raggiungevano accordi su forme d’interscambio basandosi sulle proprie carenze ed eccedenze, così riuscendo a calcolare di quanto grano o latte si sarebbero dovuti privare per avere in cambio vino, miele o verdure. Più difficili risultavano i rapporti tra classi economiche differenti, spesso basati su intermediazione a lunga distanza. Esempio: quanti litri d’olio per quanti chilogrammi di sale, quanto vino per un aratro, etc. Un chiaro esempio di baratto ci viene offerto dai cartaginesi, popolo di commercianti per eccellenza si munì tardi della moneta preferendo, nei suoi commerci con le popolazioni atlantiche della costa dell’Africa, il <span style="font-weight:bold;margin:0;padding:0;" class="Apple-style-span">baratto silenzioso</span>. Ecco come lo descrisse Erodoto (IV, 196).</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Arrivati in prossimità delle coste sbarcavano le merci e le disponevano in bell’ordine sulla spiaggia. Tornando a bordo accendevano un fuoco, gli indigeni vedendo il fumo andavano sulla spiaggia e depositavano una certa quantità di oro in cambio delle merci. I mercanti tornavano e se l’oro deposto soddisfava le loro aspettative lo caricavano sulla nave e se ne andavano altrimenti non toccavano nulla ed aspettavano che gli indigeni aggiungessero altro oro per aumentare l’ offerta o lo portassero via per rinunciare.</p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Con lo sviluppo del commercio, delle maggiori esigenze ed i maggiori spostamenti delle popolazioni, questo semplice strumento di scambio iniziò ad essere inadeguato e laborioso. Nelle società in evoluzione i governanti che chiedevano al popolo i loro tributi in peso ed in natura (grano, olio, sale) o sotto forma di prestazione di manodopera (le piramidi furono costruite in questo modo), si posero il problema di intervenire nello scambio tra beni contro beni e beni contro servizi, introducendo un equivalente che incorporasse un valore certo.Chiaramente la merce di riferimento era differente da popolo a popolo e tra le varie epoche. Tra i vari oggetti che in differenti epoche sono stati utilizzati come moneta di scambio tra i popoli troviamo: sale, pelli di elefanti, semi di cacao (a Ceylon), sassi (a Yap), penne (nelle Nuove Ebridi), arachidi (in Nigeria), semi di cacao (in Messico), mandorle (nel Surat), gong e semi (in India), tamburi rituali (nelle Indie olandesi), tavolette di tè o di tabacco compressi (usate fino al diciannovesimo secolo nella Cina occidentale, Tibet e Siberia meridionale), tessuti simili a fazzoletti o salviette (nel Messico degli Aztechi, in Cina, Giappone ed in Africa occidentale).</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Nelle regioni tropicali ebbero enorme successo le conchiglie di cyprae (fig 1), volgarmente dette cauri. L’uso di questo mezzo di scambio si diffuse in molti paesi dell’ Asia, ed ancora oggi, in alcune vallate del Nepal di etnia tibetana, gli uomini usano giocare ad un giuoco simile alla dama puntando queste conchiglie.Altro aspetto largamente diffuso nelle società arcaiche era il dono, un usanza che imponeva comportamenti non legati a considerazioni mercantili ma si distingueva per obblighi e regole di ipo morale. Quando una persona o un autorità offrivano un dono l’altra parte era obbligata ad accettarla ed era vincolata da un’ obbligazione a tempo indeterminato non misurabile in valore.</p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Molto semplice, ti facevano un dono, non potevi rifiutare per non offendere il donatore ma prima o poi dovevi ricambiare.Erodoto ci narra un fatto storico che ci fa ben comprendere questo tipo di mentalità (III, 139-144). Durante una visita a Menfi Dario, allora guardia del corpo del re persiano Cambise II , incontrò per caso il samio Syloson, fratello del tiranno Policrate. Dario notò lo splendido mantello rosso di Syloson e chiese di comprarlo, il samio rispose però che non lo avrebbe ceduto per nessuna cifra, piuttosto lo avrebbe offerto in dono. Dario accettò e quando diventò re a Susanel 522 a.C. gli si presentò Syloson che definendosi suo benefattore chiese ed ottenne la satrapia dell’ isola di Samo in mano al dittatore Meandrio. Dario non potè rifiutare in quanto era in obbligo verso Syloson.Nell’area mediterranea prese piede l’utilizzo del bestiame come strumento di equiparazione. La nostra lingua mantiene ancora oggi tracce di questa epoca storica, ad esempio il termine capitale deriva dal latino “caput” cioè testa o capo di bestiame. Il termine pecunia, cioè denaro, deriva da “pecus” ovvero gregge dal quale deriva anche il termine “peculatum”, furto di bestiame. Gli studiosi linguisti sono andati oltre arrivando ad identificare la radice di origine indo-europea peku che significava “ ricchezza mobile personale” e solo in seguito il termine “pecus” fu usato per indicare i beni personali mobili dei pastori, le pecore appunto.</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Varie testimonianze storiche testimoniano il come venissero equiparati tra loro bestiame, schiavi ed altri oggetti. Ad esempio nell’ Iliade ( XXIII,703-705, 884-885) in occasione dei premi proposti da Achille nelle gare di tiro con l’arco una schiava che sapeva lavorare bene era valutata quattro buoi (I1. XXIII, v.705), un grande tripode di bronzo era valutato 12 buoi ( I1.XXIII, v.703), una lancia ed un labete valevano un bue mentre in generale per i cambi<span style="font-weight:bold;margin:0;padding:0;" class="Apple-style-span">una mucca era cambiata a 10 pecore.</span></p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">L’uso del bestiame come unità di misura aveva però le sue controindicazione. Con lo sviluppo del commercio, le maggiori esigenze ed i frequenti spostamenti delle popolazioni, questo semplice strumento di conto e di scambio iniziò ad essere inadeguato e laborioso. Se sulle grandi quantità era possibile arrivare ad un compromesso, nei piccoli commerci l’oggetto di scambio non si equiparava al valore minimo di un animale. Non è infatti facile girare con due pecore nel portafoglio, e non sempre si hanno 20 galline da dare in resto! Bisognava per cui trovare uno strumento che consentisse scambi più modesti. Di qui in avanti, grazie anche all’avvento della metallurgia con la nascita di officine attrezzate si diffuse rapidamente, per il baratto, il commercio, e soprattutto in ambito religioso (tributi e donazioni), l’utilizzo di oggetti in metallo. L’utilizzo di tale materiale aveva molti vantaggi, non era facilmente deperibile, poteva essere facilmente trasportabile senza cure particolari, era largamente conosciuto ed apprezzato e soprattutto era frazionabile. Ritrovamenti archeologici confermano che fin dal III millennio a.C., nel vicino Oriente ed in Egitto, piccoli pezzi d’oro e d’argento furono utilizzati come valori di scambio ed elementi di contabilità economicaIl passaggio dall’ utilizzo del bestiame ( o altre merci deperibili) al metallo non fu immediato, per molto tempo i due sistemi convissero tanto che in vari testi troviamo citate delle corrispondenze metallo- bestiame.</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">L’utilizzo del metallo, lavorato in anelli di rame ( fig 2), apparve in Asia minore attorno al 1770-1600 a.C, come forma di scambio. Una pittura murale del XV secolo a.C., rinvenuta nei pressi di Tebe (fig 3), ci testimonia l’utilizzo dell’anello monetario in Egitto. Nello stesso periodo gli Ebrei creano un’ unità pondometrica chiamata kikkar, il cui significato era anello. Nel continente africano, si utilizzavano piastre circolari di rame con foro al centro.</p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">I matematici sumeri (III millennio a.C.) seguiti da quelli babilonesi, credevano che il pallido argento fosse sacro alla divinità lunare, mentre l’oro, con i suoi bagliori di fuoco, fosse sacro alla divinità solare, in questo periodo cominciarono ad imporsi per il loro valore intrinseco i due metalli preziosi i quali erano particolarmente apprezzati per l’inattaccabilità rispetto ai processi d’ossidazione, lucentezza e malleabilità. Venne applicato tra oro ed argento il rapporto esistente tra l’anno solare ed il mese lunare con un cambio tra loro di 1 a 13,5. Quanto alle frazioni di peso i matematici presero d’esempio una spiga di grano, la quale forniva un insieme formato da unità uguali. Esempio: 180 chicchi di grano avrebbero dato un shiqlu (siclo), costituendo la base di conto dell’ argento, poi su doppia base sessagesimale 60 sicli avrebbero dato una mina dal peso di 463 gr, 60 mine davano un talento (pari a 648.000 chicchi di grano) unità di tale rilievo economico da richiedere una traduzione in oro. Il primo concetto di moneta furono dei blocchetti di metallo che valevano esattamente per il loro peso, il quale veniva verificato di volta in volta per assicurarsi che fosse corretto. Difatti i truffatori nascono molto prima della moneta!</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">A Babilonia troviamo il primo metallo-denaro utilizzato come mezzo di pagamento, il cui valore fisso era legato a quello dell’argento. I templi assunsero la funzione di banche deposito dove il popolo poteva portare l’eccedenza di prodotti e di metallo, i sacerdoti contabili aprivano un “conto corrente” e consegnavano delle tavolette di terracotta ( fig. 3 ), veri e propri titoli al portatore in cui veniva stabilita una quantità astratta di valore corrispondente alla merce depositata. Successivamente quando le persone volevano un altro tipo di prodotto depositato nel tempio si seguiva il procedimento inverso.</p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">Il codice di Hammurabi ( monarca sumero dal 1792 al 1750 a.C.) valuta i delitti e le <b>pene inflitte in valori monetari e ne viene fornita anche l’equivalenza in bestiame</b>, ad esempio una pena di un siclo corrispondeva ad un maiale, una pena di due sicli equivaleva ad un montone.Un documento in cuneiforme dice che Hammurrabi diede ai soldati della città di Mari degli anelli in argento e degli oggetti chiamati kaniktum ossia oggetti con marchi che ne stabilivano il peso. Questi oggetti avevano effettivamente un peso inferiore all’unità intera del siclo, o,8, 1,7,2,5 sicli ma l’autorità aveva arrotondato per eccesso indicando sempre unità intere da 1, 2, 3 sicli (con una sopravalutazione media del 20-30 %). Su tali oggetti mancava però il sigillo di garanzia dell’ autorità emittente e non si possono ancora considerare monete. I Kaniktum venivano scambiati spesso con beni di consumo, da qui la nascita di mercanti-banchieri che si specializzano nelle pratiche di intermediazioni monetarie, di prestiti e persino di assicurazioni.</p>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote">
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">In seguito (seconda metà del II millennio a.C.), fecero la loro comparsa in tutto il Mediterraneo i cosiddetti pani di rame di origine egeo-cretese. Si tratta di grossi rettangoli del peso variante tra i 10 ed i 36 kg, dallo spessore di circa 6 cm. I più antichi fra questi pani presentano una forma quasi perfettamente rettangolare, mentre i più recenti sono caratterizzati dai quattro angoli molto sviluppati (fig 3).</p>
</blockquote>
<p style="margin:0 0 15px;padding:0;">La forma che, originariamente attribuita alla forma di una pelle di bue stilizzata, serviva in realtà per migliorarne maneggevolezza ed era il risultato di una procedura di fusione in serie dove le punte degli angoli sviluppati erano facilmente separabili a materiale freddato. Questi pani ebbero una circolazione prevalentemente marittima e talvolta si trovano con iscrizioni lineari A e B o in alfabeto cipriota (dall’ isola del “Cuprum” = rame).Per quanto riguarda la provenienza di tali pani sono stati recentemente misurati gli isotopi di piombo, presente in piccola percentuale nei pani, scoprendo che ad eccezione degli esemplari più antichi, risalenti al quindicesimo sec. a.C , il rame proveniva esclusivamente dal distretto minerario di Apliki-Skouriotissa, nell’ isola di CiproUna testimonianza di questi oggetti è stata rinvenuta sia negli affreschi della tomba di Rekhmire presso Tebe risalenti al 1480-1450 a.C., sia in decorazioni bronzee greche arcaiche di Cipro. Non mancano le scoperte di tali oggetti in ambito nazionale. Infatti vari pani sono stati rinvenuti tra le rovine del nuraghe di Serra Ilxi in Sardegna. Uno dei rinvenimenti più sensazionali è avvenuto in due relitti presso la costa della Turchia dove sono stati recuperati complessivamente 384 pani dirame dal peso medio di 29 kg. , 120 lingotti convessi e vari lingotti di stagno</p>
<p style="text-align:center;margin:0 0 15px;padding:0;"><span style="font-weight:bold;text-decoration:underline;" class="Apple-style-span"><a href="http://www.zerorelativo.it" title="annunci baratto gratis,baratto gratis online,scambio permuta swapping online" target="_blank">Lo staff di ZR</a></span></p>
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