Cos'è lo swapping?

IL RESTO DEL CARLINO del 23 maggio 2007

Gli incontri si organizzano fra gruppi di amici, all'università o in rete. Soldi e carte di credito sono banditi, si paga con altri vestiti
"Per quella camicia ti do la mia giacca..."
Lo shopping adesso si fa col baratto. Il sistema viene dagli Stati Uniti, si chiama Swapping e ha già contagiato migliaia di giovani

Maglie, pantaloni, scarpe, giacche firmate, perfino costumi e biancheria. Al mercato del baratto c'è proprio tutto: griffato, scontatissimo, e già testato. La tecnica si chiama Swapping.
L'America l'ha scoperto da qualche anno, l'Inghilterra e la Svezia sono sulla scia. Ma anche l'Europa mediterranea, Italia compresa, comincia a strizzare l'occhio a questo genere di compravendita che consente di andare a fare spesa senza soldi in tasca nécarta di credito nel portafogli.

Si, perchéoggi c'è un modo nuovo, piùeconomico per poter sfoggiare maglie nuove ogni giorno. Scambiarsi i vestiti. Il principio e lo stesso che usano i bambini per la raccolta delle figurine: ne do una a te se tu ne dai una a me. Sono che invece dei volti dei calciatori c'è una felpa "poco usata" o un paio di jeans "nuovi mai indossati perchého sbagliato la taglia". In america lo Swapping sta spopolando soprattutto fra i piùgiovani, che in questo modo divertente e molto economico, oltre che estremamente pratico, possono permettersi di cambiare abito ogni giorno.
Ma come nasce un mercatino Swapping?
Di solito in modo spontaneo, sull'onda di una chiacchierata a scuola o con il passaparola su internet. I giovani si danno appuntamento in un luogo pubblico portando ciascuno il proprio insolito bagaglio: vestiti che non indossano più, o perchénon piacciono o perchévanno troppo larghi o troppo stretti, ma anche capi raccolti in casa, che nessuno utilizza più. Ognuno, poi, può scegliere dal sacco dell'altro ciò che piùgli piace e lo scambio è compiuto. In america la novità non è il baratto, tecnica già gettonatissima e usanza consolidata, ma il passaggio dello scambio di abiti dalla forma privata (di solito avveniva a casa di qualcuno, tra gruppi di amici, parenti, o comunque conoscenti ) a quella pubblica. Il baratto e diventato insomma un evento aperto a tutti, a cui tutti possono partecipare. Dal gioco al business, il passo è breve.

Oggi non sono piùgli studenti a scambiarsi i vestiti e lo Swapping è sempre più una mania collettiva. Che alcune aziende stanno tentando di trasformare in attività redditizia. Sempre negli usa c'è addirittura una catena di franchising che si occupa dello scambio di vestiti. Si chiama Swap-o-rama ed ha già contagiato New York e persino Gerusalemme. Non si tratta di semplici luoghi in cui la gente scambia i propri abiti con quelli degli altri. Qui ci sono anche angoli attrezzati per personalizzare i capi di abbigliamento con tanto di designer pronti a dare una mano creativa in caso di bisogno.
L'Italia sta a guardare, ma il richiamo del fashion è forte. Quella dello Swapping sembra essere la nuova tendenza che accomuna un target giovane e dinamico. Ma anche la nuova frontiera del business.

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