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Ambiente e Sostenibilità

Riciclare alluminio: guida alla raccolta differenziata

Tabella dei Contenuti

L’alluminio si ricicla al 100% e all’infinito senza perdere nemmeno un grammo delle sue proprietà di partenza. Rispetto a molti altri materiali che si degradano col tempo o dopo qualche ciclo industriale, questo metallo leggero rinasce all’infinito mantenendo identiche resistenza, brillantezza e flessibilità.

Separare bene vaschette, lattine e fogli da cucina dentro casa fa una differenza enorme per l’ambiente, perché rifondere l’alluminio usato consuma solo una frazione minima dell’energia che servirebbe per estrarlo da zero dalle miniere.

Perché l’alluminio si può riciclare all’infinito senza perdere qualità?

La struttura atomica di questo metallo non subisce alcuna alterazione durante il processo di fusione ad alte temperature. Quando una lattina usata arriva in fonderia viene sminuzzata, privata delle vernici superficiali e fusa nei forni industriali a circa seicento gradi. Il metallo liquido ottenuto è puro e performante tanto quanto quello vergine ricavato dalla bauxite, la roccia minerale da cui si estrae la materia prima.

A livello energetico, per fondere l’alluminio di recupero serve solo il 5% dell’energia elettrica necessaria per produrre alluminio primario partendo dalla miniera. Questo taglio del 95% evita quantità gigantesche di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e riduce drasticamente l’impatto ambientale legato all’attività estrattiva.

L’Italia rappresenta un’eccellenza assoluta a livello mondiale su questo fronte. I dati del consorzio CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio) mostrano che nel nostro Paese recuperiamo e rimettiamo in circolo oltre il 70% degli imballaggi immessi sul mercato. La totalità dell’alluminio prodotto in Italia proviene esclusivamente dal riciclo, un primato industriale che colloca la nostra filiera ai vertici dell’Unione Europea.

Dove si butta l’alluminio nella raccolta differenziata di casa?

Nella maggior parte dei comuni italiani l’alluminio si butta insieme alla plastica nel sacco o nel bidone giallo, oppure insieme al vetro o ai metalli leggeri a seconda del sistema di raccolta locale.

Non esiste una regola cromatica identica da Nord a Sud, quindi devi sempre dare un’occhiata alle istruzioni del tuo gestore locale o del tuo comune. In molte grandi città si usa il cassonetto multimateriale leggero per plastica e lattine, mentre in altri territori i metalli viaggiano insieme alle bottiglie di vetro per poi venire separati meccanicamente negli impianti industriali grazie a potenti magneti e correnti elettrostatiche.

Per riconoscere al volo gli imballaggi riciclabili ti basta cercare il logo triangolare con le tre frecce e la sigla ALU 41 stampata sopra. Questo codice internazionale garantisce che l’oggetto è composto interamente da alluminio ed è pronto per essere rigenerato.

Se hai fogli sottili come la carta stagnola o i coperchi dello yogurt, ti conviene appallottolarli insieme. Se li lasci sparsi finiscono per disperdersi o volare via durante la lavorazione, mentre facendo una pallina unica e bella compatta permetti ai macchinari di intercettarli subito sui nastri di selezione.

Quali oggetti in alluminio puoi differenziare e quali invece devi buttare nell’indifferenziato?

La regola d’oro della raccolta differenziata prevede che vadano nel circuito del riciclo solo gli imballaggi, cioè i contenitori usati per proteggere o trasportare cibo, bevande e prodotti per la cura personale. Oggetti d’arredo, vecchi utensili o componenti meccanici non possono entrare in questo circuito anche se sono fatti dello stesso materiale.

La tabella seguente ti mostra come smistare gli oggetti che ti passano per le mani ogni giorno.

Oggetto comune Sigla / Simbolo Dove si butta Cosa fare prima
Lattine per bibite e birra ALU 41 Plastica e metalli (o multimateriale) Svuota il liquido e schiacciala sui lati
Vaschette per alimenti e torte ALU 41 Plastica e metalli (o multimateriale) Togli i resti di cibo con una forchetta o carta
Fogli di carta stagnola per cucina ALU 41 Plastica e metalli (o multimateriale) Pulisci il cibo evidente e fanne una pallina compatta
Tubetti di sugo o maionese ALU 41 Plastica e metalli (o multimateriale) Arrotolalo fino in fondo per svuotarlo
Tappi a vite di vino e liquori ALU 41 Plastica e metalli (o campana del vetro) Staccalo dalla bottiglia prima di buttarlo
Padelle rovinate e vecchie moka Nessuna sigla imballaggio Isola ecologica comunale Portala all’ecocentro tra i rottami metallici

Come devi preparare lattine, vaschette e carta stagnola prima di gettarle?

Non serve lavare i contenitori con acqua calda e detersivo per piatti prima di buttarli. Durante il processo industriale di riciclo le altissime temperature dei forni bruciano all’istante qualunque traccia di unto o residuo organico, per cui lavare gli imballaggi sotto il rubinetto di casa produce solo uno spreco inutile di acqua potabile.

L’unica cosa richiesta è rimuovere i pezzi consistenti di cibo per evitare cattivi odori in casa e facilitare la lavorazione negli impianti.

Per preparare i tuoi imballaggi in modo impeccabile segui questi piccoli accorgimenti:

  • Passa una forchetta o un tovagliolo di carta usato dentro le vaschette del forno per togliere sughi densi o formaggio bruciato.
  • Spremi fino in fondo i tubetti di salsa, concentrato di pomodoro o maionese arrotolandoli su se stessi e lasciali pure con il loro tappino di plastica avvitato.
  • Appiattisci le lattine di bibite premendo sui lati per fare spazio dentro il sacchetto di casa e renderne più efficiente il trasporto sui camion.
  • Raggruppa i coperchietti dello yogurt, le chiusure delle creme dessert e i fogli di stagnola dentro una singola sfera compatta per non farli disperdere.
  • Togli la linguetta e il collarino dalle bottiglie di olio o vino prima di gettare il tappo metallico nel bidone giusto.

Sembra una sciocchezza perdere quei tre secondi per sistemare gli scarti, ma per gli impianti di riciclo cambia tutto.

Se butti vaschette o stagnola piene di sugo e formaggio, non solo ottieni la puzza in cucina con i moscerini che invadono il mastello sotto il lavello, ma credi problemi anche dopo. Negli impianti i residui di cibo marciscono, impastano i trituratori e rallentano tutta la linea di lavoro. Se invece dai una pulita veloce e butti il metallo asciutto, gli operatori possono pressarlo all’istante e mandarlo dritto nei forni di fusione, senza dover fare lavaggi industriali che fanno solo perdere tempo e soldi.

Cosa non devi fare durante la raccolta differenziata dell’alluminio?

Non tutti i pezzi di metallo vanno bene per il sacco giallo, la raccolta di casa accetta solo gli imballaggi, cioè i contenitori nati per conservare e proteggere cibo, bevande o prodotti per il corpo. Tutto il resto non c’entra niente.

Se ci butti dentro una moka rotta, una vecchia padella o un paio di forbici rotte, finisci per fare danni seri. Oggetti pesanti come questi bloccano i rulli degli impianti di smistamento, rovinano i macchinari e sporcano tonnellate di alluminio buono. Il consorzio poi declassa il carico del tuo comune, paga meno rimborsi all’amministrazione e alla fine quei costi di smaltimento in più ti tornano dritti nella bolletta della spazzatura.

Queste cose non vanno mai nel bidone di casa ma all’isola ecologica o nell’indifferenziato:

  • Vecchie moka, padelle rovinate e posate da cucina
  • Capsule del caffè piene di polvere umida
  • Blister dei farmaci in plastica e alluminio incollati
  • Bombolette spray mezze piene di vernice o solventi
  • Viti, chiodi, fili elettrici e rottami vari

Cosa succede all’alluminio dopo che lo butti nel cassonetto?

Una volta raccolto dal camion dell’igiene urbana, l’alluminio compie un percorso tecnologico rapidissimo che lo riporta sugli scaffali dei negozi sotto forma di nuovi prodotti nel giro di pochissime settimane.

I camion scaricano il carico presso gli impianti di selezione meccanica. Qui i rifiuti passano sotto nastri trasportatori dotati di magneti per estrarre il ferro e di separatori a correnti parassite (chiamati correnti di Foucault), capaci di respingere e deviare l’alluminio facendolo saltare letteralmente dentro appositi canali di raccolta. I pezzi vengono poi pressati in grandi cubi metallici chiamati balle e spediti direttamente alle fonderie partner.

Negli impianti di fusione le balle vengono aperte e sminuzzate. I forni a elevate temperature eliminano le vernici esterne e fondono il metallo, che viene colato in stampi per creare enormi lingotti o placche laminate pronte per le industrie manifatturiere.

Grazie a questo ciclo continuo, l’alluminio di una lattina che bevi oggi può trasformarsi nel telaio di una bicicletta da corsa, nella carrozzeria di un treno ad alta velocità, nei cerchi in lega di un’automobile o in una nuova moka nel giro di un paio di mesi.

FAQ – Domande frequenti

Bisogna lavare le vaschette di alluminio prima di buttarle?
Non serve lavarle con detersivo e acqua; basta togliere i residui grossolani di cibo con un tovagliolo o una forchetta, perché il calore dei forni elimina ogni residuo organico in fonderia.

Dove si buttano le capsule del caffè in alluminio?
Se contengono ancora la polvere di caffè vanno nell’indifferenziato, a meno che non le svuoti a casa separando l’alluminio o non le consegni nelle boutique e nei centri di raccolta convenzionati.

La carta stagnola unta si può riciclare nella differenziata?
Sì, anche se presenta tracce di olio o sugo puoi gettarla nella raccolta dei metalli; l’importante è togliere pezzi grossi di pietanze e appallottolarla bene prima di buttarla.

I tubetti del concentrato di pomodoro e delle salse vanno nell’alluminio?
Sì, sono imballaggi al 100% riciclabili; devi solo arrotolarli bene fino all’ugello per espellere tutto il prodotto rimasto prima di gettarli nel contenitore dei metalli.

Le lattine delle bibite vanno schiacciate prima di essere buttate?
Sì, conviene schiacciarle lateralmente per ridurre il volume dentro i sacchi e rendere più agevole il trasporto dei materiali verso gli impianti di selezione.
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