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ZR sui giornali


L'Espresso
IL BARATTO RINASCE ON LINE
di Federico Guerrini

[...]La community di Zero Relativo nasce invece nel 2006 grazie al lavoro di un barman pesarese, Paolo Severi. "Tutto è partito da una semplice intuizione" ricorda il fondatore: "Avevo un divano che non volevo gettare nella spazzatura e l'ho venduto online a un euro a una coppia di Bologna. Poi mi sono detto: e se al posto di un euro mi avessero dato un libro? Ho fatto alcune ricerche online, ma non ho trovato alcuna comunità di baratto simile a quella che avevo in mente, cosi mi sono adoperato per crearla io stesso." Oggi il sito /è gestito da un gruppo di amici riunitisi in associazione culturale e può contare su numeri piuttosto interessanti. "A giorni", continua Severi, festeggeremo i 20.000 iscritti di cui l'80% donne. Abbiamo circa 200.000 visite al mese e nel corso degli anni attraverso il sito sono stati effettuati 55.447 baratti, corrispondenti a circa 100.000 oggetti che hanno "allungato" il loro ciclo di vita, direi che possiamo essere soddisfatti". La filosofia alla base di Zero Relativo è "il tuo oggetto è la tua moneta"; è esclusa, per principio, qualsiasi forma di compravendita tramite vil pecunia.[...]

Cosmopolitan
Missione baratto
di Sara Ficocelli

Missione baratto: vivere un mese senza soldi, scambiando cose invece di comprarle! E' la sfida che ha raccolto la nostra Sara Ficocelli. Bilancio: €890 risparmiati e 13 nuovi amici guadagnati. [...]Un circuito di scambio parallelo a quello "danaroso", nato in Italia nel 2006 con il sito zerorelativo.it [...] Qui sono a casa mia che faccio "baratto live" di abiti e accessori con Lavinia e Francesca, le ragazze che ho contattato su zerorelativo.it. A destra le mie nuove amiche con le valigie piene.[...] 17 consigli per uno scambio felice. Paolo Severi fondatore di zerorelativo.it ci spiega le mosse giuste e gli errori più frequenti.[...]

Repubblica
Gli italiani che vivono gratis viaggio al mercato del no cost
di Vera Schiavazzi

Barattare gli oggetti che non servono più, scambiarsi libri film e cd ma anche le case per le vacanze. Dormire in albergo offrendosi di cucinare per gli ospiti. Sono sempre di più gli italiani che hanno deciso di vivere, per quanto possibile, senza denaro. Vi spieghiamo come
Si può vivere con un dollaro al giorno, come fanno in Africa e in Asia milioni di persone, oppure senza neanche quello, come fa orgogliosamente da sedici anni la tedesca Heidemarie Schwermer nella sua Dortmund. In Italia, l'avanguardia più organizzata di chi cerca di disintossicarsi dal denaro si concentra in una community, "zerorelativo", che ha raccolto quasi 15.000 aderenti, che chiamano se stessi "barter": si punta al baratto, allo swapping, ma anche allo scambio di servizi e di beni ai quali non si vuole attribuire un valore preciso. Vivere gratis, o comunque ottenere senza comprarle molte delle cose che servono per vivere e per divertirsi, è possibile. E non è detto che l'unica buona ragione per farlo sia una drammatica necessità. C'è chi è arrivato all'overdose da spreco dopo aver constatato ciò che si accumulava nei suoi armadi, chi non sopporta di veder buttare via cibo ancora buono, chi se la prende con i maghi della finanza e chi si è abituato a vivere limando ogni spesa e alla fine ha concluso che si può fare. L'idea, del resto, ha solide radici filosofiche e religiose: non è un caso se Torino Spiritualità, la rassegna torinese che ogni autunno ripropone incontri e riflessioni, abbia quest'anno come titolo "Gratis. Il fascino delle nostre mani vuote" (dal 22 al 26 settembre). Tra gli ospiti, uno dei profeti della "vita senza", Alberto Salza, antropologo e autore di "Niente. Come si vive quando manca tutto". "Presto dovremo darci da fare per recuperare la condivisione e lasciar perdere il profitto - racconta Salza dall'Africa - Alcune frange evolute della nostra società occidentale lo stanno già facendo, ma a mio parere è tardi. Me ne sono convinto proprio osservando la povertà africana: si può vivere con meno di un dollaro a condizione di essere lasciati in pace. E dato che queste persone sono vive hanno storie di successo che andrebbero portate a esempio di vita. A noi occorre una secca variazione di paradigma: se il denaro non produce più lavoro, il lavoro deve produrre benessere". Pian piano, qualcuno comincia a provarci. Paolo Severi, Valeria Marigo, Gabriele Banorri e Daf, gruppo fondatore di zerorelativo, hanno la loro base vicino a Pesaro, da dove partono per fiere e mercatini. Ma, soprattutto, insegnano ai loro seguaci come scambiare su Internet, come si rende desiderabile un vecchio paio di sci, come si misura l'affidabilità di un dog sitter. E un po' di filosofia: "Ogni cosa ha un valore che è diverso da quello del mercato. Usandola, scambiandola e riusandola ancora alleggeriamo il pianeta e non spendiamo". Qualcosa del genere la fanno, a Torino, quelli di ManàManà, associazione attiva ormai da quattro anni che propone "giornate senza denaro" durante le quali ognuno porta in piazza quel che vuole. A furia di esercitarsi, i torinesi sono giunti alla conclusione che il baratto è soltanto una tappa: "Il concetto di baratto può essere interpretato come una forma primitiva di commercio - dice il presidente di manàManà, Filippo Dionisio, che nella vita fa il consulente del lavoro e nel suo tempo libero il "militante del gratuito" - mentre quel che ci interessa è svincolare gli oggetti e i beni dal loro "prezzo". Quanto vale un'ora di favole raccontate ai bambini, o poter conservare un terrazzo fiorito per una persona anziana? Dipende da chi offre e da chi riceve". Ora l'associazione ha prodotto un "kit" a disposizione di chiunque voglia organizzare eventi "senza moneta", mentre il Comune di Torino, che ha sostenuto fin qui le giornate del baratto, le esporterà nei quartieri periferici, con l'idea di far uscire l'esperimento dalla "nicchia" del centro storico. In novembre, toccherà ai bed & breakfast italiani: decine di loro hanno aderito alla settimana del baratto, che ha il suo epicentro a Bosa, in Sardegna, dove è nata l'idea. Si viene ospitati in cambio di ciò che si sa fare, dalla cucina alla musica, dalle decorazioni alle conserve (www. settimanadelbaratto. it). Il Baratto Wine Day, invece, è nato a Genova e ora sta contagiando la Toscana e estendendosi ai produttori d'olio: ognuno porta le sue bottiglie e le scambia, seguono commenti e consigli online. Scambiare bottiglie, fumetti o vestiti alla Sex and the City, tuttavia, è relativamente facile. Ma che succede quando ciò di cui hai bisogno è un avvocato, o peggio un veterinario? Le cose si complicano, perché la legge italiana dissuade fortemente i professionisti dal lavorare gratis: "L'Ordine ci tollera, perché ci dedichiamo a persone come gli immigrati o i senzatetto che non si rivolgerebbero a un altro legale. Ma se promuovessimo apertamente il lavoro gratuito potremmo essere accusati di concorrenza sleale - spiega Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, che nel 2009 ha assistito senza parcella 2072 persone a Bologna e nelle altre sedi italiane - Lavoriamo ai margini, ma intanto crescono gli italiani che si rivolgono a noi, nel 2009 sono stati 178". Per i professionisti, dal dentista all'architetto, è per ora più facile scambiarsi favori tra pari, o lavorare nel volontariato. "Ma una nuova norma che favorisca il "pro bono", come negli Stati Uniti, consentendo a qualunque studio di dedicare gratis una parte del suo tempo a cause sociali che reputa interessanti sarebbe urgente", commenta Mumolo. Riportare il denaro al suo valore "relativo", uno tra i tanti, pur senza poterlo o volerlo eliminare, è invece l'obiettivo di un gruppo di intellettuali che ha in Florence Noiville, economista "pentita" e giornalista a Le Monde uno dei suoi esponenti più autorevoli. E' stata lei, col suo "Ho studiato economia e me ne pento", a dare il via a una riflessione che ha scosso le business school francesi: "E'da loro - dice Noiville - che dovrebbe arrivare un ripensamento. Mettere il denaro al primo posto delle nostre vite è stupido, ma è anche rischioso, mentre esperimenti come il microcredito non sarebbero mai nati se chi li ha lanciati avesse studiato in una business school!". Cristina Gabetti, giornalista torinese e americana, persegue lo stesso filone, che l'ha portata prima a scrivere "Tentativi di Eco Condotta" e ora a rivolgersi soprattutto ai bambini con corsi e manuali per "consumare meno e vivere meglio": "La fatica più grande è all'inizio, come in un training sportivo. Metti via il cibo avanzato e anziché usare metri di pellicola lo proteggi con un piatto rovesciato, che non costa nulla. Non usi detersivo quando non serve. E pian piano smetti di sentirti un "maniaco" e capisci che questa è l'unica strada da indicare anche ai tuoi figli". In Germania, Heidemarie Schwermer è più radicale: "Quando ho iniziato era un esperimento, vivere senza denaro per un anno. Ne sono passati 14 e continuo ancora. Il mio prossimo libro si intitola "Vivere senza denaro e con pienezza", e spiega come riesco non soltanto a mangiare e a vestirmi ma anche a leggere o a vedere i film che mi interessano, offrendo in cambio i miei servizi. Capisco che sia più difficile per una famiglia o un'intera collettività. Ma non impossibile". Anche le imprese possono farlo, e lo scambio gratuito può diventare modello, sostiene Mark Anspach, antropologo californiano ma bolognese d'adozione, autore di "A buon rendere": "Su "Eticambio", il sito che trovo più interessante, si attribuiscono ai beni da scambiare simbolici "gettoni", proprio per sganciarsi dal valore monetario. La International Reciprocal Trade Association è una rete con base americana di aziende che scambiano merci con altre, ma è la Svizzera il paese in cui la pratica è più radicata grazie alla Wir ("noi", in tedesco), una banca importante fondata fin dagli anni Trenta proprio per rispondere alla crisi". E Andrea Segré, presidente del Last Minute Market italiano (che a Torino organizzerà una cena in piazza per mille persone utilizzando cibo di recupero) conclude: "Il mercato che inquina e spreca ha in sé la sua medicina, il dono. Una pratica che, tra l'altro, crea relazioni positive e durature di debito e credito reciproco"

Valori
Senza moneta - Il baratto nell'era dell'opulenza
di Emanuele Isonio

DAL DIVANO GALEOTTO IL SUCCESSO DI ZERORELATIVO
DOVEVA DISFARSI DI UN DIVANO, ma gli dispiaceva andasse buttato perché era ancora in ottime condizioni. Le idee geniali molto spesso nascono per caso. La lampadina mentale di Paolo Severi, barista tra Iesolo e Pesaro, si è accesa in quel momento. Il divano l'ha venduto su Ebay a un euro. E poi ha pensato di costruire un sito per favorire gli scambi di oggetti (e servizi) tra utenti che vogliono usare il baratto per evitare spese inutili, aiutare l'ambiente e costruire nuove relazioni. Era il dicembre 2006. Dalla sua intuizione è nato Zerorelativo.it. Al sito ci si iscrive gratuitamente e da quel momento si possono proporre i propri oggetti e compilare una "lista di desideri" per agevolare i potenziali "barattanti" (o barter come li chiamano su Zerorelativo). Oltre al baratto, si possono donare cose senza volere nulla in cambio oppure prestarli per un certo periodo di tempo. I numeri testimoniano il successo dell'iniziativa: gli iscritti hanno superato quota 10 mila, le inserzioni sono oltre il doppio. E nell'ultimo anno sono stati conclusi 11 mila baratti, 838 doni e 32 prestiti. "Non immaginiamo un'utopistica società basata sul baratto", precisa Paolo Severi. "Il nostro vuole solo essere un invito a spendere in modo più intelligente i soldi e a fare più attenzione prima di disfarsi di qualcosa. Ciò che per noi vale zero, per altri può avere più valore (da cui il nome del sito, ndr). Il baratto può essere una forma di partecipazione e di emancipazione e orientare verso stili di vita e di consumo più attenti e consapevoli".

Il consumismo sfrenato ci ha fatto accumulare tanti, troppi oggetti, spesso nemmeno così utili. Internet amplia le possibilità di incontro tra le persone. La crisi ha fatto da catalizzatore di un fenomeno che ormai tocca tutte le fasce sociali. Un'opportunità per stili di vita più sobri.

PIUTTOSTO INSOLITO QUANTO AVVENUTO alla Casina Valadier di Roma l'8 novembre scorso. Per chi non lo sapesse, l'edificio neoclassico immerso nel cuore di Villa Borghese, con un panorama mozzafiato a due passi dal Pincio, ospita uno dei salotti buoni della Capitale. Non un posto per tutti. Quel giorno, nelle sue sale affrescate con pitture in stile pompeiano, si è svolto il primo swap party romano: una serata all'insegna del baratto di abiti usati. L'aspetto curioso è che vestiti, borse, scarpe erano tutti "griffati" e che le decine di donne accorse provenivano dalle classi benestanti. Forse è segno che la crisi economica ha colpito anche loro, ma anche la prova che il baratto, usato tradizionalmente nelle economie più elementari, sta tornando in voga anche negli Stati ricchi. Una moda più o meno contingente, per quanto riguarda gli swap party delle élite. Un modo per dare nuovo valore a oggetti e denaro, in molti altri casi.
Figlio del consumismo e della rete
"Questa nuova forma di baratto - spiega Piero Alessandrini, ordinario di Politica monetaria all'Università di Ancona - è ben diversa da quella tipica delle economie arretrate. Lì serve per la sussistenza.In questo caso siamo di fronte a un prodotto dell'eccesso di "mercatismo". Il consumismo sfrenato ha fatto accumulare stock eccessivi di beni e il baratto permette di "sgonfiare la bolla", allocando meglio tali risorse". Un figlio dell'opulenza, più che della crisi economica. "La fase di declino attuale ha funzionato da catalizzatore. Nei momenti di espansione, gli oggetti si acquistano e si gettano senza pensarci troppo. Gli sprechi sono enormi. Ora ricorrere al baratto è un modo per evitare che una riduzione del proprio reddito produca un peggioramento del livello di benessere", osserva Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica a Roma Tor Vergata. "Ma è chiaro che senza il precedente accumulo smodato di oggetti non ci sarebbe stato questo fenomeno". C'è però un altro elemento senza il quale il nuovo baratto non sarebbe decollato: internet. Basta un rapido giro in rete per trovare molte iniziative interessanti (vedi a pag. 42). Il perché è presto detto. Il maggior difetto del baratto sta nella necessità di una "doppia coincidenza di desideri": chi offre qualcosa deve trovare un altro a cui quell'oggetto interessa e che abbia allo stesso tempo una cosa da offrire in cambio, che sia di suo gradimento. "Le nuove tecnologie aiutano molto proprio perché agevolano l'incontro tra domanda e offerta" spiega Alessandrini. E Becchetti aggiunge: "Il baratto è tipico di un mercato locale. Il web amplia a dismisura questo mercato, elimina i confini territoriali (posso fare un baratto con chi è dall'altro capo del mondo), allenta i limiti temporali (posso mettere un annuncio e trovare la controparte dopo qualche settimana), risolve le ritrosie psicologiche. Lo scambio di cose usate è stato spesso accompagnato da un'umiliazione sociale, come fosse qualcosa di cui vergognarsi. Il web, garantendo l'anonimato, risolve il problema".Un danno per occupazione e Pil? A meno di non voler essere imperterriti difensori della moneta come unica merce di scambio, dalla diffusione del (nuovo) baratto c'è molto da guadagnare e ben poco da perdere. "Pensare di leggere questo fenomeno come una prova dell'inutilità della moneta sarebbe sbagliato perché provocherebbe una regressione della nostra società - osserva Alessandrini - ma certamente può far riflettere su nuovi modelli di vita, più sobri e sostenibili. Può aiutarci a ridare valore alle cose che possediamo e a farci valutare cosa davvero ci occorre". L'aspetto problematico, se mai, potrebbe essere legato ai possibili riflessi negativi sull'occupazione: se le persone si scambiano cose che prima avrebbero comprato ex novo, la domanda di nuovi prodotti chiaramente diminuisce. Ma, forse, è un falso problema: "La produzione non è fine a se stessa - spiega Becchetti - ma deve soddisfare bisogni reali. Il baratto può essere un utile strumento per indirizzare la produzione industriale verso settori innovativi che assicurino, da un lato, il valore economico, indispensabile per sostenere l'occupazione e il sistema di welfare. Ma che, allo stesso tempo, possano aumentare la qualità di vita e la sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo". L'aspetto paradossale della diffusione del baratto è piuttosto un altro. Quando due persone si scambiano beni già in loro possesso risparmiano denaro, creano utili momenti di condivisione e aumentano anche il proprio benessere, perché si disfano di ciò che non usano e ottengono qualcosa di più utile. In poche parole, sono più felici e più ricchi. L'unico a risentirne negativamente è il Prodotto interno lordo. "E' uno dei tanti esempi che evidenziano i limiti degli indicatori della mera produttività e l'incapacità del Pil di cogliere le reali variazioni nel nostro benessere", commenta Leonardo Becchetti. Ce n'è abbastanza per una domanda: non sarà finalmente ora di trovare un nuovo sistema di calcolo per la nostra ricchezza?

Terre di Mezzo - Street Magazine
L'esercito dei "barter"
di Laura Bellomi

Ho venduto il divano su Ebay per un euro. Se l'avessi scambiato, non dico con un altro divano ma anche solo con un libro, ci avrei guadagnato di più". Dopo un'esperienza cosi poco gratificante, Paolo Severi, insieme a un gruppo di amici che si definiscono "Eco sostenibili si, ma commercianti no di certo", ha realizzato il primo sito italiano di baratto online. In tre anni zerorelativo.it, ha raccolto quasi 10.000 annunci. E' un bazar speciale, sulle bancherelle virtuali la merce è senza prezzo. Lo slogan è:"Il tuo oggetto è la tua moneta". A cambiare da un prodotto all'altro, è invece il "valore relativo": "Sale in proporzione al bisogno che se ne ha. Specchi biciclette enciclopedie, sono i barter, ovvero i barattanti, a pattuire il valore e lo scambio", spiega Paolo. Niente trattative, al bando le promozioni sotto costo e i saldi: "La merce è essa stessa moneta di scambio, non si guadagna nulla in termini economici-conferma-. Una volta ho assistito allo scambio di uno scooter con un macinatoio, alla fine entrambi i barter erano soddisfatti". Come si baratta online? Innanzi tutto, per postare la proposta di scambio servono una foto e una descrizione precisa di ciò che si offre. Contemporaneamente si sbiciano le offerte degli altri barter e si contattano quelli che offrono ciò che più interessa. Truffa e merce che non arriva a destinazione? Può capitare, ma molto raramente. A dare garanzie sull'affidabilità di chi scambia, sono i barter stessi: Online ognuno è riconoscibile attraverso un profilo con tanto di feedback su puntualità, qualità della merce e commenti degli utenti. Una volta in contatto, i barter si mettono d'accordo per lo scambio merce, preferibilmente dal vivo: "Barattare è anche un modo per entrare in contatto con altre persone - fa notare l'ideatore di zerorelativo.it-, però se le distanze non lo consentono, si procede via posta". Vestiti per bambini, pentole, armadi, videoregistratori, testi universitari, antiquariato e figurine dei calciatori, zerorelativo.it non è l'unico portale di baratto. Da baratto-online.com (sezione auto francobolli ma anche abbigliamento) passando per scambiamoci.it (si baratta anche a tema bellezza e salute) e suesu.it (hobby e accessori le categorie più frequentate), la rete è ricca di siti che nascono con lo stesso motto: "Siamo ricchi di oggetti comprati o regalati che riempono le nostre case...ma non ci servono!". E se nelle gandi città come New York e Milano ad andare di moda è lo swapping, feste a base di scambio di vestiti e chiacchiere, basta dare un occhio a thewalkingtree.altavista.org, per rendersi conto che anche il baratto online ha le sue belle curiosità, una su tutte lo scambio delle piante. A ideare il primo sito italiano di "Piante in marcia" è stato Filippo Valenti, 36 anni, ingegnere con la passione per il verde. "Ho sempre apprezzato l'idea informatica dell'Open Source, allora mi sono detto perchè non fare la stessa cosa con le piante?". In apertura di sito, le schede di presentazione di piante e semi. Valenti ha cominciato con le piante grasse: "Ho fatto il casting dei miei cactus: per ciascuna ho scattato una foto e redatto un breve curriculum, ho invitato poi gli amici a fare la stessa cosa. Quando si è in partenza per le ferie o si deve traslocare, piuttosto che buttare via le piante la soluzione è scambiarle o regalarle. E cosi che è nato il baratto verde". Tanti portali, migliaia di barter, il baratto online nuova frontiera del commercio? "No è utopistico pensare di poter acquisire tutto con lo scambio-ammettono da zerorelativo.it-, però ci sono una serie di vantaggi inequivocabili: il baratto è economico e rispettoso di ambiente e risorse. Da nuova vita a oggetti che altrimenti finirebbero dimenticati nei cassetti".

Gazzetta dello Sport
La nuova moda del baratto Vivere senza soldi in tasca
La crisi fa tornare lo scambio: a teatro o in ferie, pagando con ció che si sa fare
di Francesco Rizzo

Barattando si impara. Non tanto a fare a meno del denaro, esercizio già noto a molti a causa della crisi, quanto a riflettere sul suo reale valore. Migliorando, magari, i rapporti fra le persone. Anche se il baratto ha tempi (lunghi) e modi, racconta chi lo pratica, che ormai abbiamo dimenticato. Ecco allora tre storie di iniziative basate su una filosofia valida anche fuori dalle secche della recessione. On line Zerorelativo.it è il sito sul baratto aperto da Paolo Severi, barman di Pesaro: 6379 iscritti, 2000 contatti al giorno, c'è chi scambia (o presta) oggetti, chi offre la colazione in cambio di ripetizioni o paga la baby-sitter con lezioni di shiatsu. "Il nostro invito è a consumare in modo piú critico e meno emotivo e a riutilizzare i propri oggetti, a beneficio anche dell' ambiente", spiega Severi. Vacanze A Bosa, in Sardegna, il bed&breakfast Villavilla Colle non ha listino prezzi. "Svincoliamo il valore delle persone dai soldi che hanno in tasca", racconta Alfredo Meschi, scultore e padrone di casa. Si paga con ció che si sa e si ama fare, non solo lavori manuali. "Abbiamo avuto cantanti jazz e maestri di kung fu, messi a disposizione del paese". Tutto esaurito fino a ottobre. Ma la formula potrebbe venir riproposta a novembre da 3000 altri esercizi che, contattati da bed-and-breakfast. it, stanno pensando a una "settimana del baratto". Teatro L' attrice toscana Elena Guerrini per due anni ha recitato nei poderi in cambio di cibo o vino. E di storie, confluite nel suo spettacolo sul mondo contadino Orti insorti (giovedí a Valle dei Casali, Roma; il 21 luglio a Reggio Emilia). Il biglietto si riceve a baratto, in cambio di torte, formaggio, frutti dell' orto di casa. Come al festival A Veglia, che l' attrice organizza in settembre nei cortili di Manciano (Gr). "Paghiamo gli attori con ció che porta la gente - dice la Guerrini -. Vivere senza soldi è utopia? Non sempre". 6379 gli iscritti a zerorelativo.it Il sito zerorelativo.it, che permette di barattare e prestare, ha 6379 iscritti e 7050 annunci. Le categorie in cui si baratta di piú: abbigliamento, prodotti fatti in casa, alimentari

MM - Università degli Studi di Milano
Dal low cost al no cost Milano riscopre l'usato
di Valeria Spotorno

[...] Poi l'idea: usare quelle creazioni come moneta di scambio. Fotografa i capi e li mette sul sito zerorelativo.it, la prima community italiana di baratto on-line. Nicoletta in arte Nicca, 45 anni, milanese, un matrimonio e un divorzio alle spalle, vede il gilet, se ne innamora: è fatta. Nicca e Luisa prima si scrivono alcune e-mail. Poi si incontrano nel bar vicino all'ufficio di Nico. Mentre racconta la sua esperienza, Nicoletta indossa il gilet di Luisa. "In cambio le ho dato un vasetto marocchino che ho comprato a Fes". Luisa non è l'unica "amica di baratto " di Nicoletta. C'è anche Laura che "ho visto solo in foto, sul suo profilo on-line", racconta Nico. Perché per scambiarsi oggetti non è necessario un incontro faccia a faccia. L'importante è che dall'altra parte dello schermo ci sia qualcuno che condivida gli stessi valori, uno stile di vita. Perché non si sceglie di barattare soltanto per risparmiare. Come è nato il baratto on-line In principio fu il divano. Usato. E il desiderio di leggere un buon libro. Impossibile scambiarli. Non per il diverso valore economico. "Quello non c'entra", racconta Paolo Severi, 36 anni, fondatore di zerorelativo.it. Nella vita è un barman precario: d'estate lavora a Iesolo, d'inverno a Pesaro. "Quel divano era quasi nuovo". Un peccato buttarlo. "Lo avrei anche regalato, magari in cambio di un libro". Più che disfarsi di un ingombro, Paolo voleva condividere un pezzo di vissuto. Ma all'epoca in Italia non esisteva un sito per scambiare gli oggetti. "Cosí ho messo il divano su Ebay". A un euro: una cifra irrisoria, simbolica. "Una coppia di Bologna ha visto l'annuncio ed è salita fino a Pesaro per ritirarlo". Da allora, il barista a tempo determinato è diventato il punto di riferimento per migliaia di persone che, come lui, vedono nel baratto lo strumento per sviluppare nuove relazioni. Ecosotenibilitá, riciclo, incontro, riduzione dell'indebitamento. Ecco le parole-chiave che stanno dietro al baratto e al sito zerorelativo.it. Paolo lo ha fondato nel 2006. Per un anno e mezzo lo ha portato avanti da solo e nel 2008 lo ha registrato nell'elenco dell'Agenzia delle entrate. Ora, gli aderenti alla community, detti "barter", sono 5.429. Divani, tavoli, libri, sedie e abiti usati: sono alcuni degli oggetti barattati. Come avviene lo scambio La posta è ancora il canale privilegiato. Con i tipici inconvenienti della spedizione: oggetti smarriti, consegne ritardate. Per non parlare dei costi. Una raccomandata va dai tre ai cinque euro. Ma se il pacco è voluminoso il prezzo lievita. Anche per questo, ma non solo, gli organizzatori di zero relativo. it spingono verso l'incontro vis-a-vis. La consegna è assicurata e il costo zero. Ameno che per arrivare in tempo all'appuntamento non si resti vittime di un incidente. E' quello che è successo a un ragazzo di Savona. "Lo stavo aspettando, ma lui non arrivava ", racconta Chiara, 23 anni, insegnante di danza a Milano. "Alla fine mi ha chiamata: aveva tamponato un'auto con la sua moto arancione. L'incontro, poi, è stato un mordi e fuggi", continua Chiara. "Mi ha consegnato un fagotto, si è preso il mio pacco ed è finita lí. Con Nicoletta, invece, è andata diversamente". Si sono incontrate in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano. Hanno guardato due vetrine insieme, bevuto un caffè e si sono fatte fotografare da un turista che passava di lí per caso. Prima di lasciarsi Chiara hamesso in borsa un correttore e due slip e ha consegnato a Nicoletta un portapenne a forma di delfino.[...]

Il Sole 24 Ore
E' di moda lo "swap party". La soluzione dello scambio. Il baratto in casa o nei locali pubblici.

Comprare senza spendere. Acquistare senza pagare. Riarredare la casa delle vacanze, cambiare il lettore MP3 o prendere lezioni di cinese senza mettere mano al portafoglio. Impossibile? No, basta ricorrere al baratto. Un conceetto che sa d'antico, su cui si è basata per decenni l'economia familiare e che ora è tornato prepotentemente di moda, colorandosi di nuove sfumature e avvalendosi dell'effetto moltiplicatore fornito dal web. Su internet crescono i siti che propongono scambi senza circolo di denaro, mentre dagli USA arriva la moda degli swap party, privati o pubblici, in cui ci si ritrova per scambiarsi oggetti e servizi. "Riciclare e scambiare sono diventate esigenze esistenziali in una societá sovrastata dalla spazzatura e sono l'occasione per riflettere sul valore degli oggetti" spiega Stefano Pesce, socio di Teranga, che a Mestre gestisce dal 2005 un bar allestito con materiali di recupero: qui ci si scambia di tutto, dai libri ai mobili e ogni anno s'organizza una festa del baratto, in cui s'impara a creare nuovi oggetti partendo da quelli scartati. "Il baratto è un'occasione per mettere in circolo sensibilitá ed esperienze, e crea una rete sociale che dá vita a nuove relazioni e stimola la creativitá" aggiunge Francesco Gaudino, ideatore di www.viveregratis.it nella cui sezione barattopoli, si scambia dalla bigiotteria alla casa per le vacanze, dai mobili all'automobile. "E' un servizio che sta andando molto bene, soprattutto da sei mesi aggiunge Gaudino. Sono i navigatori a inserire descrizione e foto degli oggetti che vogliono barattare e a togliere l'annuncio una volta che è superato". Tutto a costo zero. Simili il funzionamento di www.zerorelativo.it, la prima community italiana di baratto on line che propone anche il prestito gratuito di oggetti tra concittadini: si inserisce quel che si offre o quello che si cerca, si aspetta il contatto e poi ci si accorda su modalitá e tempi di consegna-ritiro. Più mirato al fashion www.iloveshopping.bo.it/swapclub, riservato ad abiti e accessori alla moda e che importa sul web una formula di gran successo negli USA, quella degli swap parties, a cui Visa dedica addirittura dei temporary shop che allestisce periodicamente alcune capitali europee, come Londra e Berlino. Niente bancarelle;: ci si da appuntamento a casa e, tra una tartina e un cocktail, amici e conoscenti si scambiano cellulari e vestiti, borsette e carrozzine, ossia quanto resta di acquisti sbagliati, libri giá letti, dischi troppo ascoltati, oggetti mai utilizzati. In Italia gli swap parties iniziano a diffondersi solo ora: spesso sono organizzati tramite Facebook, ma c'è chi ne sta facendo un business in locali pubblici e fast-food: si paga una quota di iscrizione di 15-20 Euro e si portano capi e accessori di cui ci si vuole disfare. Gli organizzatori selezionano quelli migliori assegnano a ogni partecipante un tavolino dove esporre la merce. "Lo swapping è considerato chic, è in espansione e sta estendendosi in tutti i settori, dal cibo al make-up" spiega Chiara Battelli di Atelier del Riciclo, che si occupa anche di swap party. I suoi plus? Aiuta a vivere in modo sostenibile, favorisce il consumo senza consumismo e rappresenta un'occasione per socializzare condividendo valori, oggetti, idee, tempo e divertimento". La pensa così anche il sindaco di Genova, Marta Vincenti, che ha lanciato l'idea di realizzare nei vari quartieri cittadini negozi per i ragazzi, dove possano scambiare i propri abiti e le proprie creazioni. Senza spendere un centesimo.

What's Up
Il ritorno (in gran voga) del baratto
di Elsa Piccione

[...] Insomma, di tutto e di più, anche la prima community italiana del baratto online: Zerorelativo. Sul portale www.zerorelativo.it i barter (la definizione degli utenti che barattano), una volta iscritti, possono effettuare scambi o prestiti di oggetti, utensili e prestazioni professionali. E' bandita la circolazione di monete, assegni, carte di credito, del denaro insomma. Incuriositi siamo andati a trovare il responsabile e ideatore della community Zerorelativo, Paolo Severi.

Nell'antichità gli oggetti avevano un valore sacro, tanto che in Egitto venivano seppelliti assieme al sarcofago del Faraone. Nel Secolo dell'usa e getta il baratto può permettere ai giovani di dare un valore più alto a ciò che si possiede?
Il baratto è un'azione ad alto valore educativo. E attraverso di esso si è "costretti" a valutare l'oggetto sotto altri punti di vista, a trovarne i pregi che ancora possiede, a rigirarselo fra le mani per capire come questo oggetto può diventare moneta per fare altri scambi. Il baratto è un gesto ludico. e zerorelativo punta ad educare promuovendo forme economiche alternative che mettono al centro dell'operazione persone che, come recita il nostro motto "io non ho bisogno di denaro", cercano alternative al consumismo sfrenato.

Da bambini ci dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Perché allora in community come quella di Zerorelativo che permettono di scambiare e barattare oggetti tutti si fidano reciprocamente? Cosa spinge alla condivisione?
Gli utenti di zerorelativo fanno parte di una community evoluta che avvicina chi ha giá seguito un certo percorso. Le relazioni nascono barattando, esattamente come avviene con le figurine per i bambini. Questo richiede una trattativa e argomentazioni alternative, magari più difficoltose rispetto ad una compravendita, ma che creano un legame forte e che unisce.

Il nome della vostra community Zerorelativo indica l'assenza per gli oggetti barattati di un valore attribuito dal mercato. Si può affermare che la community abbia successo perché rappresenta un argine al bombardamento pubblicitario che dá valore di mercato anche alla cosa più frivola?
Il mercato attribuisce dei valori che non sono i nostri, deve vendere e produrre sempre di più, una follia spacciata per virtù. La pubblicitá in generale, non fa altro che spingerci in questa direzione, che è chiaramente quella più redditizia per alcuni. Viviamo nei miraggi di risparmi e offerte, nell'abuso di "gratis" e "tasso zero" che in realtá non esistono. Nessuno, noi compresi, ne è esente, ma chi si avvicina alla nostra community e ha la volontá di portare a termine i suoi baratti, alimenta un sistema e una consapevolezza che lo aiutano a difendersi.

Max
20 cose trendy - Tutto quello che sarà cool nel 2009. Secondo Max
di Manuela Florio

4. L'arte del baratto
E-bay non basta piú. Per fronteggiare la crisi e non buttare via niente c'è rimasto soltanto il baratto. Anche quello on line. Uno dei siti piú seri è www.zerorelativo.it. Con obbligo di registrazione.

Il Consapevole
ZeroRelativo. La community del baratto on line
di Monica Di Bari

Barattare oggetti e servizi: una buona pratica di decrescita che è possibile portare avanti, oggi, anche grazie all'utilizzo della rete. Internet ci dà una mano nel mettere in contatto "a distanza" domanda e offerta e nel creare uno spazio di buone pratiche che supera i confini del web. ZeroRelativo (www.zerorelativo.it) è un portale dedicato al baratto. Qui molti oggetti non muoiono in discarica, ma rinascono ad ogni scambio: vecchi sci, elettrodomestici, mobili, libri, cd, biciclette e molto altro. C'è anche la possibilità di barattare giorni in case al mare o in montagna oppure servizi e consulenze: Paolo, ad esempio, offre una consulenza gratuita per migliorare la qualità dell'acqua domestica e Monia, terapista, propone massaggi e trattamenti per la cervicale in cambio di lezioni di chitarra. I barter, gli utenti che barattano o donano all'interno di ZeroRelativo, possono scegliere se donare senza volere nulla in cambio, valutare in un secondo momento proposte, oppure indicare da subito nell'annuncio l'oggetto o la prestazione che desiderano ricevere in cambio. Bastano pochi clic per inserire il proprio annuncio, rispondere a quelli già presenti oppure semplicemente leggere informazioni approfondite sulla storia del baratto e su esperienze concrete di scambi non monetari. Prendere in prestito, scambiare e barattare mettono in relazione le persone tra di loro e con l'Ambiente: riutilizzare gli oggetti è un passo importante per de-crescere l'incontrollata produzione industriale rivolta a un consumo di massa individuale; lo scambio è scelta obbligata per de-crescere le montagne di rifiuti che il sistema ci induce inconsapevolmente a produrre. Inoltre il baratto è decrescita perché ci riporta al tempo in cui le persone avevano bisogno l'una dell'altra per condividere - attraverso uno scambio equo e concreto - cibo, generi di prima necessità, saperi e conoscenze. Contro la filosofia usa e getta, capace di distruggere legami sociali e l'ambiente in cui viviamo, Paolo Severi - ideatore di ZeroRelativo - racconta questa esperienza pratica, fatta di azioni concrete dentro e fuori dal web: ecco come un annuncio su ZeroRelativo "può valere più di mille parole"!

Ho letto che ZeroRelativo nasce da una tua idea. Puoi dirmi di cosa ti occupi e come hai avuto l'idea di promuovere una community del baratto?
Le mie esperienze lavorative provengono da un ambiente completamente diverso, ho sempre lavorato come barman e mi piace farlo; in passato mi interessavo a transizioni on line e mi ha affascinato l'idea di poter scambiare oggetti che non utilizzavo più con altro: un po' come scambiare figurine, con la stessa leggerezza e la stessa soddisfazione. Un giorno ho venduto on line un divano a un euro: aveva un valore commerciale irrisorio, era "fuori moda", ma in buono stato: piuttosto che buttarlo l'avrei scambiato volentieri, anche con un libro; da qui è scattata l'intuizione che mi ha portato a dar vita a una community del baratto. Internet - per la sua facilità d'interazione e per il contatto con potenziali milioni di persone - è l'unico mezzo in cui lo scambio può avvenire con rapidità, e con la sicurezza di trovare un punto d'incontro fra il tuo oggetto e l'oggetto di chi vuole scambiare con te.

Puoi dirmi qualcosa a proposito del nome del portale? perché hai scelto ZeroRelativo?
Mi piaceva un nome che contenesse lo "Zero": come il valore di tante cose che, per logiche commerciali, sono fuori mercato. "Relativo" perché ognuno, attraverso il baratto, attribuisce a un oggetto il valore che ritiene più opportuno. L'unica aspetto "non relativo" è la passione con cui porto avanti questo progetto.

Quante persone hanno avuto accesso a ZeroRelativo e quanti baratti sono stati realizzati fino ad ora?
Siamo on line dal 12 dicembre 2006 e abbiamo avuto 100.000 visite, 2.300 barter iscritti e più di 3.200 annunci di baratto. I baratti realizzati finora sono 280. Considerato che tutto questo è avvenuto rispettando la nostra mission "a costo zero", direi che i risultati sono stati buoni. Ora abbiamo in progetto un nuovo sito: più intuitivo e più veloce da usare.

In che modo, secondo te, il baratto via internet mette in relazione le persone?
I barter si mettono in relazione fra loro scambiando oggetti o prestazioni. Gli scambi non si basano su una compravendita economica e monetaria, ma richiedono una trattativa e argomentazioni "alternative" per poter raggiungere un accordo di scambio: questo crea un legame che può essere l'inizio di una conoscenza e di una collaborazione.

ZeroRelativo promuove anche delle occasioni di contatto diretto, in carne ed ossa, tra gli utenti? Puoi farmi degli esempi?
Quando è possibile cerchiamo di cogliere tutte le occasioni per uscire dal web. Abbiamo iniziato esponendo il nostro bannerone alla Fiera della Sostenibilità di Fano. Ad Alessandria abbiamo partecipato alla manifestazione Eco-Lavori; a Trento e Milano, a Fa' la cosa giusta! L'occasione più recente è stata quella di Terra Futura, lo scorso maggio, a Firenze (qualcuno ha affermato che eravamo la vera novità della fiera): qui ci sono venuti a trovare tanti barter toscani ed è nato anche uno scambio off line che ci ha permesso di barattare un sacco di oggetti. Tra i baratti più divertenti ricordo quelli con i bambini: una bimba per il suo palloncino voleva tutto quello che era esposto: una vera affarista! Un altro bambino ha barattato il suo furgoncino trainato dalla corda con il libro delle fiabe. Apparentemente piccoli gesti, ma che racchiudono azioni importanti.

L'inserimento di un annuncio su ZeroRelativo ha un alto valore educativo e simbolicamente vale più di mille parole!

Il Salvagente
Il giocattolo? Barattiamolo

di Linda Grilli
Perchè gettare i giocattoli "dismessi" ma ancora funzionanti? O nascondere in fondo al garage la prima biciclettina, ormai troppo piccola, ma sempre in ottimo stato? E dove mettere i vestitini, usati pochissimo, ma decisamente troppo stretti (o troppo corti) per essere ancora indossati? Se anche a voi dispiace buttare queste cose e non conoscete nessuna associazione disposta a raccoglierle per regalarle, ecco un'idea davvero insolita e divertente, nella quale potrete coinvolgere e divertire anche i bambini.
Stiamo parlando del baratto, ovvero lo scambio di beni senza l'uso di moneta: una pratica antica, che si perde nella notte dei tempi, oggi rispolverata in chiave tecnologica sul sito internet di ZeroRelativo, www.zerorelativo.it. Qui i bambini - nella sezione Kindergarten & Bebè appositamente creata - potranno divertirsi, con l'aiuto di genitori o degli insegnanti, a scambiare giocattoli, vestiti, attrezzature per il tempo libero, vecchi libri e altri oggetti di uso quotidiano.

Spiega Paolo Severi, responsabile del sito: "I bambini non sono ancora influenzati dal valore economico degli oggetti: scambiano cose con facilità, proponendo trattative con grande naturalezza a seconda dei vari bisogni. A una fiera sul consumo sostenibile, abbiamo conosciuto una bimba che, per il suo palloncino, voleva tutto quello che era esposto. Una vera affarista. Ma anche il bambino, pià grande, che disposto a cedere un furgoncino trainato dalla corda per un libro di fiabe".
Il baratto, dice Severi, presuppone il riuso degli oggetti; "E' un azione che racchiude un gesto ad alto valore educativo. Cappottini, corredini, passeggini, giocattoli e tutti gli oggetti del bambino "consumista", spesso vengobno ammucchiati in un angolo della casa: attraverso il nostro sito possono essere scambiati o donati. Ed à veramente un piacere farlo in compagnia dei genitori o, in alternativa, con i compagni di classe sotto la supervisione dell'insegnante". Se l'idea vi piace, ecco come funziona.Per prima cosa ci si registra sul sito, poi si mettono online le foto e la descrizione dettagliata dell'oggetto che si desidera scambiare. Il passaggio successivo è la scelta tra le diverse condizioni di scambio: accettare qualsiasi proposta di scambio e valutare quelle che arrivano; accettare scambi solo con un certo oggetto richiesto; donare l'oggetto senza pretendere nulla in cambio. I contatti fra gli "acquirenti" vengono gestiti in modo telematico, nel pieno rispetto della privacy: una volta concluso il baratto, si concordano le modalità di consegna del bene e il gioco è fatto. Generalmente gli oggetti vengono spediti, ma ci si può anche accordare per il ritiro di persona, magari con l'occasione di una bella merenda. Il sistema è gratuito al 100%: le inserzioni inserite saranno valide - e quindi visibili online - per 30 giorni, poi à necessario rinnovarle.

Il Fai è d'accordo e ha un progetto

Il baratto fra bambini proposto da ZeroRelativo piace anche al FAI, il Fondo per l'Ambiente Italiano. Detto e fatto: l'associazione di tutela del patrimonio artistico, culurale e naturalistico d'Italia lo ha inserito - come esempio da mettere in pratica nel percorso interattivo "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" - nel progetto Fai la tua parte! Acqua & Energia, rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado e realizzato in partnership con Indesit Company. Partecipare al progetto è semplice: basta richiedere al Fai il kit guida pià cd rom interattivo con le informazioni, gli spunti di lavoro e i suggerimenti comportamentali sul tema dell'acqua e dell'energia. Il materiale puà essere utilizzato a scuola e a casa per mettere in praticoa le conoscenze acquisite e condividerle con la famiglia. Le classi possono anche creare un proprio carnet di buone azioni convalidate dall'insegnante: tra le migliori comunicate al Fai, alcune saranno tradotte in azioni ecologiche concrete di rispetto ambientale. Per le informazioni: Fai, viale Coni Zugna 5, Milano; tel. 02/4676151, e-mail internet@fondoambiente.it.

Nòva, il Sole 24 Ore
La rivincita digitale del baratto
di Domenico Fabbricini

Ha fatto il giro del mondo, un paio di anni fa, la storia di Kyle MacDonald, un ragazzo canadese di 26 anni che pur essendo disoccupato voleva una casa tutta sua. Armatosi di pazienza ha avuto unàidea illuminante per realizzare il suo desiderio: prendere spunto da un gioco molto diffuso tra i bambini, àBigger and Betterà ( lo scambio di oggetti con altri sempre più grandi), e partire da una semplice graffetta rossa per arrivare ad una casa. Solo con il baratto. Ha messo l'annuncio su Craiglist e da li è partita la sua avventura, documentata passo dopo passo su un blog (http://oneredpaperclip.blogspot.com). Passando tra barbecue, kit da party, un furgoncino e svariati oggetti, in 14 passaggi durati circa un anno, MacDonald ha realizzato il proprio sogno e ora possiede una casa nel comune canadese di Kipling, scambiata con una parte nel film del regista Corbin Bernsen. La storia è già divenuta un libro e si appresta a diventare un film.
L'antica arte del baratto ha fatto la storia del commercio prima dell'avvento della moneta ed è sopravvissuta fino a noi soprattutto nel gioco dei bambini (come dimenticare il famoso celo, celo, manca) e in più ecologiche soluzioni di riciclo e di oggetti non più utilizzati. I tempi cambiano e, in un era in cui tutto si trasforma in digitale, anche il baratto approda su internet.

E' nato cosi ZeroRelativo.it, la prima community italiana del baratto online: è vietato qualunque utilizzo di denaro e le inserzioni sono gratuite. In un periodo in cui si parla molto di consumo sostenibile, il baratto può tornare di moda come strumento per evitare gli sprechi. "Tutto si riutilizza. Tutto si scambia. Niente si butta" la filosofia dei fondatori. "Mi piaceva che ci fosse la parola "Zero" nel nome "Relativo" perché ognuno può assegnare a un oggetto un valore diverso. L'idea mi è venuta dopo aver venduto online un vecchio divano a un euro: se lo avessi scambiato con un libro o un cd probabilmente ci avrei guadagnato - racconta Paolo Severi, barman di Pesaro, fondatore e amministratore delegato di ZeroRelativo.it - Siamo online da quasi due anni e possiamo dire di aver aprerto la strada a una nuova tendenza. A oggi contiamo 1300 iscritti, 2500 annunci e circa 90.000 contatti, ma possiamo fare di più. Tra gli scambi più curiosi, Severi ricorda "un libro per cinque paia di mutande, i prodotti della propria terra per uova di gallina, mentre una signora ha scambiato la propria abilità in cucina per un soggiorno a Parigi. Non c'è limite alla fantasia". E chissà che qualcuno non prenda spunto dall'esperienza di MacDonald: "E' difficile perché in Italia non si cede un oggetto se non si è prima certi di riceverne un altro di egual valore - conclude Severi - Ma non escludo che, con un buon allenamento, si possano raggiungere risultati soddisfacenti".
ZR sui giornali

Ventiquattro, il Sole 24 ore
Pazza Ikea
di Stefano Milanesi

E' tornato in auge il baratto, praticato tra amici o tra sconosciuti su internet. Lo promuove addirittura il gruppo svedese, che ad Amsterdam ha organizzato la prima giornata dedicata ai mobili usati, di qualunque marca.[...]
Si baratta per risparmiare, per consumare di meno, per divertirsi. A farlo è un numero sempre più ampio di persone di ogni età ed estrazione sociale. Tra gli oggetti pià scambiati a primo posto figurano abiti e articoli tecnologici, come conferma Paolo Severi, fondatore di ZeroRelativo, una delle prime comunità italiane di baratto online (ndr à la prima). Severi, quando à riuscito a vendere il suo divano attraverso internet a un euro, ha avuto l'illuminazione: "Era un oggetto dal valore commerciale irrisorio, ma ancora in ottimo stato. Non aveva senso gettarlo solo perchà fuori moda, l'avrei scambiato anche solo con un libro. Cosà à nata l'idea di ZeroRelativo, che funziona come una piazza virtuale. Il baratto pià bello? Uova fresche contro verdure dell'orto". [...]

.ECO
Baratto online su ZeroRelativo
di Paolo Severi
ZeroRelativo è il portale che mette in comunicazione chi vuole scambiare e barattare i propri oggetti o servizi. E' nato da un mio progetto, che si è sviluppato e ha preso forma da una serie di eventi: l' idea di un portale internet, uno scambio avvenuto, l'utopia di trattative dove il denaro fosse marginale, l'idea di fare un sito usabile e semplice.
La molla è scattata dopo un divano venduto online a un euro. Il valore economico di quell'oggetto era irrisorio e se al posto di quell 'euro mi avessero proposto un libro o un cd avrei sicuramente accettato. L' ha "comprato" una coppia di Bologna che si è fatta 150 Km per ritirare un divano che, per loro, aveva un valore molto pià alto della cifra simbolica che ho ricevuto. E che hanno dato àin pastoà ai bambini nella loro stanza dei giochi.
Mi sono sempre piaciute le transazioni on line e mi ha sempre affascinato l'idea di poter scambiare cose che non mi servono con altre cose. Un poà come scambiare figurine da piccoli, con la stessa leggerezza e con lo stesso grado di soddisfazione. Internet è l'unico mezzo che permette di utilizzare il sistema del baratto nelle transazioni quotidiane. In rete il concetto di piccola comunità non esiste e puoi potenzialmente metterti in contatto con milioni di persone, velocemente, che potrebbero offrirti quello che ti serve al posto del tuo, mettiamo, inutilizzato divano. ZeroRelativo è un progetto ad alto valore educativo.
Chi ci utilizza compie un' azione concreta che denota sensibilità verso uno stile di vita più attento. Ci sono gli effetti speciali, cose che ti lasciano basito e ammirato come, per esempio, il proiettore di immagini nato nel campo della pasticceria. E la cosa pià bella sono proprio gli oggetti ai quali non pensi, che restano per anni imboscati nelle cassettiere, nellàultimo vano di una cassapanca o in soffitta. Su ZR diventano plausibili e importanti, riprendono vita e valore, si ritagliano un posto nel mondo, e ti rendi conto che si tratta della maggior parte delle cose che hai visto e che ti hanno circondato, che ti hanno accompagnato e magari di colpo sono scomparse.
Quegli oggetti sono il nostro piccolo capitale. E hanno un valore. Uno zero in euro non significa che il valore sia "zero" in senso assoluto. Da quando siamo nati abbiamo avuto 80.000 contatti. Gli iscritti, ad oggi, sono 1100 provenienti da tutta Italia, una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. Il baratto à online. ZR ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici nazionali, da quelli legati a tematiche ambientali e no profit, come Vita, Carta e La Nuova Ecologia a quelli pià generalisti Glamour, Gioia, Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, che ci ha dedicato un servizio all'interno del programma "Pixel Teconologia Sostenibile", che ci ha definito "Il paradiso dello scambio e del baratto". Poi la radio, Radio Rai3 con un mio intervento, in diretta, sul tema "Economia della Felicità" e la radio online di Microsoft, in una recensione ha definito ZeroRelativo il primo sito di baratto telematico. Non ultimo anche l'aspetto economico. ZeroRelativo fino ad ora è stato totalmente autofinanziato, non ci sono fastidiosi banner di contorno e non si pagano, ne si pagheranno mai, le inserzioni. Questa à la migliore garanzia della serietà e dell'unicità di ZeroRelativo.
La domanda ricorrente Voi cosa ci guadagnate? Per il momento la nostra soddisfazione è aver creato un progetto importante, ironicamente potrei rispondere che neppure Google, quando è nato, sapeva quale sarebbe stata la sua fonte di reddito. Ora, làeventuale supporto di enti, privati o webmaster sarà benvenuto.

Il Resto del Carlino
Il portale ZeroRelativo ideato da Paolo Severi
Genio di un barista: ecco il sito-baratto
di Francesca Pedini

Un'idea geniale, che ha valicato ben presto i confini comunali, coinvolgendo un numero straordinario di persone. E' venuta a Paolo Severi, giovane intraprendente barista pesarese, che nel 2006 ha realizzato "ZeroRelativo" la prima community italiana di scambio e baratto competamente gratuita. Collegandosi al sito (www.ZeroRelativo.it) è possibile mettersi in contatto con chiunque voglia scambiare oggetti di cui vuole liberarsi: un frigo per una bici e perfino un libro per cinque paia di mutande nuove. La "rivoluzione" è che ZeroRelativo è gratis, non fa guadagnare denaro né all'autore né agli utenti, se non l'oggetto di scambio. Cosi, se si ha un mobile ho una bici che non si utilizza più, lo si può inserire nella pagina degli annunci e barattarlo. Il regolamento è rigido: non si accettano inserzioni con prezzi. Fino ad oggi il sito ha avuto 80.000 contatti con 1100 iscritti provenienti da tutta Italia e una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. "Il sito - racconta Paolo Severi - si propone di ridare stima agli oggetti inutilizzati. Vuole "allenare" ad un consumo critico e "sdoganare" una forma di commercio che può essere concretamente applicata alla vita quotidiana". Come è nata l'idea? "Ha preso forma da una serie di eventi: L'interesse per il web, uno scambio avvenuto e l'utopia di trattative dove il denaro fosse marginale. La molla è scattata dopo un divano venduto online a 1 euro. Aveva un valore irrisorio, era "fuori moda" ma in buono stato, e piuttosto che buttarlo, l'avrei scambiato anche con un libro. In quel sito non era previsto, ed ecco che ho deciso di farlo io. Internet, per la sua facilità di interazione e contatto con milioni di persone, è l'unico mezzo dove lo scambio può avvenire con rapidità. Il limite del baratto è la piccola comunità di riferimento, in rete questo puà essere facilmente superato". Questo sito internet ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici e media nazionali. Ne hanno parlato giornali a tematica ambientale e no profit, come Vita,Carta,La nuova ecologia, ma anche quelli più generalisti come Glamour,Gioia,Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, con un servizio all'interno del programma "Pixel - Tecnologia Sostenibile" definendoci "Il paradiso dello scambio e del baratto". Poi Radio Rai 3 e la Radio online di Microsoft. Càà qualcuno che ha cercato di barare e sfruttare làidea? àFinora non à mai accaduto proprio perchà ZeroRelativo non fa business, ma offre un servizio ad elevato valore aggiunto ed educativo. (Tutto si riutilizza, tutto si scambia, niente si butta) Naturalmente devo ringraziare del successo molti amici tra cui Valeria, Massimiliano,Luigi e Lorenzo, per la loro collaborazione e il loro supporto.

Ora parte una sezione dedicata ai bambini
Nel sito di ZeroRelativo si può scambiare tutto quello che può essere trattato in un sito di e-commerce, con l'unica differenza che qui il denaro non è il mezzo di pagamento della trattativa. Sono stati scambiati televisori, libri, pezzi di arredo e di computer, cd, prodotti erboristici. Addirittura, - racconta làideatore Paolo Severi che ha vissuto l'esperienza in prima persona - con un libro ho avuto 5 paia di mutande. Ovviamente nuove e inscatolate. Sono stati donati oggetti come telefoni, cuffie, modem, divani, accessori d'abbigliamento o per il computer. Sono state anche offerte prestazioni lavorative, come la signora che barattava la sua esperienza di cuoca per un alloggio a Parigi". Da qualche tempo l'offerta è stata ampliata aprendo una sezione particolare dedicata alle cose per bambini. "Si - conferma Severi - ora per i "baby consumatori" c'è uno spazio dove i genitori possono scambiare o ricercare tutto quello che riguarda l'infanzia". Chi paga le spese di spedizione? "Sono a proprio carico, ma si può anche scambiare l'oggetto di persona".

JACK
Fare affari in Italia? Qui si può:
www.ZeroRelativo.it

Attivo da circa un anno, è stato il primo portale italiano esclusivamente dedicato al baratto. E' gratuito e in cerca di visibilità, come testimoniano le partecipazioni alle fiere e ai mercatini del settore. Il motto? "Io non ho bisogno di denaro"

GIOIA
Baratti scambi e strategie per vivere quasi gratis
Cosa mi dai in cambio?

"Barattare è anche un'arte. Roberto, sulle pagine di www.ZeroRelativo.it, una delle community italiane dedicate allo scambio, accanto la foto della prua di una bella barca ha messo questo annuncio: "ospito due persone sulla mia barca a vela di 10 metri in cambio di una revisione generale dell'impianto di riscaldamento, fatto da qualificato esperto". Poi c'è Lidia che scambia 4 mazzi di tarocchi con "libri dettagliati" (sempre sui tarocchi) e una divinazione telefonica con "quello che volete, si accettano proposte". Molto glocal il seguente messaggio:"baratto grani di kefir per produrre un litro di kefir d'acqua con limoni non trattati, naturali", con annessa spiegazione della bevanda kefir d'acqua. "Si è vero, i nostri utenti scambiano veramente di tutto", conferma Paolo Severi, ex barman e fondatore di ZeroRelativo, che proprio in questi giorni, compie un anno."L'idea della community mi è venuta da un episodio legato a un divano.Volevo liberarmene e l'ho messo in vendita su eBay a 1 euro. E' arrivata il giorno dopo una coppia a prenderselo e, in quell'occasione, ho realizzato che avrei potuto barattarlo con qualcosa che magari a loro non serviva più, ma a me poteva piacere. Un cd, un libro. Tutto si può riutilizzare e può godere di una nuova vita"

GLAMOUR
Soldi Provocazioni
L'amica invisibile

On line, su ZeroRelativo - Voleva cambiare il divano e non sapeva a chi dare quello vecchio. Cosi Paolo Severi, 34 anni, barman di professione e swappista per passione ha creato www.zerorelativo.it, il primo sito italiano dedicato al baratto digitale E le reazioni? "Ottime. La gente ha sempre piu' voglia di combattere gli sprechi".

GLAMOUR
Easy Easy Trend
Il baratto online
Ovvero: come essere molto cool senza fatica. Ecco le tendenze più calde a portata di mano. Dalla moda alle mete.

...E' nato www.ZeroRelativo.it, il primo sito italiano di swapping, ovvero baratto.
Ci si scambia di tutto, dagli oggetti di design, ai libri, agli appartamenti.
Lo slogan: Io non ho bisogno di denaro...

VITA
RITORNI.Rifiorisce sul web la più antica forma di commercio
Contro lo spreco c'è il baratto digitale
di Chiara Cantoni

Nuovo postulato di Lavoisier: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto passa di mano.
Un tempo, per educazione o per necessità, non si buttava niente: la chiamavano economia domestica. Oggi, invece, si chiama baratto ed à làultima tendenza in fatto di riciclo.
Mutuato dal passato,lo scambio di beni second-hand torna in voga contro la febbre da consumismo, cavalcando le conquiste dellàera digitale. Fioriscono, infatti, i siti internet dedicati alla pià antica forma di commercio, dove inserire annunci gratuiti sul proprio usato e prendere contatti per donarlo o barattarlo con usato altrui.
Eco-Riciclo, lanciato a fine 2006, nasce per realizzare un luogo di incontro fra la domanda e offerta di oggetti riciclati e promuovere la sobrietà e il rispetto ambientaleà dice il suo ideatore, Domenico Barranca, àDa tempo condivido i valori del Movimento della decrescita: ho pensato che il web fosse un modo per comunicarli. Là aumento dei rifiuti, dovuto allo scarto di oggetti ancora validi, comporta un incremento della produzione industriale e dellàinquinamento. I cittadini possono invertire la tendenza improntando il proprio stile di vita alla moderazione, scambiando i beni usati e puntando allàautoproduzioneà.

Un punto di vista condiviso da Paolo Severi che da cinque mesi gestisce ZeroRelativo, sito specializzato che tratta il baratto in modo diretto e gratuito.
"Ridare valore agli oggetti inutilizzati, allenare a un consumo critico e sdoganare il baratto come forma di commercio: questi gli obiettivià, dice.à Internet risolve i problemi che hanno portato alla scomparsa del baratto: la difficoltà a mettere in contatto gli interessati e làindisponibilità delle merci per scambi immediati. Oggi non è utopistico pensare al baratto come sistema complementare all'acquisto in denaro
Se in Italia siamo ancora all'abc, dagli Usa arrivano esperienze consolidate, come Freecycle, la pià grande comunità virtuale dedicata al àbarterà, nata da una mailing-list dellàambientalista Daron Beal. Diffusa in 75 Paesi (3,5 milioni di membri), cresce alla velocità di 20mila nuovi iscritti alla settimana. Eà americana anche la community di Craiglist, mentre in Francia càà NetTroc, sito di barteronline aperto alle aziende, e Trokers, dedicato al baratto tradizionale fra privati.

CARTA
La decrescita felice
Addio Denaro
di Andrea Saroldi

Tutto si riutilizza. tutto si scambia, niente si butta.
Lo dicono i promotori del sito ZeroRelativo, sistema di scambio gratuito. "Qui puoi trovare una sede per i tuoi oggetti inutilizzati e scambiarli con quelli di altri utenti" si legge online.
Come funziona?
Dovete inserire nel sito un oggetto che non utilizzate più o che vi piacerebbe scambiare: libri, cd, riviste, telefoni, fumetti, biciclette, macchine da scrivere, computer, collezioni, e ancora casa per le vacanze, frigoriferi, divani, cucine, dischi, scooter, automobili, figurine e qualsiasi altra cosa vi passi per la testa.
L'inserzione sarà visibile per trenta giorni, poi occorre rinnovarla. ZeroRelativo non guadagna nulla da queste transazioni; cosi come gli utenti che utilizzano il sito non guadagnano nulla tranne che l'oggetto stesso.
"Gli utenti si accorderanno solo sulle eventuali spese di spedizione dell'oggetto". Insomma, se avete un oggetto che non utilizzate pià inseritelo sul web.

LA NUOVA ECOLOGIA
NAVIGANDO - Nuovi media macchine comunità
WWW.ZERORELATIVO.IT
di Matteo Campofiorito

Tutto si riutilizza. Tutto si scambia. Niente si butta.
E' il motto di ZeroRelativo, un nuovo sito dedicato all'arte antica del baratto.
Registrandosi gratuitamente ci si mette in contatto con gli utenti che vogliono riciclare o scambiare i loro oggetti. Il sito non guadagna nulla da queste transazioni e non fa guadagnare nulla agli utenti se non l'oggetto di scambio.
Gli annunci hanno una durata di trenta giorni e non sono accettate inserzioni con prezzi di vendita nà transazioni con denaro.

ZR su guide/libri


Avanti tutta - Manifesto per una rivolta individuale 2011
di Simone Perotti

[...] Un altro buono spunto per fare downshifting in versione low cost è farsi regalare le cose. Nelle nostre case c'è talmente tanto di tutto, troppo direi, che moltissimo di ciò che serve è ridondante e puo essere regalato. Trovo meraviglioso il regalo. Sono convinto che tutto ciò che avrà valore nel prossimo futuro sarà gratis. Già oggi sono gratuite le cose più preziose della nostra vita (le attenzioni, l'aiuto, la compagnia, una parte della cultura, l'amicizia, l'amore, la fratellanza, una buona parte dell'informazione ecc.), ma lo saranno anche molti oggetti. Gratis o scambiabili con il baratto. Proprio sul baratto si sono scatenate molte iniziative. Ne cito solo due perchè sarebbe lungo fare un elenco: www.zerorelativo.it [...]

Ricette Low Cost - Mangiare bene e sano spendendo poco 2010
di Manuela Maria Campanelli e Arianna Banderali

Il baratto
Tutti noi possediamo oggetti che abbiamo acquistato o che ci sono stati regalati e non usiamo; perché non utilizzarli come merce di scambio, in particolare per ottenere prodotti alimentari? Si pu&eograve;, per esempio, barattare un pigiama con qualche salume tipico, un set di lenzuola con una bottiglia di olio e una di vino, un libro con qualche chilo di pasta o un dvd con una confezione di caffé I beni che si scambiano devono essere durevoli quindi anche gli alimenti che si richiedono non devono essere deteriorabili, in modo che il loro valore sia equivalente al momento dello scambio.

Naviga e scambia
Sul sito www.zerorelativo.it si possono pubblicare gratuitamente annunci di oggetti da barattare. E' sufficiente registrarsi per proporre un oggetto che deve essere in buono stato di conservazione: è la vostra moneta di scambio e come tale va descritto nei minimi particolari. L'invio può essere fatto per posta o per corriere convenzionato.

Internet Yellow Pages 2010
di Lucio Bragagnolo

Zerorelativo.it - La prima community di scambio e baratto online
E'commercio elettronico anche se non girano soldi e difatti lo slogan del sito è "Io non ho bisogno di denaro". Ad altri decidere se la modalità del baratto, o del prestito sia quella più adatta. A noi spiegare che il luogo in cui concretizzare la modalità è ben fatto, semplice e attraente, ispira fiducia, per la pulizia grafica, e per la scorrevolezza di tutte le funzioni. Il sito è nato da pochissimo, ma conta già migliaia di iscritti, grazie anche a un uso accorto della nuova comunicazione, da Facebook in poi.
(Voto: da 1 a 5)
Contenuti 5 - Accessibilità 2 - Aggiornamento 5 - Grafica 4 - Usabilità 4 - Navigazione 3

La spesa in tempi di crisi - Una guida per acquistare in modo consapevole
di Daniela Ostidich
[...] Ancora più interessante è il sito www.zerorelativo.it, la prima community di baratti on line, in rete dal dicembre 2006. Come dichiarano i promotori: "Il nome zerorelativo è stato scelto perchè ogni oggetto ha un proprio valore, a prescindere da quello attribuito dal mercato". Gli utenti registrati del sito mettono on line gli annunci di disponibilità dei propri prodotti e vagliano proposte di scambio da altri clienti. Vi si trova di tutto: Dal n.12 del fumetto Dylan Dog all I-pod Shuffle, alla videocamera nuova e mai usata vinta a un concorso. Zerorelativo ha inoltre una sezione destinata al prestito: si invitano gli utenti a mettere a disposizione degli altri residenti nella stessa città quello che si usa saltuariamente e che potrebbe essere usato da altri per un tempo limitato: scale, trapani, libri e fumetti, aspiropolveri industriali, portasci, ma anche prestazioni di servizi e consulenze. Il tutto a costo zero sia per chi presta sia per chi ne usufruisce. La filosofia è quella di evitare gli acquisti inutili, cioè gli sprechi. Nel sito si riporta infatti una citazione tratta dalla Guida al consumo critico (a cura di Centro Nuovo Modello Sviluppo): "Ogni volta che stiamo per comprare qualcosa chiediamoci se ne abbiamo davvero bisogno o se invece non stiamo cedendo alle pressioni della moda, della pubblicità, della competizione sociale. Chiediamoci anche se abbiamo fatto tutto il possibile per riparare ciò che abbiamo. Se poi giungiamo alla conclusione che quell'oggetto ci serve, procediamo con calma. Soprattutto non precipitiamoci in negozio per comprarne uno nuovo. Prima facciamo un giro presso amici e parenti per accertarci che non abbiano qualcosa di usato che fa al caso nostro [...]

I love swapping
di Marina Martorana

La filosofia di zerorelativo

SchoolNet Guide
zerorelativo.it: scambiare anzichè acquistare

Scarica la guida

L'ultimo volume di Harry Potter contro il nuovo CD di Justin Timberlake, il DVD "Ratatouille" contro il videogioco dei "Simpsons". Sulla piattaforma ZeroRelativo, i membri si scambiano film, giochi, musica e libri. Nel funzionamento ricorda un pò i siti di aste online, con la differenza sostanziale che qui gli oggetti non sono venduti ma solamente barattati o donati, gratuitamente. Chi vuole pubblicare un annuncio o vuole rispondere ad un'inserzione, si registra nel portale, specificando le classiche informazioni anagrafiche (che ovviamente non vengono divulgate), inserisce il proprio oggetto nella categoria di appartenenza con l'immagine e la descrizione, e può scegliere tra le tre condizioni di scambio previste: accettare proposte di scambio valutando cosa gli altri hanno da offrire, decidere che si desidera ricevere uno specificato oggetto in cambio, oppure semplicemente "riciclare" ossia regalare quello che non serve più. Quando l'utente trova l'oggetto o la prestazione di proprio interesse, contatta l'inserzionista sempre all'interno del portale per accordarsi sulle modalità e tempi di consegna-ritiro degli oggetti, o scambio di prestazioni. Uno degli obbiettivi prossimi alla realizzazione, è quello di profilare il sito per un'utenza europea.

Occasioni online 2007
Guida ai siti che garantiscono risparmio, qualit e sicurezza. Consigliata da Corriere.it.
www.ZeroRelativo.it
di Marina Martorana edita da Sperling & Kupfer

Cosa offre
"Diamo valore agli oggetti perché tutto si riutilizza, tutto si scambia e niente si butta": ecco lo spirito che anima questo sito dedicato al baratto. Se qualcosa è in soffitta a prendere polvere, oppure è la febbre del collezionismo a spingere allo scambio, questo sito va considerato. Dopo la registrazione gratuita, in cui si inseriscono informazioni personali che saranno visualizzate solo dall'utente con cui si concluderà l'affare, si puà procedere con la propria inserzione. Tre sono le opzioni previste : accettare proposte di scambio valutando cosa gli altri hanno da offrire, decidere che si desidera ricevere uno specifico oggetto in cambi, oppure semplicemente "riciclare" ossia regalare quello che non serve più. Per evitare le spese di spedizione, che sono a proprio carico, basta specificare nell'annuncio che si scambia solo con chi abita nella propria zona.

Particolarità

Per pubblicare un'inserzione o fare una proposta di scambio a un altro utente, è necessario inserire un numero di telefono fisso. Le iscrizioni prive dei dati richiesti saranno cancellate.

Quanto costa
Il sistema di scambio, la consultazione e la pubblicazione degli annunci sono gratuiti. L'inserzione resta online 30 giorni, poi bisogna rinnovarla.

ZR sul web

Repubblica
L' avanguardia più organizzata di chi cerca di disintossicarsi dal denaro si concentra in una community, zerorelativo.it.

Wired
Invece di spendere, baratta. Quello che hai (e non ti serve più) con quello che vorresti avere. Non solo prodotti, anche competenze: scambia la tua cultura, aggiornati su quello che vuoi conoscere

Sky.it Tg24 Economia
Regalo sgradito? Esprimi un desiderio e barattalo on line

Il sole 24 ore
Lo zen e l'arte di fare regali

Il sole 24 ore
Weconomy CONDIVISA

Ecquo - Quotidiano.net
Zerorelativo.it, un progetto sociale di consumo intelligente

Ecostyle24
Baratto on line su Zerorelativo

Ekopedia
Cos'è zerorelativo.it

Marraiafura
Zerorelativo.it Il baratto che promuove il riuso

Corriere
Lunga vita al giocattolo

Toysblog
I giocattoli si buttano? No si barattano su zerorelativo

Co-housing
Zerorelativo, io non ho bisogno di denaro

Il Giornale
Abitanti della città del baratto

Key4biz
Recensione tecnica di zerorelativo.it

Reuters
Contro la crisi, il web torna al baratto

Max
20 cose trendy

Fare soldi e risparmiare
Baratto Online: Risparmiare Scambiando Oggetti e Servizi

Bebé blog - Il baratto on line per sopravvivere alla crisi, Psychologies - Ecowarrior. La gioia di lottare per un mondo migliore , Virgolaz - Le nuove reti collaborative
Schegge di vetro - Quest'anno il regalo lo baratto (e anche le imprese...), Macroedizioni - ZeroRelativo. La community del baratto on line, Corriere della sera - Sempre più di tendenza il millenario baratto, più on che off line , Il Resto del Carlino, DailyOnLine - Alice, Pronto Consumatore, TellusFolio, Il Fo - Romagna, AAM Terra Nuova, SoloStyle, Ecoblog, FantaGiochi, Educazione Sostenibile, YesLife, GenitronSviluppo, PesaroAmbiente, LaRicarica, Style, AntonioLubrano, RomaOne, ApogeOnLine, LaDestra, IlMegafono, MiroRenzaglia, AriannaEditrice, Max3d, ComuneFirenze, Polemizzatore, AngeliPress, StormyMonday, ZuccheroeCannella, ZeroNero, Fraternity, RCA - RifiutoConAffetto, PrimoManualeRicicla, SoloPerTe, MenteLocale, Carta, Criticamente, MissTrendy, StregaNocciola, ProduzioniDalBasso, AlessandroRonchi, BlogYourMind, MarcoZiero, Petrolio, Blogeko, Waytrend, RestoDellaPesaresita', Rododentro, Ortica, Grillonews, Ecoblog, PierluigiRizzini, AriaFresca

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