Un elisir di lunga vita fai da te: il tè Kombucha

Un elisir di lunga vita dalle innumerevoli virtù che si può realizzare tranquillamente in casa? È il Kombucha, una varietà di tè lasciata fermentare.

Conosciuto e apprezzato in Cina già dal 221 a.C cioè dal tempo della dinastia Tsin, ricevette il nome di “Divino Tsche” per le sue proprietà ritenute magiche. In Europa arrivò nel 1913 con i primi studi in Germania sui suoi effetti sull’organismo. Dopo la guerra i profughi e i prigionieri di guerra russi e tedeschi lo esportarono nel resto del mondo, anche se fino ad oggi è rimasto molto poco noto. La medicina cinese lo considera un vero farmaco naturale, in grado di ridurre l’obesità, rafforzare i reni e i muscoli, alleviare i dolori artritici e reumatici e i dolori articolari. Viene in particolare esaltata la sua attività probiotica nel tratto intestinale.

Prepararlo in casa è molto semplice, l’ingrediente chiave è lo Scoby (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast), una colonia di batteri e lieviti che attiva il processo di fermentazione della bevanda. Si può reperire facilmente, visto che chi ha già iniziato a produrre Kombucha in casa ne ha una coltura infinita che regala spesso e volentieri.

Per produrne 2 litri abbiamo bisogno di:

  • 2 litri di acqua (filtrata o di bottiglia, evitare quella di rubinetto)
  • Tè nero (5 gr o 3 bustine per ogni litro)
  • 100 gr di zucchero (da escludere i dolcificanti)
  • Scoby
  • Vaso di vetro a bocca larga (evitate la plastica che può rilasciare sostanze tossiche durante la fermentazione; evitate anche la ceramica o la terracotta dato che lo smalto può rilasciare sostanze tossiche come il piombo e il metallo che potrebbe uccidere il fungo)
  • tessuto in cotone (panno o strofinaccio) o tovagliolo di carta e un elastico

Per prima cosa fate bollire l’acqua e aggiungetevi il tè nero. Coprite a bollore e lasciate in infusione per un quarto d’ora. Togliete le bustine, o le foglie, che avete usato. Aggiungete lo zucchero, preferibilmente bianco perché dona un sapore migliore, che servirà da nutrimento per il fungo che lo mangerà per intero, e mescolate bene. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente e versatelo in un contenitore di vetro, aggiungendo lo Scoby e il liquido in cui esso è conservato, vale a dire Kombucha già pronto. Coprite il vaso con il passo e fissate con l’elastico. È importante che il panno sia in cotone perché serve a far entrare l’ossigeno e lasciar uscire il gas prodotto in fase di fermentazione, che dura circa 7-12 giorni a seconda della stagione.

In autunno il processo è più lento. Tenete il recipiente in un luogo a temperatura intorno ai 23-27 gradi °C, ma non alla luce diretta del sole. Assaggiate il vostro Kombucha dopo una settimana e lasciatelo fermentare ancora se cercate un sapore più aspro.

Quando il Kombucha ha il sapore da voi desiderato estraete il fungo Scoby, preferibilmente con i guanti, e iniziate una nuova produzione, utilizzando un po’ del tè appena prodotto come starter per il nuovo. Travasate il liquido in bottiglie (in vetro!) più piccole e lasciatelo riposare ancora per 24/48 ore, perché finisca la fermentazione.

Se volete un gusto diverso a un paio di giorni dalla fine della fermentazione aggiungete della frutta. Ciò non solo migliora in sapore, ma aggiunge anche vitamine e altri benefici relativi al frutto scelto.

Si può conservare per mese in frigo. Se ne possono bere circa 3 bicchieri al giorno, mattina, pranzo e cena perché i suoi componenti vengono assorbiti in modo diverso a seconda che lo stomaco sia pieno o vuoto.

Ricordatevi però di gettare via il vecchio Scoby dopo tre o quattro preparazioni ed usare solo i nuovi funghi prodotti.

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